Intervista

Da Imola all’Irlanda del Nord per Football Manager: “Perché il calcio non è solo un (video)gioco"

Da Imola all’Irlanda del Nord per Football Manager: “Perché il calcio non è solo un (video)gioco"
Oggi alle 09:00Interviste e Storie
di Alessandro Mammana
La storia di Andrea, 39enne di Imola partito per l'Irlanda del Nord per seguire una partita della squadra di cui è allenatore... su Football Manager

Esci dal lavoro, torni a casa, ceni e, anziché rilassarti di fronte a un film o una serie tv, decidi di dedicarti al tuo secondo impiego, quello di allenatore part-time di una squadra di una cittadina nordirlandese. Niente di serio - almeno per gli altri -, solo l’abitudine di fare una partita a Football Manager che, però, a un certo punto diventa più realistica del previsto. Un giorno, infatti, decidi di deviare un attimo dall’ormai consueta routine giornaliera per “fare una mattata”: la tua squadra, a cui nel tempo ti sei talmente tanto affezionato da diventarne un vero tifoso, inizia a ottenere risultati molto importanti - nella realtà - e a giocarsi un posto in Europa, e tu non puoi far altro che scegliere di partire per la sfida decisiva per la qualificazione. I 2000 chilometri che separano Imola (casa tua) da Coleraine (sede della “tua” squadra) non possono essere un ostacolo.

Il protagonista di questa “mattata” - come la chiama lui - è Andrea Lai, un 39enne di Imola che di lavoro fa il commerciale specializzato nelle spedizioni internazionali e che un giorno come gli altri è diventato l’uomo più virale del Regno Unito, oltre che l’idolo di un paesino dell’Irlanda del Nord. “Sta succedendo tanto di quel casino, stanno ripostando la mia storia dappertutto. È davvero pazzesco - ha raccontato a gianlucadimarzio.com - da giorni mi stanno scrivendo diverse testate britanniche per intervistarmi. Per prima mi ha chiamato la BBC, ora la mia storia è stata ripresa anche da L’Equipe”.

COM’È NATO IL VIAGGIO – Ma se la reazione dei social al suo viaggio può sembrare incredibile, ancor più clamoroso è il modo in cui tutto è cominciato: “Sono un appassionato di calcio da sempre, tifosissimo del Bologna e da parecchi anni gioco a Football Manager. Nel 2019 ho deciso di iniziare una carriera facendo scegliere al gioco la squadra da allenare, e sono finito casualmente a Coleraine. I risultati erano positivi, mi sono particolarmente appassionato al punto che, oltre a seguirli sui social, ho deciso di acquistare dei prodotti – un portachiavi e una maglietta - dallo shop online”. Ed è a questo punto che arriva la svolta.

Dopo aver fatto l’ordine, però, mi ha contattato lo shop manager per capire se si trattasse di un errore; gli sembrava strano che qualcuno dall’Italia volesse comprare dei prodotti del Coleraine. Poi mi ha chiesto il motivo della spesa e, appena gli ho spiegato come ero arrivato a conoscerli, si è incuriosito talmente tanto che ha voluto farmi un’intervista da pubblicare sui social della squadra”.

LA MATTATA – Gli anni passano e Andrea continua a giocare con il suo Coleraine nelle varie edizioni di Football Manager, ma a inizio 2026 un fattore lo spinge a prendere l’iniziativa: “La società ha alzato un po’ il tiro e ho iniziato ad avere questo tarlo in testa. Nel corso della stagione sono arrivati diversi risultati positivi, quindi ho iniziato a parlare con un amico proponendogli di fare questo viaggio. Il tempo passava, arrivato a marzo ho deciso di prenotare il volo da Bergamo a Belfast, contattando lo shop manager e chiedendogli di tenermi da parte un biglietto per la partita che sarebbe valsa un posto ai playoff di Conference League.

All’arrivo in città, poi, viene accolto come un vero e proprio eroe: “Quando sono andato a ritirare il biglietto ho incontrato lo speaker dello stadio, che appena ha ascoltato la mia storia è rimasto stupito e ha voluto farmi visitare l’impianto e conoscere gran parte dello staff. Il social media manager mi ha proposto addirittura di fare un’altra intervista da promuovere sui social del club, diventata poi super virale”.

Intanto si gioca la partita, il Coleraine vince e scoppia la festa. Ma da un momento all’altro diventa lui il protagonista: “Al termine del match sono andato fuori dagli spogliatoi per provare a strappare qualche autografo, e mentre mi stavo intrattenendo con l’attaccante che aveva segnato la tripletta quel giorno lui mi ha riconosciuto chiamandomi ‘Italian guy’ e presentandomi ai compagni e all’allenatore. Una roba folle. Ho anche scherzato con il mister, dicendogli che mi era spiaciuto prendere il suo posto su Football Manager”.

UN LEGAME INSOSTITUIBILE – Come in un sogno, con la differenza che si è trattato di qualcosa di assolutamente reale. E pensare che è stato il club a ringraziarlo: “Anche loro erano contenti di questa cosa, e non solo per la visibilità ricevuta. Mi hanno anche proposto di rimanere una settimana in più per poter assistere alla finale di coppa nazionale, ma ho dovuto rifiutare a malincuore per motivi di lavoro. Ma ho già in programma di tornare, magari per i playoff di Conference League o per il centenario che ricorre il prossimo anno. Ma il mio sogno sarebbe vederli affrontare il Bologna, mi hanno anche chiesto scherzosamente di organizzare un’amichevole”.

Insomma, un legame ormai diventato indissolubile e certamente insostituibile: “Ho giocato con tantissime squadre negli anni, ma quello che mi è capitato con il Coleraine non lo riesco a vedere replicabile da altre parti. Aver deciso di fare la stupidaggine di comprare due gadget mi ha portato qui, non mi aspetto di replicare una cosa così tanto potente: rimarrà nel mio cuore per sempre”. Dalla scrivania di un ufficio di Imola alle emozioni di una partita di Premiership nordirlandese, il tutto grazie a una carriera virtuale inaugurata nel 2019. Perché il calcio non è solo un (video)gioco.