Montolivo: "Rifarei la scelta di andare al Milan pur sapendo del ridimensionamento del 2012. I rossoneri hanno bisogno di tanti rinforzi"
Riccardo Montolivo firmò il precontratto con il Milan prima della fine della stagione 2011/2012, quando al Milan c’erano ancora i senatori oltre a Ibra, Thiago Silva e Cassano. Per poi ritrovarsi in un Milan ridimensionato la stagione successiva. Lo rifarebbe con il senno di poi? “Il Milan è sempre stato il mio sogno quindi per me andare a giocare al Milan con la maglia rossonera era sempre stato l’obiettivo. Sono nato e cresciuto in una famiglia milanista. Al di là poi che la storia è andata in quel verso lì per me è sempre stato un orgoglio indossare quella maglia”.
Qual è stato l'apice dell'avventura rossonera? L'ex centrocampista ha risposto: “La fascia di capitano è senza dubbio il ricordo più bello, nato da una scelta di Berlusconi. Poi ovviamente la Supercoppa italiana e il ricordo del trofeo alzato grazie al rigore del grande Mario Pasalic alla fine”.
UN ALTRO MILAN - Ma il Milan quanto è cambiato dal lontano 2012? Da allora ci sono stati tantissimi tecnici, dirigenti, giocatori… i tempi dello zoccolo duro e del dirigente che rimaneva a prescindere dal risultato sono finiti: sbagli una stagione e sei fuori.
“Il calcio è cambiato. Adesso è difficile trovare squadre di calcio che sono di proprietà di una famiglia sola come Berlusconi o Moratti" ha detto Montolivo. "Ormai il mondo dello sport è cambiato, i fondi hanno preso in mano il nostro calcio. Però non ci si deve dimenticare quanto è importante poi il rapporto con i giocatori, il rapporto umano, il calcio sul… non bisogna pensare che sia solo un modello di business.”
Sul flop di Allegri invece: “È un allenatore di altissimo livello. Il Milan ha avuto un calo evidente e la squadra senza dubbio dovrà essere rinforzata per l’anno prossimo. L’attacco è un po’ il problema del Milan da tanti anni. Giroud è riuscito negli anni in cui giocava lui a nascondere questo problema facendo stagioni fantastiche. Però è là davanti che bisogna intervenire”.
NON MOLLARE - Anche lei passò da osannato a fischiato come Jashari e Ricci. Che consiglio darebbe ai due centrocampisti dopo una stagione ben al di sotto delle aspettative?
“Di non mollare! Quest’anno è stata una stagione difficile per loro anche perché hanno avuto poche possibilità e poca continuità d’impiego. Jashari si è anche fatto male subito. Credo che entrambi debbano avere una seconda possibilità perché comunque sono giocatori di valore. Devono avere pazienza e non mollare.”
Alla battuta che anche Montolivo era un giocatore di valore che ha avuto la sfortuna di ritrovarsi in un Milan ridimensionato… ha risposto “grazie” con un sorrisone.