McKenna l'ha fatto ancora: l'Ipswich torna in Premier dopo un anno
L'ultima giornata di Championship doveva ancora regalare alcuni verdetti, su tutti la seconda promozione diretta in Premier League, dopo quella del Coventry City. Ad avere la meglio sulle contendenti è stato l'Ipswich di Kieran McKenna, che grazie al 3-0 casalingo contro il QPR torna nella massima serie inglese un anno dopo la retrocessione. Una promozione arrivata solamente all'ultima giornata per via dell'equlibrio ai vertici della classifica, con Millwall, Middlesbrough, Southampton e lo stesso Ipswich distanti tra loro solamente di qualche punto.
Ma quali sono stati i punti di forza di questa squadra? Per i "The Tractors" è la seconda promozione negli ultimi tre anni; dalla League One alla Championship e da qui il salto in Premier League in 3 anni, tra il 2022 e il 2024: dalle parti di Portman Road ne hanno viste di tutti i colori, in poco tempo.
Se l'Ipswich tornerà a giocare in Premier League lo deve in primis a Kieran McKenna, allenatore nordirlandese diventato ormai una vera e propria icona visto che è alla guida del club dal 2021. Classe '86, ex centrocampista ritiratosi a soli 22 anni per un infortunio, McKenna iniziò in anticipo la carriera da allenatore nelle giovanili del Nottingham Forest, proseguendo poi al Tottenham, per arrivare al Manchester United con tanto di prima esperienza in prima squadra da assistente di Mourinho. Successivamente sarebbe rimasto nello staff tecnico sia di Solskjaer che di Rangnick. Ha dovuto rinunciare alla carriera da calciatore, ma McKenna non si è mai dato per vinto e ha ottenuto ottimi risultati da allenatore a Ipswich, tanto da diventare un vero e proprio simbolo della città con la Suffolk University che ha deciso di conferirgli la laurea ad honorem.
La crescita di McKenna è stata evidente anche dal punto di vista tattico. Ha iniziato col 3-4-2-1 per poi passare al 4-2-3-1, modulo con il quale ha valorizzato tutta la rosa a disposizione. Costruzione dal basso, squadra corta, pressing e subito caccia al pallone quando è tra i piedi dell'avversario. Uno stile propositivo e allo stesso ben organizzato che hanno portato i "The Tractors" a essere tra le difese meno battute della Championship con soli 47 gol subiti.
CLARKE, PHILOGENE E HIRST: I PILASTRI DELL'IPSWICH - L'attacco dell'Ipswich è sicuramente tra i punti di forza della squadra di McKenna. Il punto di riferimento è Jack Clarke, classe 2000 ex Sunderland e Leeds che quest'anno ha totalizzato 16 gol in campionato. Alle sue spalle seguono Jaden Philogene a quota 12, George Hirst a 11 e l'albanese Anis Mehmeti a 10.
Un reparto offensivo che ha prodotto tanto anche grazie alla funzionalità del centrocampo e alla solidità della difesa guidata dalla coppia di centrali composta da Jacob Greaves e Dara O'Shea. Sulla trequarti spazio alla fantasia del cileno Marcelino Núñez, autore di 3 gol e 8 assist in campionato. Buona parte delle manovre offensive dell'Ipswich sono partite da lui, un vero e proprio punto di riferimento che lega l'attacco con il centrocampo.
CAJUSTE E AZÓN: UN PIZZICO DI SERIE A ANCHE NELL'IPSWICH - All'interno della rosa dell'Ipswich ci sono anche due vecchie conoscenze della Serie A che portano il nome di Jens Cajuste e Ivan Azón. Il centrocampista svedese è arrivato dal Napoli la scorsa estate con la formula del prestito oneroso intorno a 1 milione di euro con riscatto fissato a 7,5 milioni. Sotto la gestione McKenna, Cajuste ha trovato una discreta continuità realizzando anche un gol nella sconfitta per 3-1 sul campo del Leicester, ma l'orientamento del club è quello di non attivare l'opzione di riscatto.
Anche Azòn è riuscito a ritagliarsi il suo spazio e a realizzare 5 gol in campionato che hanno contribuito alla promozione dell'Ipswich. Lo spagnolo, la scorsa estate, è arrivato dal Como con la formula del prestito e - in attesa di capire quale sarà il suo futuro - potrà festeggiare il ritorno in Premier League da parte del suo Ipswich. A proposito di festeggiamenti: nello spogliatoio, al termine della sfida contro il QPR, c'era anche un grande tifoso come Ed Sheeran che cantava e beveva birra insieme ai calciatori all'interno dello spogliatoio. Una star in mezzo ad altre star: l'Ipswich ha riscritto la storia.