Bari, tre anni dopo è cambiato il mondo: dal sold-out con il Cagliari al silenzio di un San Nicola che vede lo spettro della Serie C
Dal boato dei 58.000 contro il Cagliari al silenzio spettrale di un venerdì di maggio che profuma di resa. In soli tre anni, il Bari sembra aver smarrito non solo il sogno della Serie A, ma quel legame viscerale che rendeva il San Nicola un fortino inespugnabile. Se quel pomeriggio di giugno lo stadio era una marea biancorossa capace di trascinare la squadra oltre ogni ostacolo, oggi la sfida vitale contro la Virtus Entella è avvolta da un’indifferenza gelida: un distacco che rischia di coincidere con il verdetto più amaro, dato che un KO unito al successo del Pescara a Padova condannerebbe aritmeticamente i biancorossi alla Serie C.
A pesare sul clima che circonda l'astronave di Renzo Piano non è la stagione, ma un distacco emotivo figlio delle incertezze legate al tema della multiproprietà e di una politica tariffaria che, nonostante la criticità del momento, non ha favorito il ritorno del grande pubblico.
DALLA SERIE A SFIORATA AL DECLINO: IL PESO DI UNA FERITA MAI RIMARGINATA - Per mesi, l’intero ambiente biancorosso ha cercato di esorcizzare l’11 giugno 2023, la sera in cui il gol di Pavoletti al 94’ strappò la Serie A dalle mani dei pugliesi. Eppure, a tre anni di distanza, è impossibile non leggere in quella data l’inizio di un declino tecnico costante. I numeri, d'altronde, sono impietosi: dalla finale playoff contro il Cagliari, il Bari ha disputato 117 gare ufficiali ottenendo appena 27 vittorie (il 23%).
Dopo una salvezza agguantata in extremis ai playout contro la Ternana e una stagione successiva chiusa a un passo dai playoff sotto la guida di Moreno Longo, l'ultimo campionato è stato un calvario: i biancorossi hanno trascorso l'85% del torneo tra la zona playout e la retrocessione diretta. Una flessione figlia anche di una panchina dalle porte troppo girevoli: sette cambi tecnici in tre stagioni — da Mignani a Longo, passando per i brevi interregni di Marino, Iachini, Giampaolo, Caserta e Vivarini — testimoniano la difficoltà nel ritrovare un’identità tecnica precisa in un contesto societario che ha dovuto misurarsi con i limiti strutturali imposti dai regolamenti sulle multiproprietà.
180 MINUTI PER LA SALVEZZA: IL VERDETTO PASSA DAL SAN NICOLA - Il declino sportivo è fotografato crudamente dalle statistiche di questa stagione: il Bari dispone dell'attacco meno prolifico del torneo, 33 gol realizzati, e di una delle difese più colpite, 58 gol subiti, con una differenza reti di -25 che non lascia spazio ad alibi. La squadra appare priva della forza d'urto necessaria per reagire, scivolando pericolosamente verso una retrocessione che ora potrebbe diventare aritmetica già questo venerdì.
In caso di sconfitta con l’Entella e contemporaneo successo del Pescara a Padova, il destino sarebbe segnato con un turno d'anticipo, visti gli scontri diretti a sfavore con abruzzesi ed empolesi. L'ultimo spiraglio di luce resta legato a una vittoria contro i liguri, per poi giocarsi il tutto per tutto al “Ceravolo” contro un Catanzaro ormai certo del quinto posto. Saranno 180 minuti di fuoco per decidere il futuro di una piazza storica che, oggi più che mai, guarda con malinconia a quella sera di inizio estate del 2023, quando il paradiso era distante solo pochi secondi.