Torino, Simeone: "Abate mi ricorda Conte e Pioli. Stiamo creando qualcosa di bello"

Torino, Simeone: "Abate mi ricorda Conte e Pioli. Stiamo creando qualcosa di bello"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 11:00News Calcio
di Redazione
Le parole di Giovanni Simeone dopo le prime settimane di ritiro in vista della prossima stagione con il nuovo Torino di Abate.

Allenamento dopo allenamento sta nascendo il Torino di Abate. Tra i giocatori da cui ripartirà il nuovo corso granata c'è quello di Giovanni Simeone, che a La Gazzetta dello Sport ha raccontato le prime impressioni a lavorare con l'ex allenatore della Juve Stabia: "Lui chiede molta intensità ed è un po’ maniacale nella cura del dettaglio, in questo mi ricorda qualcosa di Antonio Conte. Sulle uscite e sul lavoro in campo ha qualcosa di Pioli. Ma lui ha la sua impronta e il suo modo di essere".

Sensazioni decisamente positive, come confermato dallo stesso attaccante argentino: "Giocare con il sistema del mister mi sta piacendo molto. Vuole sempre giocare, vuole un calcio propositivo coinvolgendo molto chi gioca in mezzo e creando uno stile che parta dal basso. Ci sono tante cose da migliorare, ma le idee e i principi sono molto buoni. L’importante è che la squadra assimili tutto il prima possibile. Ma mi faccia dire che in questo ritiro siamo riusciti a creare qualcosa di bello. Lasciamo stare l’ultima amichevole contro il Cittadella, perché il risultato non conta nulla: quando c’è un ritiro le gambe sono più pesanti, diventa tutto più difficile"

IL LEGAME CON L'ARGENTINA - Il presente si chiama Torino, ma un giorno Simeone sa bene cosa gli piacerebbe fare: "Tutti sanno che, un giorno, mi piacerebbe tantissimo tornare in Argentina. È una cosa che sento. Dentro di me so che quel tempo arriverà, ma non è questo il momento. Adesso devo stare qua, devo aiutare il Torino a creare un nuovo gruppo. Mi devo concentrare sul mio presente, solo su quello che sta accadendo ora, al Toro, con mister Abate. E sono con la testa al 100% su questo progetto". Un legame, quello tra Italia e Argentina, presente anche sulla seconda maglia: "Il Toro ha 120 anni, il River 125: è una bella cosa, sono due club legati da tanti anni e lo saranno per sempre. Sono molto contento che sia stato il River il club ad aver aiutato il Torino dopo la tragedia di Superga".

IL NUOVO TORINO -  Infine, il "Cholito" ha concluso su quello che si aspetta dalla nuova stagione: "Penso sempre che in ogni stagione che inizia ci siano nuove difficoltà da affrontare. Non cambia che sia il primo, il secondo o il terzo anno in un club: all’inizio qualunque calciatore deve ripartire da zero, perché siamo tutti uguali. Oggi abbiamo un nuovo mister, una nuova squadra che sta nascendo, non so quello che potrà accadere ma so, di certo, che si sta creando qualcosa di bello. Mi auguro il meglio per questo gruppo, perché i presupposti ci sono e c’è una bella energia"