Intervista

Cacciamani: "La Juve Stabia mi ha fatto crescere. Torino? Torno più maturo"

Cacciamani: "La Juve Stabia mi ha fatto crescere. Torino? Torno più maturo"
Alessio Cacciamani
© foto di Antonio Gargiulo - S.S. Juve Stabia
Oggi alle 10:45Interviste e Storie
di Davide Balestra
L'esterno a Gianlucadimarzio.com: 'Castellammare merita un grande finale. Devo tanto a Vanoli perché ha creduto nelle mie potenzialità"

La carta d’identità recita 29 giugno 2007, ma la maturità e i numeri di Alessio Cacciamani direbbero ben altro. “Voglio finire bene questo campionato con la Juve Stabia. Il momento più bello della stagione? Direi il gol al Palermo segnato davanti ai nostri tifosi: un’emozione unica” dice l’esterno - di proprietà del Torino e in prestito alle ‘Vespe’ - a Gianlucadimarzio.com. “Non mi faccio mai grandi aspettative. A Vanoli devo tanto perché mi ha fatto esordire in Serie A un anno fa. Il ritorno in granata a fine stagione? Abate e la società mi hanno fatto maturare parecchio. Nel caso in cui dovessi tornare al Toro in via definitiva, ci andrei sicuramente con un bagaglio di conoscenze ancora più sviluppate”.

La Juve Stabia ha raccolto 50 punti dopo 36 partite. Il gruppo squadra ha sempre seguito l’allenatore Ignazio Abate che, tra le altre cose, ha lasciato - e continua a farlo - tanti insegnamenti nella testa del giovane calciatore che, nella stagione 2025/26, ha segnato due gol (contro Padova e Palermo) in 32 presenze. “È stata una stagione fin qui bellissima sotto tutti i punti di vista. Essendo la prima esperienza tra i grandi, mi ha aiutato molto a crescere. Abate? Mi sta dando tanto, specialmente sotto il profilo della mentalità e dal punto di vista atletico. Ci spiega quanto sia importante curare il fisico e la propria persona; ci insegna a vivere questo sport come un vero lavoro. Dice sempre: ‘Se dai tutto per questo sport, prima o poi le cose tornano’. Sembra una frase fatta, ma è effettivamente così. Più dai e più puoi sperare di ricevere”.

L’allenatore ripone molta fiducia in Cacciamani. Tra incredulità e un pizzico di speranza, l’esterno ha sempre puntato in alto: “Non mi aspettavo di arrivare a fine aprile con tutte queste partite in B dopo aver giocato con l’Under 18 del Torino solo l’anno scorso. Ma un po’ ci speravo, altrimenti non avrei intrapreso questa esperienza”.

IL TORINO E LA SERIE A. La prima esperienza con i grandi, la seconda lontano da casa. Cacciamani nasce a Jesi, città dove è nato anche l’ex CT campione d’Europa Roberto Mancini. Da lì parte il percorso del 18enne (19 anni a giugno): la Biagio Nazzaro, poi i provini con Parma, Sassuolo e SPAL. A seguire l’esperienza con l’U14 del Fano e l’U15 e U16 con l’Ancona, prima di fare il grande salto verso il Torino. “In granata ho giocato con l’U17 e l’U18 (stagione 2024/25 culminata con 12 gol, 3 assist in 17 presenze e la vittoria del campionato, ndr), fino alla Primavera e alla prima squadra”.

Fermiamoci qui e facciamo un piccolo passo indietro. È l’11 maggio del 2025: allo stadio Olimpico Grande Torino arriva l’Inter di Simone Inzaghi. Paolo Vanoli, al tempo allenatore del Toro, all’80’ decide di far esordire proprio il giovane marchigiano. “Lui mi ha avvicinato al professionismo - dice il classe 2007 - . Sono rimasto in prima squadra solo poche settimane, ma sono bastate per capire come funziona quel mondo. Devo tanto a Vanoli perché ha creduto nelle mie potenzialità facendomi esordire; quel giorno ero molto emozionato”. Le qualità di Cacciamani, però, non sono passate inosservate nemmeno oltre i confini del club. Lo scorso 26 marzo è arrivata anche la chiamata di Silvio Baldini, che ha deciso di portarlo in Under 21 e farlo esordire nel match - valevole per le qualificazioni all'Europeo di categoria - vinto 4-0 contro la Macedonia. Un’altra tappa bruciata da chi, nonostante la giovane età, sembra avere già il passo dei grandi.

LEGATO ALLE PROPRIE ORIGINI. Cacciamani parte da un piccolo centro, ma la voglia di sognare in grande non gli è mai mancata. Da Chiaravalle, dove vive la sua famiglia, a Torino, passando per Castellammare. “Diciamo che negli ultimi anni ho vissuto stili di vita molto diversi. Entrambe le città sono bellissime, ma restano fondamentali le radici e gli affetti, per questo torno a casa appena posso”. Un trasferimento, quello alla Juve Stabia nell’estate 2025, nato quasi per caso: “Avevo finito il ritiro con il Torino e stavo tornando a casa in treno quando mi è arrivata la proposta. Ho accettato subito senza esitare”.

Estro, fantasia e velocità: qualità in cui Cacciamani spicca e che riprende dal suo idolo, Federico Chiesa. “Di lui apprezzo lo strappo in velocità e l’uno contro uno per saltare l’uomo; è la cosa che mi piace di più. È forte e intelligente”. Nato come ala sinistra, il classe 2007 si è adattato anche al 3-5-2 di Abate giocando a tutta fascia: “Mi è sempre piaciuto giocare largo”. E sul futuro conclude: “Non mi faccio grandi aspettative. Ora ho un solo obiettivo, ovvero finire la stagione nel migliore dei modi e regalare a Castellammare un bel finale perché la piazza lo merita”. 18 anni, ma una mentalità già da veterano con un futuro tutto da disegnare sulla corsia sinistra.