Una pazza Inter e il ritorno dei leader: il racconto della rimonta di Como
Se c'era bisogno di un manifesto per il calcio italiano, Como-Inter con ogni probabilità lo è stato. Per l'adrenalina trasmessa a chi ha seguito la partita, per la qualità mostrata dalle squadre, per il ritmo e l'intensità che hanno fatto da leitmotiv ai 90°, per il 3-4 e i sette gol totali, per un esito incerto e indecifrabile fino all'ultimo secondo. Al Sinigaglia c'è stato tutto: divertimento, emozioni, bellezza. A mettere la firma finale sul quadro sfondo lago, è stata l'Inter, capace di rimontare due gol di vantaggio e ritrovarsi, una volta ancora, pazza.
E, nella giornata in cui il capitano Lautaro Martinez era in panchina infortunato, lo ha fatto grazie al ritorno dei suoi leader. C'è chi era mancato per infortunio e c'era chi era mancato per delle prestazioni lontane al livello sempre dimostrato. Da una parte, Dumfries. 70 i giorni passati lontano dal campo, tra i dolori a una caviglia, un'operazione e il recupero. Dall'altra, Thuram e Barella. Il 9 e il 23. Il centrocampsita che per anni era stato anima e cuore del sistema nerazzurro. L'attaccante che con sorrisi e strappi aveva costruito una coppa da sogno con il compagno argentino. E, durante l'assenza proprio del numero 10, non era riuscito a caricarsi sulle spalle il peso dell'attacco interista. Ecco, sono tornati. Sono tornati nel momento più importante.
IL PESO DEI LEADER - Ci sono assenze e assenze. Ci sono giocatori e giocatori. E la presenza o meno di personalità come quelle di Dumfries, Barella e Thuram cambia. Cambia tanto. Lo dice il campo, lo dice l'aria che si respira in una squadra. Lo racconta la notte di Como e il loro peso specifico. Un peso capace di decidere una partita. E, forse, anche un'intera stagione. Al 45' del primo tempo i binari della partita sembravano dirigersi lì, tra il gioco comasco fatto di ritmo e qualità e le indicazioni e le tattiche di Fabregas. Sembrava. A cambiare il destino sono stati 12 secondi. I 12 secondi che mancavano al termine del primo tempo e che hanno visto ribaltare gli umori del campo. Cross di Barella, tocco di Thuram e tutto riaperto.
Sembrava San Siro nella sera di Pasqua, era Como una settimana dopo. No, non per il risultato naturalmente, bensì per il modo in cui gli uomini di Chivu hanno approccato il secondo tempo. Rabbia agonistica, pressione e, più di tutto, carattere da grande squadra. E da grandi giocatori. In particolare quei tre, citati poco fa. Che fossero tornati, lo si era visto già contro i giallorossi. Nella sfida del Sinigaglia è arrivata la conferma. Prima Thuram ha pareggiato. Stesso copione del primo, con assist di Barella e rete del francese. Poi a spostare gli equilibri e il risultato è stato il gigante olandese. Due gol che per fattura e forza hanno ricordato i tanti segnati nella scorsa stagione. Era stato fondamentale per raggiungere la finale di Champions. Quasi un anno dopo, potrebbero essere fondamentali per un traguardo che, dopo la rimonta di Como e il pareggio del Napoli, è più vicino: lo scudetto. A vincere è l'Inter. Una pazza rimonta. Pazza, come la vecchia Inter. Pazza, come una delle più belle partite di quest'anno. Negli occhi di chi l'ha guardata, preziose istantanee. Per chi se la fosse persa, invece, un consiglio: trovate 90', o poco più, e godetevela.