Akpa Akpro: “La Coppa d’Africa mi ha cambiato la vita. Lazio? Ho vissuto un sogno”
Jean-Daniel Akpa Akpro è alla ricerca di una nuova sfida. Dopo l'ultima esperienza al Verona, il centrocampista ivoriano è svincolato e aspetta la chiamata giusta per tornare in campo. A Gianlucadimarzio.com ripercorre le tappe di una carriera che lo ha portato dalla Francia alla Serie A, fino alla Champions League con la Lazio, passando per il Mondiale con la Costa d'Avorio e la vittoria della Coppa d'Africa.
L'ULTIMA STAGIONE A VERONA - L'ultima annata all'Hellas Verona lascia più di un rimpianto. Per Akpa Akpro il bilancio è condizionato dall'infortunio, ma anche dalla convinzione che quella squadra avrebbe potuto raccogliere molto di più: "Secondo me avevamo una squadra forte, con tanti giovani di talento. Potevamo fare molto meglio. Io sono arrivato già in buona condizione fisica, ma dopo le prime partite ho avuto una frattura che non siamo riusciti a individuare subito. Solo dopo un mese abbiamo capito il problema. Sono tornato per aiutare la squadra, ma non sono riuscito a dare il contributo che avrei voluto. È stato un peccato".
SALERNO, LA SVOLTA - La vera svolta della sua carriera arriva alla Salernitana. Dopo un lungo periodo senza continuità, Akpa Akpro ritrova fiducia grazie a Gian Piero Ventura e getta le basi per il salto in Serie A: "Arrivavo da un anno e mezzo praticamente senza giocare. All'inizio è stato durissimo, ma Ventura ha capito le qualità di ogni giocatore e ha costruito una squadra perfetta. Mi sono sentito subito importante e lì è cambiato tutto". Il legame con la città resta ancora oggi speciale: "I tifosi e la città sono stati straordinari. Anche la mia famiglia è stata benissimo. Sono stato fortunato a iniziare la mia avventura italiana proprio lì".
IL SOGNO LAZIO E QUEL GOL IN CHAMPIONS - L'estate del 2020 cambia la sua carriera. Una telefonata durante le vacanze gli comunica il trasferimento alla Lazio, dove trova subito la fiducia di Simone Inzaghi: "All'inizio non ci credevo. Mi chiamò il mio procuratore e mi disse che l'accordo era fatto. Il giorno dopo ero già a Roma. Entrare in uno spogliatoio con Immobile, Luis Alberto, Milinkovic-Savic e Reina è stato incredibile. Inzaghi ha avuto fiducia in me fin dal primo giorno e ho cercato di ripagarlo dando sempre tutto." Tra i ricordi più belli resta il gol segnato al Borussia Dortmund in Champions League: "Non pensavo nemmeno di entrare. Poi il mister mi ha chiamato, Luis Alberto mi ha servito in profondità e Ciro ha avuto la lucidità di lasciarmi il pallone. Quel gol ha cambiato la mia vita: pochi mesi prima ero in Serie B, poi mi sono ritrovato a segnare in Champions League".
DALLA FRANCIA ALLA COSTA D'AVORIO - Dopo diverse convocazioni sfumate con la Francia a causa degli infortuni, Akpa Akpro sceglie di rappresentare la Costa d'Avorio. Una decisione destinata a cambiare la sua carriera: "Ogni volta che la Francia mi chiamava succedeva qualcosa e mi infortunavo. Pensavo quasi fosse un segno. Poi arrivò la chiamata della Costa d'Avorio: mi hanno dato fiducia e ho trovato un gruppo incredibile, con campioni come Drogba, Yaya Touré, Kolo Touré, Gervinho e Kalou". L'esordio contro la Bosnia gli spalanca le porte del Mondiale in Brasile: "Prima della partita pensavo che non sarei stato convocato. Invece mi sono liberato mentalmente, ho giocato una grande gara e sono entrato nella lista per il Mondiale. Avevo ventidue anni e tutti i giorni mi ripetevo: 'Sto giocando un Mondiale in Brasile'. Era qualcosa di incredibile". Pochi mesi dopo arriva il momento più alto della sua carriera: "La vittoria della Coppa d'Africa ha cambiato la mia vita. Quando sono tornato a Tolosa ero un altro uomo".
I CAMPIONI INCONTRATI - Nel corso della sua carriera Akpa Akpro ha condiviso lo spogliatoio con alcuni dei migliori calciatori della sua generazione. Se però deve sceglierne uno, non ha dubbi: "Yaya Touré è il giocatore più forte con cui abbia mai giocato. Era impressionante: tecnicamente sembrava giocare a un ritmo diverso rispetto agli altri. Quando decideva di accelerare diventava devastante". In Italia, invece, indica Sergej Milinkovic-Savic come uno dei talenti più straordinari incontrati: "Meritava di giocare nel Real Madrid o nel Barcellona. Era un centrocampista fortissimo".
LA FAMIGLIA, LE ORIGINI E IL FUTURO - Prima dell'Italia c'è il Tolosa, la squadra della sua città, dove cresce fino a diventarne capitano. Un percorso reso possibile anche dal sostegno della famiglia, con cui il calcio è sempre stato una passione condivisa: "Ho iniziato lì grazie a mia madre. Anche due miei fratelli erano nel settore giovanile e uno di loro è diventato professionista. Poi è toccato a me. Diventare capitano della squadra della mia città è qualcosa che non dimenticherò mai. È finita con un po' di amarezza, ma resta uno dei più grandi motivi di orgoglio della mia carriera". E chiude: "Siamo cresciuti tutti con il pallone. Parliamo sempre di calcio e ancora oggi ci confrontiamo sulle scelte da prendere. Cerco sempre di dare una mano ai miei fratelli più piccoli". Dal Tolosa alla Serie A, passando per un Mondiale, la Champions League e la Coppa d'Africa. Oggi Akpa Akpro guarda al futuro forte del bagaglio di esperienze costruito in quasi vent'anni di carriera, in attesa della prossima occasione per tornare protagonista.