Mancini: "Potrei tornare alla Sampdoria come voleva fare Vialli"

Mancini: "Potrei tornare alla Sampdoria come voleva fare Vialli"TUTTOmercatoWEB.com
Roberto Mancini
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Oggi alle 19:31News Calcio
di Gianluca Monaco
Roberto Mancini, ex ct dell'Italia, è stato intervistato sul palco del Teatro Regio di Parma durante il Festival della Serie A

Ospite al Festival dello Sport di Parma, Roberto Mancini è stato intervistato dal palco del Teatro Regio. L'ex ct della Nazionale ha ricordato Gianluca Vialli: "Ho perso un amico di tutta la vita. Ci siamo conosciuti da ragazzini e abbiamo passato insieme tutta la gioventù. Abbiamo vinto e costruito tanto alla Sampdoria, ma lui oltre a questo era una persona speciale. Era un uomo con delle qualità incredibili e se hai un amico così, nel momento in cui lo perdi, qualcosa accade. Perdi un punto di riferimento. Eravamo come fratelli".

Sull'abbraccio dopo la vittoria all'Europeo ha poi detto: "Eravamo a Wmbley, 30 anni dopo la sconfitta con la Samp. Essere lì e sapere cosa siamo riusciti a fare, consci di ciò che sarebbe potuto accadere dopo... In quell'abbraccio lì c'è stato tutto".

LE PAROLE DI MANCINI - "Balotelli è stato un grande calciatore. Sicuramente ha fatto di tutto per autosabotarsi, perché avrebbe potuto fare molto di più per le qualità che aveva. Lui è anche un bravo ragazzo, una persona per bene. Non tutti lo conoscono, e da fuori si danno anche giudizi non reali. Sicuramente è un personaggio", ha dichiarato parlando di Mario Balotelli, recentemente citato anche dal sindaco di New York Zohran Mamdani.

Su Messi e Maradona, in vista del Mondiale, ha ammesso: "Per me Maradona è stato il numero 1, ma non possiamo di certo trattare Messi come una figurina. E credo che al Mondiale possa ancora dire la sua".

RITORNO ALLA SAMPDORIA COME VOLEVA VIALLI - Gianluca Vialli aveva sempre dichiarato di voler fare il presidente della Sampdoria. A riguardo Mancini non esclude una possibilità, un giorno, di fare ritorno nel club blucerchiato: "Può essere, sì".

SUCCESSI PERSONALI DA ALLENATORE - "Vincere non è mai semplice, neanche se alleni grandi squadre. Ogni vittoria è importante, anche se certamente quella dell'Europeo è straordinaria: la metto sopra le altre", ha detto Mancini parlando delle sue vittorie. Sempre sull'Europeo ha poi aggiunto: "Non abbiamo perso in quattro anni, con 37 vittorie e 7 pareggi: un record che è nella storia, abbiamo fatto meglio dell'Argentina di Maradona e del Brasile di Pelè. Giocavamo sempre per attaccare, era una squadra che voleva giocare e l'ha fatto".

E poi ancora, sull'importanza di Vialli in quel successo: "I ragazzi lo ascoltavano, perché le sue parole erano emozionanti. Il discorso prima della finale fu straordinario e la sua presenza è stata fondamentale per tutti i giocatori e tutto l'ambiente".

ERIKSSON - "Tutti lo ricordavano con grande affetto, in tutta Europa. Era una persona incredibile, di una gentilezza e bontà impareggiabili. Era amato anche da quelli che non faceva giocare, e di solito non succede proprio così. Quando si arrabbiava aveva le gote un po' rosse, ma era sempre gentile con tutti", ha poi aggiunto su Eriksson, scomparso lo scorso 26 agosto del 2024.

ALLENATORI DI OGGI - Sugli allenatori di oggi, in particolare su Luis Enrique, ha ammesso: "Chi vince è il migliore, e quasi sempre è quello che gioca meglio. Mi sembra che il PSG, giocando come sta facendo, sia la migliore squadra degli ultimi anni. E Luis Enrique è sicuramente un allenatore strardinario".

Inoltre, su Chivu, ha proseguito: "Lo conosco, ed è un ragazzo molto educato che conosce il calcio benissimo. All'Inter è stato bravissimo, dal momento che è riuscito a vincere un campionato così. Mi aspettavo potesse far bene, dal momento che già a Parma, da subentrato, riuscì a portare la squadra alla salvezza".

ULTIMI ANNI DI CARRIERA - "Non ho ottenuto quello che volevo. No", ha ammesso in modo molto chiaro sull'esperienza in Qatar all'Al-Saad. Sul suo rapporto con i tifosi italiani ha poi proseguito: "Spero conservino le emozioni della vittoria all'Europeo. Quando incontro i ragazzi giovani spesso mi ringraziano per quella vittoria", ha concluso Mancini