Ranieri: "Italia? Non è possibile stare così lontani dai grandi eventi"
Ospite alla terza edizione del premio 'Gianni Di Marzio', Claudio Ranieri ha esordito parlando proprio di Gianni Di Marzio e del suo ruolo nell'inizio della carriera da allenatore: "Gianni è stato mio allenatore per tre anni a Catanzaro, abbiamo vinto un campionato di Serie B, poi siamo stati a Catania, dove abbiamo vinto il campionato di B. Devo essere riconoscente a lui e alla sua famiglia per l'inizio della mia carriera da allenatore".
Dal passato al presente, a Sky Sport l'ex Roma si è concentrato soprattutto sul momento attuale di Genoa e Sampdoria, complimentandosi rispettivamente con De Rossi e Lombardo: "Penso bene di entrambi. Daniele sta facendo bene, si è integrato subito e sono contento perché è un ragazzo di valore con ottime idee". Soffermandosi su De Rossi, poi, Ranieri ha ricordato il periodo in cui ha allenato l'ex centrocampista, spiegando che "era già un allenatore in campo insieme a Pizarro. Non ho nulla da consigliargli, tanto il calcio è un mare: bisogna saper navigare in tutte le condizioni".
PSG BAYERN E IL LEICESTER - Proseguendo, non è mancato un commento sulla Champions League e su quanto visto in particolare tra PSG e Bayern Monaco: "Siamo italiani per cui critichiamo tutto, ma io mi sono divertito molto. Due squadre che attaccavano e se le davano di santa ragione con grandi campioni e una velocità pazzesca, qualcuno ha criticato le difese ma io non sono d’accordo".
Sul Leicester, retrocesso in Serie C nei giorni scorsi, l'ex allenatore del club inglese ha continuato così: "Andrò tra qualche giorno. Dispiace per la Serie C, prima era una squadra yo-yo tra Serie B e A, dispiace molto vederla in C".
SULLA NAZIONALE - Infine, Ranieri ha espresso un pensiero sulla situazione della Nazionale in vista dei prossimi Mondiali, ai quali gli azzurri non prenderanno parte: "Seguo sempre il calcio, dobbiamo risollevarci, non è possibile stare così lontano dai grandi eventi".
IL PASSATO DA ALLENATORE - Intervenuto anche sul palco come Guest Star della serata, Ranieri ha raccontato alcuni aneddoti sulla sua vita da allenatore: “Credo di volere un ambiente sereno, positivo. Perché sono ragazzi e si devono divertire, però ci deve essere serietà nel rispetto reciproco. Una volta - non dico il nome di lì - stavamo in Thailandia, o lì vicino per una tournée e un giocatore è arrivato due volte in ritardo, così gli ho detto adesso prendi le tue cose e te ne vai a casa e l’ho mandato a casa da solo".
Parlando ancora anche del suo Leicester: "Io credo che ci siamo riusciti per una serie di fattori: le grandi non avevano continuità, mi chiamò il presidente, io arrivai che la squadra era in ritiro già da qualche giorno e mi disse che ci dovevamo salvare. Cominciai a martellare i miei giocatori per i 40 punti, prendevamo sempre gol e dissi ai giocatori quando non prenderemo gol vi pagherò la pizza. Alla prima partita senza gol gli pagai la pizza. Andavamo in questa pizzeria che aveva al primo piano dove ci mettevano il forno e i ragazzi si dovevano fare le pizze, si era creato un ambiente di lavoro meraviglioso. Ho poi cercato di sdrammatizzare sempre tutto, non volevo che i ragazzi pensassero chissà cosa. Arrivati ai 40 dissi andiamo in Europa, poi dissi andiamo in Champions. Mi sembravo Forest Gump. Arrivati in Champions dissi ai ragazzi o quest’anno o mai più, tanto nessuno ci potrà dire nulla e se ci riuscirete farete un’impresa".
Una battuta anche su Luca Percassi, presente alla serata: "Com’era Luca Pervassi da giocatore? Era giovanissimo c’era lui dall’Atalanta e Sam Dallabona. Era un buon giocatore. Meglio come Ad? Sì, ma lui l’ha capito subito".
Poi ancora, sulla sua capacità di motivare e sul rapporto con i giovani: "Quando ero giocatore analizzavo il mio allenatore ogni volta che parlava, se un giocatore crede nel proprio allenatore dà quel qualcosa in più. Io ammetto quando sbaglio e questa mia sincerità permette di capire loro che se si sbaglia non succede nulla. Accetto tutti gli errori, ma non accetto la delusione e la motivazione che scende. Dentro di te mi devi dare tutto quello che hai”.
Infine, un'ultima battuta: "Una cosa da l’allenatore che non rifarei? Quando lasciai il Chelsea il Tottenham mi voleva e mi rivoleva il Valencia, per il cuore decisi di tornare lì e non lo rifarei. Ma l’ho fatto col cuore e va bene così. Cosa vorrei invece fare? Nazionale? Te lo dirò poi (ride, ndr)” .