OpenVAR, Rocchi: “Revisioni troppo lunghe, perdiamo credibilità. Napoli-Lazio? Giusto il giallo”

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Ieri alle 15:50News Calcio
di Nicolò Minerva
Rocchi, responsabile della CAN, ha analizzato a Open Var gli episodi arbitrali più discussi della 33° giornata di Serie A. Ecco il commento

Si è conclusa la 33° giornata di Serie A. Tra il successo dell'Inter per 3-0 contro il Cagliari e il sorprendente ko del Napoli per 0-2 contro la Lazio - che consegna virtualmente lo scudetto ai nerazzurri - c'è spazio anche per gli episodi arbitrali. A Open Var, il programma in onda su DAZN, sono state analizzate le discusse decisioni dei direttori di gara nell'ultimo turno di Serie A. A fare chiarezza ci ha pensato Gianluca Rocchi, responsabile della CAN.

ROMA-ATALANTA - Tra le partite analizzate nell'ultima puntata di Open Var c'è Roma-Atalanta. Al minuto 12 della sfida dell'Olimpico, Krstovic va in gol lanciato da Marten De Roon. I giocatori della Roma però reclamano un tocco di mano a inizio azione da parte del centrocampista olandese. L'arbitro Marcenaro ha comunque lasciato giocare. Decisione confermata anche dal VAR. Rocchi si è espresso così sull'episodio: "Sostanzialmente, in questo caso dobbiamo valutare solo la punibilità del tocco di mano, e sono d'accordo con l'arbitro nel non valutarlo tale. Secondo me ci induge anche troppo, perché appare fortuito già dalla prima impressione. Sarebbe stato punibile, se il giocatore in questione (De Roon) avesse segnato nell'immediatezza".

Sempre sul match dell'Olimpico, Rocchi ha espresso il suo parere riguardo il fallo di Pisilli su Zalewski, con annessa richiesta di cartellino rosso da parte dei nerazzurri: "Mancano quasi tre dei quattro parametri per dare il rosso. Non c’è DOGSO. Direzione e distanza sono sicuramente fuori dalla portata del DOGSO. Marcenaro giustamente lo fa notare a chi protesta per il rosso e dice ‘ma se sta andando verso la panchina’. Decisione ottima presa in campo, e ripeto che questa cosa fa la differenza. Anche per come viene accettata poi dai giocatori in campo".

CREMONESE-TORINO - Un altro caso che ha visto l'intervento del VAR, è avvenuto in Cremonese-Torino. Intorno al 60' minuto Baschirotto anticipa Paleari nell'uscita, e riesce con la punta del piede a spedirla in porta, firmando il vantaggio dei padroni di casa. Successivamente l'arbitro Fabbri viene richiamato all'OFR, e annulla la rete per fallo da parte del difensore della Cremonese.

La spiegazione di Gianluca Rocchi: "Secondo me si dilungano troppo: con una revisione più breve saremmo anche più credibili, perché quelle lunghe danno l’idea di indecisione e insicurezza, e non ce lo possiamo permettere. Detto ciò, nel lavoro che fanno, e che porta comunque alla decisione corretta, manca un termine che tu hai usato e che loro non utilizzano: è per questo che continuo a ribadirglielo. Bisogna conoscere il regolamento a memoria. Se sai che il possesso è avere il pallone tra le mani, come dice il regolamento ,e per il portiere basta anche una mano sul pallone a terra, allora tutto è più chiaro: non serve stringerlo, e la valutazione cambia. In questo caso, la casistica ci aiuta a prendere la decisione giusta".

NAPOLI-LAZIO - Ci si sposta poi a Napoli-Lazio, episodio del rigore dato alla squadra di Sarri, e poi sbagliato da Mattia Zaccagni al 31'. “È cambiata la regola, come te lo devo dire”. Questo l’arbitro ai giocatori della Lazio in campo che chiedevano l’espulsione per il difendente del Napoli, Lobotka. “Fallo genuino, non c’è più il rosso”, si chiude il confronto tra direttore e VAR.

La spiegazione di Rocchi: "Decisione corretta perché comunque c’è contesa del pallone. Si va sempre più a non penalizzare anche con il rosso a meno che non ci sia qualcosa di non genuino. Mi piace l’atteggiamento dell’arbitro, come prende la decisione. È l’esempio di come devono svolgere i ragazzi. Così il lavoro del VAR si facilita e si chiude in 5 secondi".