Inter, Chivu: "Sono finiti i tempi dove le migliori difese vincono i campionati"

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Oggi alle 14:19News Calcio
di Redazione
La conferenza stampa di Cristian Chivu, allenatore dell'Inter, alla vigilia del match contro il Torino, valido per la 34a giornata di Serie A

"Come sempre, chiedo l'atteggiamento giusto che serve per portare a casa la partita. Cercheremo di essere dominanti e capire i momenti importanti per portare a casa la vittoria", ha esordito Cristian Chivu nella conferenza stampa di Torino-Inter, in programma domenica 26 aprile alle 18:00 all'Olimpico Grande Torino.

Sull'atmosfera in vista del finale di stagione, l'allenatore nerazzurro ha ammesso: "Siamo sereni e consapevoli del lavoro svolto per arrivare a essere in questa posizione. Mancano ancora partite e punti per avvicinarsi a uno dei nostri obiettivi, che poi era anche il nostro sogno".

LA SVOLTA DOPO LA SOSTA - Sull'ottimo rendimento dopo la sosta Nazionali Chivu ha spiegato: "Si parla sempre di questo, ma noi ci siamo arrivati con un bel vantaggio. Abbiamo pareggiato due partite e perso col Milan, e questo ha creato qualche critica, ma avevamo comunque tanti punti di margine. Poi abbiamo avuto l'opportunità di recuperare giocatori, e il match contro la Roma è stato importantissimo. A Como eravamo consapevoli delle difficoltà e ci siamo messi nelle condizioni di sognare".

"Questa squadra negli ultimi anni ha sempre cercato di fare delle imprese ed è sempre rimasta competitiva. Quando arrivi all'Inter hai grandi obiettivi, te lo dice la storia e anche la società, che negli anni ha costruito qualcosa di importante, quindi per noi è sempre stato importante essere competitivi su tutti i fronti", ha affermato l'allenatore nerazzurro parlando della sua stagione in relazione con le ultime.

LE CONDIZIONI DI BASTONI E SUCIC - Su Bastoni, out nelle ultime sfide, Chivu ha rivelato: "Si è allenato, sta meglio anche se ha ancora fastidio. Stringe i denti e ha fatto un lavoro di condizionamento atletico in questa settimana. Oggi si è allenato con la squadra e vediamo domani. Petar sta bene, negli ultimi mesi ha avuto una tripla frattura alla mano e non lo abbiamo mai detto. Tanto di cappello a lui per essersi messo sempre a disposizione".

NUMERI DIFENSIVI E CALCIO MODERNO - "Io non li guardo. I gol si fanno e si prendono, soprattutto se si rischia stando con una linea difensiva molto alta. La bravura è di tutta la squadra per come pressa e per l'intensità che mette. La cosa più importante è cercare di essere propositivi, soprattutto per la qualità che abbiamo. Sono finiti i tempi delle miglior difese che vincono i campionati; sono finiti i tempi dove per vincere devi avere la meglio negli scontri diretti. È un calcio più moderno questo. Il calcio è più veloce, intenso e verticale, e bisogna adattarsi", ha spiegato l'allenatore parlando dell'evoluzione del calcio negli ultimi anni.

LA FORZA DEL GRUPPO - Chivu conosce da tempo l'ambiente nerazzurro, e come spiega, questa è stata per lui una fortuna: "Sono arrivato in Prima Squadra che già conoscevo tutti e tutto e nulla mi ha sorpreso. Mi ha stupito la parte umana dei ragazzi, che in questi anni hanno cercato di fare qualcosa di straordinario. Hanno subito ingiustizie che non meritavano, e mi prendo questa loro volontà, la loro identità e il senso di appartenenza, ma soprattutto l'unità di un gruppo che sa stare nelle difficoltà".

Sempre sul gruppo e sulle difficoltà ha poi proseguito: "Sono andati contro la narrazione di inizio anno che voleva la fine di un ciclo. Sono rinati e hanno trovato la motivazione giusta per continuare a fare quello che hanno fatto negli ultimi anni. E non è un caso che siamo primi in campionato e in finale di Coppa. Per la Champions League mi prendo io le responsabilità: li amo da morire e me li tengo stretti. Un allenatore giovane ha creato disagio a loro, e quel che è stato detto e fatto li ha influenzati. Io però ho sempre detto le cose in faccia".

STANKOVIC - "Stiamo andando già oltre. È un giocatore che stiamo seguendo con attenzione, sapendo cosa sta facendo di buono. Io lo conosco da quando aveva 4/5 anni, è come un figlio per me e conosciamo tutti il suo valore. Oggi lo guardiamo con attenzione e quando parleremo di mercato ci faremo sicuramente un pensierino".