A 18 anni senza paura: alla scoperta di Alajbegovic, il bosniaco che piace (ancora) alla Roma

A 18 anni senza paura: alla scoperta di Alajbegovic, il bosniaco che piace (ancora) alla RomaTUTTOmercatoWEB.com
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Ieri alle 08:30Interviste e Storie
di Mariapaola Trombetta
Il percorso e l’impatto di Kerim Alajbegovic, classe 2007 del Salisburgo: numeri, ruolo, caratteristiche e sviluppo tra club e Bosnia

Si può già fare la differenza tra i grandi a soli 18 anni? Per Kerim Alajbegovic la risposta è nei fatti. Fuori dal campo è il ritratto della normalità, tra partite alla play e Fortnite. In campo si trasforma completamente: prova la giocata, non si nasconde mai. “Non mi importa chi ho davanti”, ha raccontato in Austria, con la sicurezza di chi si fida ciecamente dei propri mezzi. E dopo aver permesso alla sua Bosnia di superare il Galles e l'Italia conquistando la qualificazione Mondiale, ora è nel mirino della Serie A, più precisamente della Roma.

ALLA SCOPERTA - La storia di Alajbegovic tra i grandi comincia nell’estate 2025, quando il Red Bull Salisburgo lo acquista dal Bayer Leverkusen per circa 2 milioni di euro. Un’operazione che all’inizio sembra una delle tante. Nel giro di pochi mesi, invece, diventa un affare. L’impatto è immediato. Kerim non aspetta e alla prima occasione da titolare segna e serve un assist, presentandosi nel modo più diretto possibile. È successo tutto molto in fretta, ha ammesso, riconoscendo quanto il salto tra i professionisti sia stato rapido. In campionato mette insieme circa 20 presenze, 7 reti e 2 assist. Numeri importanti, ma è soprattutto in Europa che lascia il segno: doppietta contro il Basilea, assist contro l’Aston Villa, giocate che iniziano a far girare il suo nome. Il segreto? Rimanere fedele a se stesso, senza snaturarsi mai per adattarsi agli avversari.

Cardiff è stata la sua prova del nove, prima l'assist da corner per Dzeko, complice anche un'uscita sbagliata del portiere gallese Dawson, poi il rigore decisivo della serie. "Sono andato sul dischetto senza troppi pensieri, volevo solo segnare", ha raccontato. A vederlo sembra quasi facile, ma scegliere di calciare in un momento così delicato è stato l'atto di maturità che ha conquistato definitivamente il suo Paese. Una crescita così evidente non poteva di certo passare inosservata e il Bayer Leverkusen ha deciso di muoversi subito esercitando la recompra e offrendogli un contratto di cinque anni. Un vero e proprio atto di protezione verso uno dei talenti della nuova generazione. La prestazione di Zenica contro l'Italia, forse, non serve neanche raccontarla.

IL PERCORSO - Kerim nasce a Colonia nel 2007 e cresce in una famiglia dove il calcio è sempre stato presente. Suo padre Semin, ex calciatore nelle serie minori tedesche, lo ha guidato fin dai primi passi, insistendo su un dettaglio fondamentale: l’uso di entrambi i piedi. Questa ambidestria oggi lo rende un rebus per i difensori, imprevedibile e difficile da leggere per chi lo affronta. Il percorso passa dal Colonia e poi dal Bayer Leverkusen, che nel 2021 decide di puntare su di lui. Ed è proprio lì che il suo talento prende forma concreta. I numeri nelle giovanili parlano chiaro: 20 gol e 6 assist con l’U17, poi 15 gol e 13 assist con l’U19. Numeri che danno l’idea, ma fino a un certo punto; oltre le statistiche c’è una crescita continua. Il suo modo di stare in campo ha una definizione precisa: “Mi considero un giocatore da strada, ripete spesso. Uno di quelli che vivono l’uno contro uno, che cercano la giocata, ma che allo stesso tempo non rinunciano a mettersi al servizio della squadra.

COME INTERPRETA IL CAMPO - Descrivere Kerim Alajbegovic con una sola definizione è riduttivo. Parte da sinistra, ma non è un esterno bloccato. Si muove, viene dentro al campo, cambia lato, cerca sempre la giocata. Basta guardare le statistiche: circa 1,8 dribbling riusciti a partita. Ma non è solo una questione di numeri, dietro c’è anche una mentalità chiara, la convinzione di poter affrontare qualsiasi avversario senza timore, cercando sempre la soluzione più incisiva. Allo stesso tempo non è un solista testardo. Partecipa attivamente alla fase difensiva recuperando circa 3,7 palloni a partita, pressa, rientra, resta dentro l’azione. Non si limita ad aspettare la palla: partecipa, rincorre, si sporca il gioco. Non a caso ha più volte sottolineato di voler crescere ancora, soprattutto nella qualità delle scelte negli ultimi metri.

BOSNIA, CRESCITA E AMBIZIONE - Nonostante il passato nelle giovanili tedesche, Kerim non ha mai avuto dubbi sulla nazionale: Il mio cuore batte per la Bosnia, ha spiegato. E il debutto è immediato: gol e assist contro San Marino, e diventa così il più giovane marcatore della storia della selezione. Tra le prime esperienze arriva anche una delle serate più intense della sua carriera, a Vienna, nella sfida contro l’Austria. Un’atmosfera da brividi e la sensazione di poter stare a quel livello, senza sfigurare. Poi lo spareggio Mondiale contro il Galles e quello contro la nostra Italia. Kerim entra entrambe le volte a partita in corso e si prende la responsabilità nel momento più delicato, quello decisivo. Lo vive con una naturalezza sorprendente e, dagli 11 metri, fa centro. 

DA SIMBOLO A GUIDA: ALAJBEGOVIC SULLE ORME DI DZEKO VERSO LA SFIDA CON L'ITALIA - Nel gruppo, il rapporto con Edin Dzeko racconta bene anche il suo percorso di crescita. Quando Kerim nasceva, nel settembre 2007, il capitano della Bosnia aveva già iniziato a costruire la sua carriera ad alto livello. Un incrocio che racconta in modo chiaro il cambio di generazione: da simbolo a guida, nello stesso spogliatoio. "È una leggenda per noi", ha spiegato, sottolineando anche il lato umano del capitano,Prima lo guardavo in TV, ora gioco con lui. L’ambizione non manca. È convinto che la Bosnia possa giocarsela con tutti e non abbia motivo di nascondersi, anche contro avversari di alto livello.

ROMA - Rimasta incantata dalla sua naturalezza e dal suo talento, la Roma di Gasperini lo aveva cercato già nella finestra invernale di calciomercato. Ora, con l'inizio dell'estate, i giallorossi si sono rifatti sotto. Il nome di Kerim Alajbegovic è ben evidenziato sulla lista di obiettivi della dirigenza giallorossa, che vuole regalare a Gasperini un'operazione importante e allo stesso tempo di prospettiva per permettergli di essere competitivo su tutti i fronti a partire dalla prossima stagione, in cui la Roma giocherà anche in Champions League