L'Arezzo è in B, l'opera d'arte di Bucchi
Una vera e propria scommessa quella dell'Arezzo. Vincente, certo. Soprattutto quando in una piazza come quella toscana, desiderosa di grande calcio e palcoscenici diversi, si decide nel febbraio del 2025 di affidare la panchina a Bucchi, di fatto da due anni fermo ai box dopo l'esperienza all'Ascoli.
Dall'Ascoli all'Ascoli, e quella lotta per la vetta del girone B che ha animato gli ultimi mesi. Proprio quando le cose sembrano essere state fatte, il ritorno dei bianconeri e quella distanza che giornata dopo giornata andava assottigliandosi.
LA FORZA DEL GRUPPO E DELLO STAFF - Poi la forza del gruppo. La compattezza di una squadra che non ha mai mollato, unendosi nel momento forse più complicato e conquistando una promozione in B sudata, lottata, voluta. Una delle scelte chiave è stata quella di riportare ad Arezzo Gianluca Di Chiara. L'allenatore lo ha voluto fortemente con sé per la terza volta in carriera, conoscendo alla perfezione le sue doti tecniche e la sua leadership. Di Chiara è stato il braccio destro in campo, un elemento di sicurezza che ha garantito qualità e solidità nei momenti in cui il pallone scottava di più.
Al fianco di Bucchi, ma con un ruolo diverso, c'è stata un'altra figura fondamentale: Jacopo Dezi. Dopo aver condiviso il campo in passato, Dezi ha intrapreso il percorso dirigenziale lavorando a stretto contatto con l'allenatore. Questa sinergia tra campo e scrivania ha permesso a Bucchi di avere un punto di riferimento costante, un ponte diretto con la società che ha facilitato la gestione dello spogliatoio e la risoluzione di ogni piccola problematica interna. Ora la festa per la B e, sin da subito, la programmazione di una stagione (la prossima) da vivere da protagonisti.