Il Ministro Abodi: "Sconfitta definitiva. I vertici devono assumersi le proprie responsabilità"

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mercoledì 1 aprile 2026, 14:15News Calcio
di Nicolò Minerva
Il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi è intervenuto sulla mancata qualificazione dell'Italia ai Mondiali 2026

"È una sconfitta definitiva. Sarebbe bene fare qualche riflessione, i vertici devono assumersi le proprie responsabilità. Prima del ruolo sovrano del consiglio federale c'è il ruolo apicale della coscienza individuale e non mi sembra emergere minimamente": così Andrea Abodi, Ministro per lo Sport e i Giovani, si è rivolto ai vertici della FIGC. Il membro del Governo ha rilasciato alcune dichiarazioni a seguito della mancata qualificazione dell'Italia ai Mondiali. 

"Ci vuole responsabilità e consapevolezza di quanto sia accaduto ieri perché non è la prima volta. Quando sento parlare di soluzioni finanziarie non si capisce che il capitale che manca non è quello economico ma progettuale" ha aggiunto Abodi a Sky. 

RIFONDARE IL CALCIO ITALIANO - Come riportato dall’ANSA, il Ministro ha poi invitato a una rifondazione del calcio italiano: "Ringrazio la squadra e il suo allenatore per l’impegno che hanno dimostrato anche ieri sera, ma è evidente a tutti che il calcio italiano va rifondato e che questo processo debba ripartire da un rinnovamento dei vertici della FIGC".

Abodi ha sottolineato l'impegno del Governo a favore del movimento sportivo in Italia. Il Ministro ha anche bacchettato chi ha tentato di non assumersi le proprie responsabilità a seguito della mancata qualificazione degli Azzurri ai Mondiali, la terza consecutiva. "Il Governo ha dimostrato concretamente, in questi anni, l’impegno a favore di tutto il movimento sportivo italiano. I nostri atleti ci hanno regalato enormi soddisfazioni in tante discipline, e io reputo obiettivamente scorretto tentare di negare le proprie responsabilità sulla terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali di calcio, accusando le Istituzioni di una presunta inadempienza e sminuendo l’importanza e il livello professionistico di altri sport" ha dichiarato il Ministro.

"L'ITALIA DEVE TORNARE A ESSERE L'ITALIA" - Abodi ha proseguito parlando dell'importanza dello sport, e in particolare del calcio, in Italia:  “Il calcio è uno sport e, in un tempo di crisi militari ed economiche come questo, non va caricato di significati eccessivi. D’altra parte è innegabile che non sia solo uno sport. Particolarmente in Italia, dove il calcio si fa cultura popolare, rito comunitario, prestigio internazionale".

Sull'assenza degli Azzurri dal Mondiale ha detto: "Mi dispiace pensare che ci sia un’intera generazione di bambini e ragazzi che non abbia ancora provato l’emozione di veder giocare la Nazionale in un mondiale di calcio".

E infine, il Ministro ha ribadito il proprio impegno nel supportare lo sport e il calcio. Abodi ha concluso spronando la Nazionale a tornare ai vertici del calcio mondiale: "Noi continueremo, come abbiamo fatto finora, a fare ciò che compete alle Istituzioni ma serve responsabilità, umiltà e rispetto da parte di tutti. L’Italia deve tornare ad essere l’Italia, anche nel calcio mondiale”.

I SETTORI GIOVANILI - Un altro tema su cui il Ministro dello Sport si è concentrato successivamente in un'intervista rilasciata al TG1 è il lavoro da svolgere con i settori giovanili. Abodi ha sottolineato in particolare l'importanza di valorizzare il talento all'interno dei campionati, anch'essi al centro delle sue dichiarazioni: "Siamo troppo vittime degli schemi, io credo che del talento ci sia, non possiamo averlo certamente perso, si riparte dai settori giovanili, dovremo fare qualcosa di nuovo, tenendo conto anche di esigenze di club e riformulare un po' anche i campionati perché siano funzionali in una stagione così lunga anche alle nazionali e in termini di età, tenendo conto anche della primavera a vent'anni, scendere un pochino, bisogna allenare talento prima".

"ESAME DI COSCIENZA DEL CONSIGLIO FEDERALE" - Ospite del programma televisivo "Cinque minuti", Abodi ha proseguito più tardi affrontando anche il tema del Consiglio Federale e delle scorse elezioni, terminate con la rielezione di Gravina, che ottenne il 98% dei voti: "Il Consiglio federale deve fare un esame di coscienza perché, se ci riferiamo al presidente, non possiamo non pensare che ha preso il 98% dei consensi. L'assunzione di responsabilità è comune".

Infine il Ministro è tornato a parlare dei giovani, questa volta commentando la possibilità di ridurre il numero di giocatori stranieri nelle rose: "È quel che cercheremo di fare. Vogliamo il cambio di un modello che non ha prodotto solo tre mancate qualificazioni ma che non riesce più a far esprimere il talento italiano, soprattutto quello giovanile. Lo facciamo fino all'U19, già l'U21 non si qualifica alle Olimpiadi da quattro edizioni. La dimostrazione di un modello che non funziona quando cresce e compete con l'estero".