D'Aversa: "Col Torino è una storia d'amore interrotta. Auguro ogni bene ad Abate"

D'Aversa: "Col Torino è una storia d'amore interrotta. Auguro ogni bene ad Abate"TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 11:45News Calcio
di Redazione
Dal doloroso addio al Toro all'arrivo di Abate, fino alle emozioni provate a Superga: il racconto di D'Aversa a Tuttosport

"Una storia d’amore interrotta. Possiamo definirli così i miei 3 mesi e mezzo col Toro. Per come è andata a finire, la definizione è giusta": Roberto D'Aversa ha parlato così a pochi dalla fine della sua esperienza al Torino. Nell'intervista a Tuttosport, l'allenatore ha ripercoso i mesi al Filadelfia: "Sono stati  molto intensi. La società ha deciso di cambiare, ma questo non cancella un periodo tanto forte e ricco di sentimenti, valori e successi, vissuto in una piazza molto importante".

A fine stagione, la società granata ha deciso di cambiare allenatore. A riguardo, D'Aversa ha detto: "Io sarei rimasto molto volentieri. Ci speravo. Era un mio obiettivo, dopo quello più importante: la salvezza del Toro, la valorizzazione dei giocatori".

LO SCETTICISMO - I primi tempi al Filadelfia non sono stati semplici per l'ex Lecce. Chiamato per sostituire Baroni, D'Aversa non è stato subito accettato dalla tifoseria: "Arrivai nello scetticismo generale e i problemi erano tanti. Alla fine sono andato via con una valanga di messaggi di stima".

Quella al Torino è stata un'esperienza importante per l'allenatore, che ha avuto modo di sedere su una storica panchina del calcio italiano. A riguardo, ha detto: "Avevo sempre reputato il Toro una realtà importante, ma non immaginavo che allenare questa squadra, lavorare in questo ambiente, nel mondo granata, fosse così affascinante e speciale, per quanto anche difficile e complicato".

L'ADDIO - D'Aversa è tornato sulla separazione con il Torino. L'allenatore ha spiegato che, nonostante la mancata conferma, con il presidente Cairo i rapporti sono buoni: "Anche se non ha voluto tenermi, con il presidente è rimasto un ottimo rapporto. E l’ho ringraziato perché mi ha dato la possibilità, il privilegio di allenare una squadra così importante. Il presidente e il direttore hanno fatto scelte diverse e io devo accettarle".

D'Aversa ha rivelato che, sul finire della stagione, aveva intuito che la dirigenza non gli avrebbe rinnovato la fiducia. "Avevo già cominciato a intuire che molto probabilmente non sarei rimasto, nonostante il buon lavoro svolto" ha detto. "Ma sono andato avanti senza distrazioni, pensando solo al bene del Torino e della squadra".

L'allenatore ha parlato senza filtri nell'intervista a Tuttosport, raccontando le emozioni provate dopo l'addio ai granata: "Ho provato dispiacere ad aver dovuto lasciare il Toro. Mi sarebbe piaciuto andare avanti, ma restano un’esperienza positiva e tanti bei ricordi".  D'Aversa rimprovera alla società un solo dettaglio: "L’unica cosa che posso dire è che è mancata un po’ di chiarezza nei miei confronti. Ma mi fermo qui".

LA SALVEZZA - Tra i temi affrontati c'è la salvezza. L'allenatore ha raccontato di aver temuto una sola volta di retrocedere: "Nella prima settimana, dopo un paio di allenamenti, mi resi conto che troppi giocatori non stavano comprendendo fino in fondo il pericolo, non lo sentivano abbastanza".

Il Toro, alla fine, si è salvato. Che cosa ha fatto D'Aversa per invertire rapidamente la rotta? "Quel giorno, all’improvviso sospesi la partitella. E li misi tutti a correre. Pensai subito a mettere regole ferree" ha raccontato.

LE EMOZIONI DI SUPERGA - Roberto D'Aversa ha proseguito con un augurio al popolo granata, che merita soddisfazioni. "Gioia, speranza, entusiasmo, rinascite, emozioni, unità, soddisfazioni, vittorie. Il popolo del Toro merita tutto questo".

Poi, l'ex granata ha rivelato un aneddoto sulla sua prima serata in città: "Non appena arrivato a Torino, già alla prima sera, dopo cena, chiesi al mio collaboratore Sullo di portarmi a Superga. Arrivammo lì poco prima di mezzanotte nel silenzio totale, nel buio. Un’emozione incredibile: era la prima volta per me. Sentii i brividi sotto la pelle". Dopo pochi mesi, D'Aversa ha vissuto per la prima volta il 4 maggio da allenatore del Torino: "Nuove emozioni incredibili le provai di nuovo il 4 maggio, quando tutti insieme salimmo con grandissima umiltà a rendere onore a quella squadra senza pari e a tutti i caduti".

LA STIMA PER ABATE - D'Aversa ha concluso esaltando il suo successore, Ignazio Abate: "È un allenatore bravo, ha dimostrato di avere buon idee. L’ho conosciuto, è anche un bravo ragazzo. Gli auguro ogni bene col Toro e di godere della spinta di tutto il popolo granata".

Ma D'Aversa tornerebbe al Torino? L'allenatore non ha dubbi: "Se un giorno capitasse, tornerei volentieri! È una storia d’amore interrotta con tutto il mondo del Toro".