Intervista

Dedizione, voglia di rivalsa e futuro assicurato. Chauvin: "Vi racconto Atta"

Dedizione, voglia di rivalsa e futuro assicurato. Chauvin: "Vi racconto Atta"TUTTOmercatoWEB.com
Atta esulta a San Siro
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Oggi alle 09:00Interviste e Storie
di Damiano Tucci
L'allenatore, ex responsabile del settore giovanile del Rennes ci ha raccontato la stella dell'Udinese: "Era attaccante. Futuro? Lo vedrei bene al Como"

Sei gol e quattro assist, ma soprattutto una crescita esponenziale partita dopo partita, con gli occhi delle big puntati addosso. È il biglietto da visita di Arthur Atta, tra le stelle dell’Udinese di Kosta Runjaic, undicesimo in classifica. Chi lo conosce bene, però, non è stupito: "Il suo rendimento personalmente non è una sorpresa". A dirlo è Landry Chauvin, allenatore delle nazionali giovanili transalpine dal 2020 al 2025 ed ex responsabile del settore giovanile del Rennes.

Chauvin ha visto crescere il talento francese, oggi esploso nella sua seconda stagione all’Udinese tra ottime doti tecniche e inserimenti offensivi. Gol che appartiene al DNA di Atta, che da giovane si dilettava in un altro ruolo: “Giocava da attaccante – racconta Chauvin a Gianlucadimarzio.com – Quindi oggi non ha problemi a ricoprire altre zone del campo”. Figlio di Eric Atta, responsabile scouting del Metz, Arthur si è messo in mostra proprio con la maglia dei Grenats. Eppure non è stato semplice inizialmente: “Ha avuto dei piccoli problemi di crescita durante l’adolescenza e questo ne ha un po’ rallentato il percorso – aggiunge Chauvin – Quando il padre Eric si trasferì al Metz e porto con lui anche il resto della famiglia, Arthur esplose. Probabilmente aveva bisogno di trovare l’ambiente giusto”.

Osservare così da vicino quel talento, capace di coniugare le ottime doti tecniche al rigore nei confronti delle proprie responsabilità dentro e fuori dal campo ha lasciato il segno in Chauvin, tanto da convincerlo a convocarlo successivamente per le nazionali giovanili, con risultati piuttosto importanti: "Ho avuto modo di allenarlo al torneo di Tolone che ha disputato in maniera ottimale, compiendo un vero e proprio salto di qualità – spiega – Stavamo preparando il mondiale di categoria e avrei voluto portarlo con me, sfortunatamente il suo club non poteva liberarlo non essendo quella una data FIFA”.

LA FORZA DEL LAVORO - Nonostante l'ottima tecnica individuale fosse già evidente, il vero segreto di Atta, secondo Chauvin, è la personalità mista alla smisurata voglia di migliorarsi: "Quando ha esordito tra i pro il suo allenatore non ha creduto in lui e Arthur ha scelto l'Italia. È un gran lavoratore e per questo si è conquistato il suo spazio, l'equilibrio e l'umiltà trasmessagli dalla sua famiglia hanno fatto sì che non si perdesse durante le difficoltà. È molto bello oggi vederlo riuscire a realizzare il suo sogno”. Un sogno che passa dall’Italia e che in futuro potrebbe passare anche dalla nazionale maggiore francese: “Per quest'anno credo sia presto per il Mondiale, ma sentiremo parlare di lui a medio termine. Potrebbe scegliere il Benin, nazionalità del padre ma credo che opterà per la Francia almeno in un primo momento".

MERCATO E FUTURO - L'esperienza all'Udinese di Atta ha naturalmente già suscitato diversi interessi per le sue qualità, accendendo il mercato in prospettiva. Chauvin, in questo senso, ha le idee chiare: "Supererà gradualmente le tappe, credo che prima di una big europea o italiana sia necessario per lui compiere uno step intermedio. Un esempio? Il Como, un allenatore come Fabregas potrebbe aiutare molto il suo percorso. Arthur in campo 'respira' calcio. La sua intelligenza tattica supera la media perché vede le cose prima degli altri, la sua priorità è il gruppo: vuole sempre mettere il compagno nelle migliori condizioni possibili, ed è questo che lo premia oggi".

Orgoglio, affetto sincero, protezione: per Landry Chauvin, parlare di Arthur Atta, rappresenta sempre un'emozione speciale.