Juventus, Bremer: “Vogliamo arrivare il più lontano possibile in Europa League”
La Juventus si prepara a iniziare il proprio percorso in Europa League e alla vigilia della prima giornata Gleison Bremer ha raccontato ai canali ufficiali UEFA il suo modo di vivere il calcio. Il difensore brasiliano, punto di riferimento della retroguardia bianconera, ha parlato delle ambizioni della squadra e del desiderio di entrare nella storia del club.
Bremer ha ripercorso anche il suo rapporto con la lettura e la musica, due passioni diventate particolarmente importanti durante i nove mesi lontano dal campo per l’infortunio al ginocchio. Tra i riferimenti del brasiliano ci sono Aristotele e Sun Tzu, mentre la chitarra è diventata un modo per staccare dal calcio e affrontare con maggiore serenità quel periodo.
“VOGLIO LASCIARE IL MIO SEGNO” - La Juventus vanta una lunga tradizione di grandi difensori. Un’eredità che Bremer sente, ma alla quale non vuole sottrarsi: “Tanti difensori hanno fatto la storia qui, lasciando un segno anche a livello generazionale. Penso soprattutto a un giocatore come Gaetano Scirea, che è stato un difensore leggendario per questo club e anche per la nazionale. Ovviamente, per me sarebbe davvero difficile paragonarmi a loro, perché la pressione è enorme. Ma spero di riuscire a lasciare il segno. È impossibile fare paragoni, ma voglio lasciare il mio segno e darò sempre tutto in campo, così da poter essere ricordato nella storia della Juventus”.
AGGRESSIVITÀ, FORZA E VELOCITÀ - Bremer ha poi descritto le caratteristiche che contraddistinguono il suo modo di giocare, sottolineando anche il lavoro che sta portando avanti per continuare a migliorare: “Sono un difensore molto aggressivo. Sfrutto la mia forza fisica, che è una delle mie qualità, così come la velocità. Sono anche abile nel gioco aereo, cerco sempre di giocare in modo da riuscire a distinguermi: queste sono alcune delle mie caratteristiche principali, ma ne ho anche altre sulle quali sto lavorando molto con il nostro allenatore, Luciano Spalletti, e nelle quali posso ancora migliorare”.
“SPALLETTI CI HA DATO UNA DIREZIONE” - Un passaggio anche sul rapporto con Spalletti e sul percorso intrapreso dalla Juventus sotto la guida dell’allenatore: “Ci ha dato una direzione, ci ha fatto intraprendere un percorso. Siamo cresciuti molto con lui, è un allenatore di altissimo livello, un campione, e ci sta aiutando giorno per giorno a raggiungere i nostri obiettivi”.
DALL'EUROPA LEAGUE CON IL TORINO ALLA SEMIFINALE CON LA JUVENTUS - Per Bremer non sarà la prima esperienza in Europa League. Il brasiliano ha già disputato la competizione con il Torino nella stagione 2019/20 e successivamente con la Juventus, arrivando fino alla semifinale nel 2022/23 contro il Siviglia: “Sì, ho giocato questa competizione con il Torino, ormai diversi anni fa. È un torneo davvero difficile. Affrontammo il Wolverhampton negli spareggi; era una grande squadra, che era appena stata promossa in Premier League, e purtroppo fummo eliminati. Con la Juventus, invece, siamo arrivati in semifinale; purtroppo non siamo riusciti a raggiungere la finale e ad avere l'opportunità di alzare il trofeo”.
“VOGLIAMO ARRIVARE IL PIÙ LONTANO POSSIBILE” - L’obiettivo per la nuova avventura europea è chiaro: la Juventus vuole spingersi fino in fondo: “L'Europa League è una grande competizione, molto prestigiosa. Vogliamo arrivare il più lontano possibile. E se riusciremo a spingerci fino in fondo, chissà: magari potremmo anche vincerla”.
ARISTOTELE, SUN TZU E LA FILOSOFIA - Il calcio, però, non è l’unico elemento della vita di Bremer. Il difensore ha raccontato quanto la lettura sia diventata importante soprattutto durante il lungo stop per l’infortunio: “Mi è sempre piaciuto leggere, anche prima dell'infortunio e dell'operazione al ginocchio. Dopo l'infortunio, però, la lettura mi ha dato maggiore serenità e mi ha aiutato ad affrontare quel periodo: riuscivo a staccare dal calcio e la filosofia mi ha confortato molto. Ci sono alcune citazioni di Aristotele che mi piacciono particolarmente, così come ‘L'arte della guerra’ di Sun Tzu. Sono state letture che mi hanno dato serenità, mi hanno aiutato a godermi la vita e a capire che la vita non è fatta soltanto di calcio. C'è la mia famiglia, ci sono tante altre cose a cui pensare. Tutto questo mi ha permesso di affrontare più serenamente la vita”. Tra le frasi rimaste più impresse nella mente del difensore ce n’è una in particolare, legata proprio alla filosofia: “Ce n'è una che mi piace particolarmente e che dice: ‘Non sono gli eventi a turbare le persone, ma i giudizi che formulano su di essi’. È una frase che mi ha colpito molto e che ancora oggi è impressa nella mia mente”.
LA CHITARRA COME TERAPIA - Durante i nove mesi lontano dal calcio, Bremer ha inoltre iniziato a suonare la chitarra, trasformando una passione rimasta a lungo nel cassetto in un nuovo passatempo: “A causa dell'infortunio sono rimasto lontano dal campo nove mesi, che sono tanti! Così, per rilassarmi, ho iniziato a suonare la chitarra. Era qualcosa che volevo fare da tempo e da allora è diventata un passatempo. Ho sempre voluto imparare, ma non ne avevo il tempo, quindi ho approfittato del periodo di inattività per fare cose nuove. È stata quasi una terapia. Mi ha anche permesso di tenere la mente lontana dal calcio”. E, tra calcio e musica, Bremer non ha dubbi su quale sia la sfida più complicata: “Suonare la chitarra. È più difficile perché ho imparato da adulto. A calcio gioco da quando ero bambino, quindi per me è qualcosa di naturale”.