“Mentalità, cuore e umiltà”: la ricetta di Lombardo per salvare la Sampdoria

“Mentalità, cuore e umiltà”: la ricetta di Lombardo per salvare la Sampdoria
Oggi alle 13:30News Calcio
di Marco Bovicelli
Le parole dell'allenatore della Sampdoria alla vigilia della sfida contro il Venezia, valida per la trentesima giornata di Serie B

“Felice di questa occasione, l’emozione è tanta ma una volta in campo passerà. Serviranno cuore, mentalità e umiltà: uniti tutti insieme potremo centrare l’obiettivo”. Giornata di vigilia ma non solo oggi in casa Sampdoria, con Attilio Lombardo che ha detto le sue prime parole da nuovo allenatore della Sampdoria. Tra l’emozione per una nuova esperienza in blucerchiato e la delicata gara di sabato al Ferraris con il Venezia.

“L'emozione è tanta, guidare la squadra del cuore per la prima volta mi porta un po' più responsabilità. Mi sembra di essere tornati quando da ragazzini si iniziava ad andare a scuola, anche se le difficoltà a scuola sono meno. Non dico di essere sereno. Sono emozionato, ma sono anche certo che da quando inizierà la partita tutto svanirà". Sui motivi della crisi: “Purtroppo quando si arriva a questo tipo di riaggiornamento non è mai facile dare una spiegazione. Non voglio paragonare la mia presenza adesso con quella dell'anno scorso, devo ricordare che l'anno scorso sul campo eravamo retrocessi prima di ottenere quelle due possibilità da chi poi è stato punito. Parto da quel concetto: dal fatto che non siamo riusciti a fare il miracolo, poi lo abbiamo fatto successivamente. Ho la disponibilità di testare questi ragazzi che vogliono concludere molto prima il discorso salvezza senza i playout. Voglio pensare positivo e che queste nove partite siano sufficienti alla salvezza. Ma possono esserlo solo se noi lo vogliamo.

"Non ho mai dato peso al mio essere stato ex giocatore, ma mi porto dietro tante nozioni che sono la mentalità, il cuore ma soprattutto l'essere umili. A me l'umiltà ha portato ad amare una situazione che non amavo, la Sampdoria mi è entrata nel DNA, nel sangue e io voglio trasmetterlo a questi giocatori. Non è mai stato facile per nessuno. La storia è la storia di tutti, ma voglio che abbia un lieto fine. E' un libro ancora sporco e noi dobbiamo cercare di schiarire la pagine. Noi in questo momento siamo colpevoli e io da colpevole voglio diventare innocente. Per farlo dobbiamo metterci tutto quello che abbiamo, step by step. Non mi lamenterò mai dei ragazzi, solo se non metteranno il cuore".

Sulla sfida proibitiva col Venezia in un contesto ambientale difficile, il riferimento è alla contestazione dei tifosi: "Non voglio fare nessun appello, ma ho 60 anni, sono arrivato qui a 23. Ho fatto delle esperienze fuori e sono tornato. Sono sicuro che se la squadra darà tutto la tifoseria la sosterrà. Per quanto riguarda il Venezia non ho paura, ma se sono primi in classifica e giocano da squadra di A c’è un motivo. Hanno un allenatore che conosco bene, siamo cresciuti a 3 km di distanza, a me però interessa non tanto quanto il Venezia sia davanti, ma quanto vogliamo fare un risultato positivo. Poi tra prestazione e risultato ci passa molto, ma spero che quanto preparato sul campo porti risultati”.

Sampdoria, le parole di Lombardo

Sul valore della squadra e il nuovo momento no attraversato: “Questa squadra ha valori importanti, dimostrati nelle settimane in cui abbiamo fatto risultati buoni, siamo caduti un po’ nel loop dello scorso anno. Un po’ la paura, un po’ la classifica, che ho sempre detto ai ragazzi di non guardare. Sono fattori che hanno un po’ condizionato i nuovi, non do colpa a chi è qui da più anni, che è stato anche bravo a far inserire i nuovi. Il problema è che anche i nuovi si possono far condizionare, a loro ho chiesto di portare energia nuova. La vittoria poi la trovi attraverso il coraggio”.

Tornando alla gara: “Il Venezia se lo lasci giocare nella tua metà campo è finita. Non vedrete un squadra che lo andrà sempre a prendere alta, perché hanno capacità tecniche importanti, abbiamo preparato una certa partita aspettandoci che poi le palle inattive possano determinare. Io ho battuto molto sull’approccio alla gara e su situazioni che ritrovi in partita e alle quali ti devi abituare”

Sulla condizione mentale del gruppo: “A parte i primi giorni, quando cambi allenatore non è mai semplice, ho puntato molto sul tenere su la testa perché molti si vedono fallimentari rispetto a questi eventi. Sono eventi che capitano, io per primo speravo che non si arrivasse a questo cambio, alcuni giocatori non avevano mai vissuto un cambio di allenatore e bisogna aiutarli. Chi c’è più abituato deve prendersi anche le sue responsabilità. Se sono qui oggi al posto di Gregucci e Foti, che ringrazio per la possibilità di essere loro collaboratore, non hanno solo responsabilità loro due ma tutti. Non sono preoccupato, abbastanza teso si ma come lo ero da giocatore, perché sento le partite ed è il mio modo di viverle, ma sono convinto che la mia energia e il mio entusiasmo possa essere trasmesso ai ragazzi. La candidatura ad Interim? Non mi crea nessun problema, ai ragazzi che mi chiamavano Attila ho detto di continuare a chiamarmi come quattro giorni fa. Ho sempre detto loro che potevano appoggiarsi alle mie spalle, oggi possono farlo di più perché sono io che decido. Non è facile dover ribaltare una situazione che non volevamo, non è facile prendere decisioni e non scontentare nessuno. Ma una cosa che ho detto ai ragazzi è che nessuno è insostituibile ma siamo necessari. Poi per quanto riguarda il mio futuro, oggi, domani o più avanti tornerò a fare quello che facevo, l’importante è la Sampdoria. Qui l’ho detto che avrei fatto anche le righe del campo, devo poi ringraziare la società per avermi dato questa possibilità: gratificante, non solo per l’amore per questa squadra, ma per le competenze tecniche che un po’ ho”.

Sui nuovi, esempio per gli altri Esposito e Brunori - involuti dopo l’arrivo a Genova: “Non so quale sia la medicina, sono sicuramente giocatori che soffrono questa situazione e sanno di poter incidere di più. Credo che l’impegno ci sia sempre stato, forse il fatto di incidere di più l’ho chiesto anche io e glielo chiederò ancora perché la società, i tifosi ed io ci aspettiamo tanto. Ma non solo da loro, ma da tutti”. Ancora sui tifosi. “Diventerò ancora più responsabile di questo mio compito, non ho però la sensazione che i tifosi possano contestare la squadra. La contestazione in generale è sempre stata frutto dei momenti negativi. Se capiscono, però non lo devono fare per me, credo che finché saremo in ballo dovremo essere tutti uniti. A partire dei magazzinieri. Ai tifosi non faccio appelli, posso dire solo dateci una mano e sono sicuro che lo faranno. Se posso dirgli di stare tutti uniti sono sicuro che capiranno, perché poi le partite saranno sempre meno. Ci dovrà essere un unione, che è stata la forza dello scorso anno, credo che se la gente ci sosterrà e ci darà calore riusciremo a centrare quello che tutti vogliamo”.  

Capitolo infermeria: “ Non recupereremo Coda, Pierini, Henderson, abbiamo perso Abilgaard per questa partita per un indurimento polpaccio. Ghidotti e Ferrari hanno la febbre. Undici in campo li metto, se abbiamo la fame non faccio la conta dei numeri. Certo che i valori sono diversi, ma cercherò di mettere il materiale che ho per fare una buona prestazione”. Sulla possibilità che l’esperienza in panchina possa, in caso di esito negativo, macchiare la sua storia con la Samp: “Tanti mi avrebbero consigliato altro, detto cosa stai facendo, ma quando si parla di cuore il cuore ti porta a non ragionare e il mio cuore mi ha portato dire sì. Ho grande senso di appartenenza e questo senso voglio trasmetterlo ai ragazzi: un conto è dirlo a parole, un conto con i fatti. Non scapperò dovesse succedere di peggio, abito a Genova e abiterò a Genova. È la mia occasione, ma non solo la mia ma di tutti di ribaltare tutto. Non so quanti avrebbero deciso venire a fare poche partite. Spero siano nove, poi quello che pensano fuori non mi interessa”. A chiedere una battuta legata alla figlia, che al suo ritorno a Genova lo scorso anno gli disse scherzando di non rientrare a casa in caso di mancata salvezza: “Quando sono tornato ero allenatore in seconda, ora che sono primo mi ha guardato con gli occhi sbarrati e mi ha detto ‘sei sicuro?’Le ho detto ‘sei sicura di essere tifosa della Sampdoria?’ E allora pensa che è arrivato in panchina un tifoso della Samp, e mi sono preso la briga di portare la barca in porto, speriamo di riuscirci e di tornare tutti e due a casa Felici”.