Lang: "Infortunio? Una sensazione strana. Conte mi ha voluto a tutti i costi"
Noa Lang ha parlato a un giornale sportivo olandese "Voetbal International", intervistato da Martijn Krabbendam. L'esterno del Galatasaray ha raccontato i momenti dopo l'infortunio al pollice e delle sue attuali condizioni. Non solo, il giocatore ha anche rilasciato alcune dichiarazioni sul Napoli e sul suo ex allenatore Antonio Conte.
“Infortunio? Strana sensazione ma il medico mi ha detto che continuerò a vivere e per fortuna ho ancora il mio pollice. Una cosa utile, soprattutto — ma non solo — per continuare a giocare alla PlayStation.Sono destro, quindi anche per quando vai in bagno è abbastanza comodo". Così il giocatore ha sdrammatizzato sull'accaduto dopo lo spavento di mercoledì scorso nella partita contro il Liverpool.
LE PAROLE DI NOA LANG - L'olandese è tornato a parlare anche dei suoi mesi trascorsi a Napoli e del suo rapporto con il suo ex allenatore: “Conte è un grande allenatore e se ti vuole a tutti i costi non hai dubbi, anche perché il Napoli è davvero un grande club. Ho imparato che esistono tante culture diverse nel calcio. Durante la preparazione ero abituato ad allenarmi divertendomi, fare partitelle, tirare in porta. A Napoli siamo andati in ritiro e per una settimana non ho visto un pallone. Però sentivo che stavo diventando più forte. Anche quando stavo in panchina, avevo sempre la sensazione di essere pronto quando serviva. Era grazie alla mia condizione fisica". Ha parlato poi delle difficoltà avute sotto la guida di Conte: “A volte succede che non scatti la scintilla, ma non mi pento di nulla. È stata un’esperienza formativa. Conte è e resta l’allenatore che mi ha voluto a tutti i costi. Credeva davvero in me, ma alla fine giocavamo senza esterni offensivi. Certo che era frustrante, anche se ho sempre dato tutto in allenamento e cercato di divertirmi. Però c’è un Mondiale in arrivo. A Napoli non avevo la garanzia di giocare. Quando si è fatto avanti il Galatasaray, ho chiamato il commissario tecnico. Ronald Koeman pensava fosse una buona idea: una buona squadra, aveva visto. Io stesso ero già convinto”.