Portanova, confermati in Appello i 6 anni per violenza sessuale di gruppo: "Continuerò a lottare"
La Corte d’Appello di Firenze ha confermato la condanna a 6 anni per Manolo Portanova, già emessa in primo grado nel 2021 per violenza sessuale di gruppo avvenuta a Siena ai danni di una studentessa.
Il centrocampista classe ’00, oggi alla Reggiana, era presente al momento della lettura della sentenza. Il suo legale, Gabriele Bordoni, ha già annunciato il ricorso in Cassazione. Dall’altra parte, c'è soddisfazione per la decisione della Corte, con l’avvocato Jacopo Meini presente in aula.
LE PAROLE DI PORTANOVA DOPO L'UDIENZA - Subito dopo la sentenza, Portanova ha parlato ai giornalisti, mostrando tutta la sua amarezza:
"È assurdo, sono cinque anni che vivo una situazione incredibile. Portare prove della mia innocenza non basta, non so cosa fare… Oggi era talmente ovvio essere assolti che invece hanno confermato una cosa assurda". Il giocatore ha ribadito la sua posizione, sostenendo di non riconoscersi nelle accuse: "Prima di essere un calciatore sono un uomo, e qui stanno infangando l’uomo con una cosa che non gli appartiene. Non sono quello che viene descritto".
Portanova ha poi sottolineato quanto questa vicenda stia incidendo anche sulla sua carriera: "Non posso perdere la mia vita calcistica. Gioco da quando ho quattro anni, era il mio sogno. Non mi fermerò, continuerò a lottare". Nonostante la nuova condanna, il centrocampista ha confermato la volontà di andare avanti per vie legali: "Credo nella giustizia, anche se finora non è stata applicata. Fa male, però è un male che mi fa capire che a volte la verità può venire a galla dopo, come sta succedendo ultimamente in questo Paese".