Parma, Mandela Keita. "Mia madre non mangiava per sfamarmi. Razzisti? Rispondo col sorriso"

Parma, Mandela Keita. "Mia madre non mangiava per sfamarmi. Razzisti? Rispondo col sorriso"TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 10:35News Calcio
di Redazione
Le parole di Mandela Keita, centrocampista belga del Parma, a La Gazzetta dello Sport. Le sue dichiarazioni, tra passato, presente e futuro

Superare i momenti difficili. Questo è uno dei punti di forza di Mandela Keita, sia nella vita che nel calcio. Il centrocampista belga, nel corso della sua intervista a La Gazzetta dello Sport, ha svelato un retroscena sulla sua infanzia: "Sono cresciuto da solo con mia mamma. Ho visto cose che un bambino non dovrebbe vedere, mia madre che faceva due lavori e, siccome non c’erano soldi, a volte non mangiava per dare il cibo a me. Adesso che, oltre a lei, ho due fratelli gemelli e una sorella, mi sento il capofamiglia. Loro non sono i miei fratelli, sono i miei piccolini. Il calcio è uno strumento per guadagnare e per far stare bene la mia famiglia".

Il suo nome è ovviamente un omaggio a Nelson Mandela: "Per mamma era un idolo e lo è anche per me. Sconfiggere l’apartheid in Sudafrica non dev’essere stato semplice. Ai razzisti non dico nulla, rispondo con un sorriso. Credo sia l’unico modo per combattere chi la pensa così".

"CHIVU MI HA INSEGNATO A CREDERE IN ME" - Keita ha parlato anche del suo rapporto con Carlos Cuesta: "Prima di cominciare a Parma ci siamo sentiti al telefono e non abbiamo parlato di calcio ma di vita. Mi ha fatto subito un’ottima impressione".

Il primo a credere nelle qualità del centrocampista belga è stato però Cristian Chivu: "Mi ha insegnato a credere in me. Non posso che ringraziarlo". L'esordio in Serie A è stato però da dimenticare, con due gialli in pochi minuti: "Ho fatto una cosa da stupido, probabilmente per la pressione e per la voglia di mettermi in mostra. Subito dopo mi sono detto: 'Io non sono stupido, sono intelligente: devo gestire questo momento".

"MI IMMAGINO IMPRENDITORE" - Keita ha parlato anche della città di Parma: "Amo la tranquillità e la gentilezza della gente. E il cibo, naturalmente: torta fritta e prosciutto. Il club mi piace perché è una famiglia, siamo tutti giovani e tutti legati".

Sul suo futuro dopo il calcio, il centrocampista belga ha commentato: "Mi immagino imprenditore, già adesso compro appartamenti e li affitto. Oppure chef: in cucina sono bravissimo. Dovreste provare la mia pasta pomodoro, pollo, salsa e paprica. Oppure il deejay, la musica fa parte della mia vita".