Locatelli: "La Juventus è il mio destino. Ora sogno di alzare un trofeo da capitano"
Il centrocampista bianconero, capitano del club e tifoso fin da bambino, nell'intervista a Rivista Undici ha raccontato il significato di indossare quella fascia e di rappresentare una maglia che, nella sua storia personale, ha sempre avuto un valore speciale. “Tutti sapete cosa rappresenta la Juve per me. Questo rinnovo è un sogno che realizzo”, ha spiegato Locatelli parlando del prolungamento del contratto fino al 2030. Un accordo che, oltre a garantirgli continuità, aumenta il senso di responsabilità nei confronti della squadra e dell’ambiente. “Sono arrivato ad essere il capitano della maglia che amo e so cosa significa esserlo: devo essere un esempio tutti i giorni”, ha aggiunto.
IL TIFO PER LA JUVENTUS - La passione per la Juventus nasce in famiglia, tra le prime maglie di Del Piero e l’ammirazione per Nedved. Locatelli ha ricordato come il club bianconero fosse già presente nella sua infanzia e come il trasferimento a Torino abbia rappresentato la realizzazione di un sogno.
Per questo, quando si è presentata l’opportunità di scegliere tra la Juventus e altri club, tra cui l’Arsenal, la decisione è stata netta: “È stata totalmente una scelta di cuore. Io volevo solamente la Juve”.
DA NUMERO 10 A REGISTA - Locatelli ha poi ripercorso la propria evoluzione tattica. Da giovane giocava da trequartista e indossava spesso il numero 10, prima di arretrare il proprio raggio d’azione e diventare un regista: “Il calcio è cambiato. Anche il mio modo di giocare è cambiato molto. Il mio è un ruolo in cui bisogna essere completo in tutto: avere le geometrie è molto importante, però è importante tutto il resto, in primis dare equilibrio alla squadra".
IL RAPPORTO CON SPALLETTI - Con l’arrivo di Luciano Spalletti, il rapporto tra allenatore e centrocampista è iniziato sotto il segno della fiducia. Locatelli ha raccontato di aver ricevuto subito parole importanti dal nuovo tecnico, che gli ha manifestato la propria stima: "Appena è arrivato mi ha parlato, mi ha detto che aveva fiducia in me e che probabilmente in passato aveva sbagliato qualche scelta, cosa che ha detto anche pubblicamente. È stato fondamentale avvertire da subito questa fiducia da parte sua, mi sono messo subito a disposizione perché è la cosa giusta da fare con un allenatore. Lui è un mister forte, credibile, ha una mentalità vincente, un ingrediente indispensabile alla Juve".
LA NAZIONALE - Tra i ricordi più importanti della carriera c’è la vittoria dell’Europeo del 2021. Locatelli ha spiegato che, con il passare del tempo, sta comprendendo ancora di più il valore di quel successo: "Credo sia uno dei trofei più importanti che si possano vincere in carriera. Vincere con la Nazionale è qualcosa di unico. Non dimenticherò mai quando abbiamo sfilato sul pullman a Roma, con la gente che ci trattava da eroi. Sono cose che rimangono. Quando ne parlo, ho i brividi".
E sulla mancata qualificazioen al Mondiale 2026: "So che abbiamo deluso milioni di italiani, milioni di bambini. L’unica cosa da fare è lavorare, rimboccarsi le maniche e dare tutto quello che si ha. Non so qual è la soluzione giusta, il mio compito è quello di essere disponibile ogni volta che vengo chiamato in causa. Per me è una maglia prestigiosa, indossarla è un sogno e ogni volta che lo faccio do tutto me stesso. Penso comunque che la cosa più importante sia che gli italiani debbano giocare. Mi auguro che ci sia sempre possibilità per chi merita, e che possano emergere tanti italiani giovani forti".
IL SOGNO NEL CASSETTO - Infine, il capitano della Juventus ha raccontato il suo sogno più grande, ancora legato alla maglia bianconera: “Vincere un trofeo con la Juve. E alzarlo io”.