Juventus, Spalletti: "Pensiamo alla Champions, non al quarto posto"

Juventus, Spalletti: "Pensiamo alla Champions, non al quarto posto"TUTTOmercatoWEB.com
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Ieri alle 18:00News Calcio
di Redazione
Alla vigilia della gara contro l'Hellas Verona, l'allenatore della Juventus Luciano Spalletti è intervenuto in conferenza stampa: le sue parole.

Poco prima di cominciare la conferenza stampa alla vigilia di Juventus-Verona, Luciano Spalletti ha voluto dedicare un messaggio ad Alex Zanardi, scomparso oggi, 2 maggio: "Ci tenevo a salutare un uomo unico per valori sia nella vita sia nello sport come Alex, ho avuto anche la fortuna di conoscerlo e quello che ci ha trasmesso con le sue battaglie è qualcosa di incredibile e unico. Il minuto di silenzio da dedicargli l’ho fatto da solo perché una resilienza e una testa così forte, una disponibilità alla battaglia così forte è qualcosa di incredibile, per cui lo saluto volentieri".

La gara con il Verona sarà fondamentale per la corsa Champions, e Spalletti non ha dubbi sull'atteggiamento che deve avere la squadra in quest'ultima fase del campionato: "Spesso sento dire i punti che ci servono e sembra un'etichetta aritmetica: il quarto posto lo raggiungi perché mantieni un livello, per cui noi - per quello che ci riguarda come attenzione e volontà di allenarsi - abbiamo mantenuto le stesse cose, non bisogna stare attenti alla matematica, ma al rendimento quotidiano che abbiamo. Stiamo bene e sappiamo cosa abbiamo passato per essere in lotta per il quarto posto, dobbiamo pensare alla Champions, non al quarto posto, altrimenti ci comportiamo da squadra che deve difendere qualcosa e non da squadra che deve dimostrare qualcosa".

Non è poi mancato un commento sull'inchiesta arbitri, che nei giorni scorsi ha portato all'autosospensione del designatore Gianluca Rocchi e del supervisore VAR Gervasoni. Spalletti non si è sbilanciato, esprimendo anche fiducia verso Ayroldi, che dirigerà proprio Juventus-Verona: "Non sono un profondo conoscitore di queste dinamiche. Con tutto quello che viene detto, se si ha un po’ di buonsenso di lasciar scorrere le cose senza avventarsi a dire qualcosa di nuovo secondo me è meglio. Io, essendo abbastanza anziano come professionista, ne ho conosciuti diversi di direttori di gara molto bravi e capaci. Non so quello che sia successo, ho visto che siamo in un momento in cui bisogna ricreare ordine, un po’ di disordine c’era, e mi sembra che tutti stiano lavorando in quella direzione, ma ad esempio quello che è stato designato per domani è uno dei più talentuosi, mi aspetto che faccia perfettamente il suo dovere con il massimo della professionalità".

SU YILDIZ - L'allenatore bianconero ha poi commentato le condizioni di Kenan Yildiz, che nelle ultime settimane si è allenato più volte a parte a causa di un dolore al ginocchio, ma Spalletti ha parlato di un miglioramento: "È una cosa che viene valutata a 360 gradi in maniera corretta soprattutto per il valore del ragazzo. Noi sappiamo e lui sa quanto è importante per noi. Poi ha avuto questa piccola infiammazione, anche se negli ultimi due allenamenti è andato molto bene e non ha avvertito nessun dolore. Non abbiamo nessun dubbio su quella che sarà la sua presenza dentro alla partita".

LE CONDIZIONI E IL MOMENTO DI VLAHOVIC - Da Yildiz al compagno di reparto Dusan Vlahovic, Spalletti si è espresso anche sulle condizioni del serbo e sul suo futuro, ribadendo il suo ruolo all'interno club bianconero: "Se penso sia importante per questa squadra? Sì, perché si sta allenando con entusiasmo ed è un professionista con carattere. E ha giocate che mancano alla squadra. Sa che può essere utile in queste quattro partite. Bisognerà vedere con quali tempestiche, ma è a disposizione e ha le giocate per aiutare nel raggiungere l'obiettivo. Lui è uno di quelli col ghigno...".

PSG-BAYERN E MILAN-JUVENTUS - Tornando al match pareggiato contro il Milan, l'allenatore ha spiegato cosa non ha funzionato secondo lui, e si è successivamente concentrato su quanto fatto vedere in campo da PSG e Bayern Monaco nella semifinale di Champions League: "Ci sono calciatori forti che creano instabilità, la velocità del gioco e la ricerca delle giocate. E in questa velocità si crea un'instabilità: reggere quell'urto diventa difficile. Penso che il calcio moderno vada in questa direzione: non paga solo mantenere un ordine e un ritmo basso, perché poi diventa tutto prevedibile e leggibile. Bisogna adeguarsi a questo livello. Sicuramente mantenere il proprio stile di gioco diventa difficile, ma in generale la direzione è questa. Non sono rimasto contento della partita giocata a Milano, perché ti 'rimpicciolisce' un po'. Porti a casa il risultato, ma non prendere posizione non mi garba. Il giorno dopo avevo un buco nello stomaco, l'ho fatto presente alla squadra. E la Champions ha un livello totalmente differente".

I GIOVANI NEL CALCIO - Spalletti è poi tornato a parlare della sua visita alla finale di Coppa Italia Primavera dello scorso mercoledì, che ha visto vincere l'Atalanta contro la Juventus U20. In particolare, l'allenatore ha affrontato il tema dell'impiego dei giovani nelle prime squadre: "L'altra sera ho visto un paio di calciatori importanti, però mi viene difficile pensare che non perda un po' forza la prima squadra a dover far giocare uno di loro, perché bisogna esibire qualcosa di meglio e acchiappare qualcosa di più, e la seconda squadra lo permette, è una realtà corretta per la crescita. Quello che ribalta tutto sarebbe imporre un obbligo di far giocare un ragazzo di 19 o 20 anni, questa è la fucilata nella notte, lo choc al calcio: devi cominciare a lavorare sui ragazzini, ce ne vogliono diversi per averne sempre uno in campo".

IL LIVELLO DELLA JUVENTUS - In conclusione, l'allenatore ha poi tracciato una sintesi sul livello della sua Juventus, ripercorrendo alcune tappe come il percorso in Champions League e concentrandosi sull'atteggiamento della squadra: "Il futuro continuerà ad avere cura del valore che tu dai al presente. Tutto questo ruota nell'essere così applicati, così attenti. È chiaro che ci vogliono calciatori che vogliono andare a creare l'imprevisto. Noi siamo stati vicini un paio di volte a fare cose importanti, poi ci si ritrova a parlare di numeri... Ma noi abbiamo dimostrato di essere una squadra fortissima anche in Champions".