Zappi: "Lascio con la consapevolezza di aver contribuito alla crescita dell'AIA"
"Cari Amici, scrivo queste righe con un peso nel cuore difficile da esprimere. Lascio il mio incarico con malinconia, ma anche con profondo rispetto per ciò che questa esperienza ha rappresentato nella mia vita, e con sincera gratitudine": comincia così la lettera aperta di Antonio Zappi, a poche ore dalla sentenza del Collegio di Garanzia dello Sport che conferma la sua inibizione e la decadenza dal suo incarico di presidente dell'AIA.
L'ormai ex numero uno dell'Associazione, dunque, si è espresso ribadendo la sua posizione di fronte alla decisione giudiziaria del Collegio di Garanzia: "Un pensiero va anche ai giudici: a coloro che, nella ricerca della verità e della giustizia, purtroppo non sono riusciti a trovarle. Evidentemente, parafrasando ironicamente un passaggio evangelico, la giustizia non è di questo mondo. Le decisioni giudiziarie però si rispettano, e scelgo di affidarmi ai numerosi attestati di stima e solidarietà ricevuti in questi mesi e in queste ore, che per me rappresentano una chiara assoluzione sul piano umano e morale. Perché chi conosce davvero questa vicenda sa bene cosa è realmente accaduto e comprende quanto essa sia inserita in un contesto ben più ampio e complesso. Lascio il mio ruolo con la consapevolezza di aver contribuito, per quanto possibile, alla crescita dell'AIA".
Successivamente, Zappi si concentra su diversi aspetti del suo operato come presidente dell'AIA, rivendicando in particolare alcune tappe della sua esperienza, sia dal punto di vista della gestione cheda quello della normativa: "Rivendico con orgoglio:
• la nomina di Organi Tecnici di altissimo profilo, dotati di competenze e credibilità riconosciute anche a livello internazionale;
• il rafforzamento della tutela normativa di contrasto alla violenza a favore dei giovani arbitri, frutto di un impegno istituzionale che ha portato alla modifica del Codice Penale, con l'auspicio che tale norma trovi sempre più concreta applicazione;
• uno storico e significativo contenimento dei costi di gestione delle designazioni arbitrali riconosciuto nei giorni scorsi dallo stesso Consiglio federale FIGC ed il rispetto di un budget 2025 AIA assegnato e fortemente ridotto, ottenuto attraverso una gestione attenta, responsabile ed efficiente, nonostante le ingiuste e infondate accuse mediatiche e,purtroppo, anche istituzionali".
SU CIÒ CHE NON HA REALIZZATO - Non è poi mancata una menzione agli aspetti che non è riuscito a portare a termine alla guida dell'AIA. In particolare, Zappi fa riferimento a riforme tecniche e associative: "Non sono invece riuscito a portare a compimento una riforma tecnica e associativa ampia e strutturata, orientata alla progressiva professionalizzazione degli arbitri di vertice e alla ridefinizione dei percorsi per quelli di base. Non per mancanza di progetti e volontà, ma perché ogni cambiamento che si pretendeva di imporre non rispettava la storia e i valori dell'Associazione".
SUL CONTESTO - Sempre nell'ambito della mancata riforma, nel passaggio successivo l'ormai ex presidente si concentra sul contesto in cui ha operato: "Una riforma autentica, in particolare per il livello di vertice, può nascere solo nel rispetto dell'autonomia tecnica dell'AIA e mai contro gli arbitri.
Purtroppo, il contesto in cui ho operato ha finito per confondere il medico con la malattia: chi cercava di difendere la meritocrazia tecnica dall'ingerenza politica è stato invece interpretato come parte di quelle stesse logiche che intendeva contrastare. Solo allora chi non conosce ciò di cui sta parlando può aver confuso avvicendamenti dirigenziali di esclusiva qualità tecnica con spoil system da mero scambio politico".
LE PAROLE SULLA FINE DELL'ESPERIENZA - Avvicinandosi alla conclusione, Zappi ripercorre alcune tappe in particoalre della sua avventura come presidente, esprimendo anche rammarico per la sua fine: "Porterò con me ricordi indelebili: idee diventate realtà, primi obiettivi raggiunti, momenti condivisi intensamente. Ma anche l'amarezza per un percorso interrotto prematuramente, a causa di vicende oscure e difficili da comprendere fino in fondo. Si chiude così un capitolo importante della mia vita, uno di quelli che lasciano un segno profondo. Ora si apre una nuova fase. Mi metterò alla prova in contesti diversi, guidato dal desiderio di continuare a crescere. Un passo necessario verso nuove sfide che affronterò con curiosità e determinazione.
I RINGRAZIAMENTI - Conclude, infine, con alcuni ringraziamenti e parole rivolte al Vicepresidente vicario Massini e al Vicepresidente Michele Affinito: "Desidero ringraziare sinceramente tutti coloro che mi hanno accompagnato in questo percorso: il mio Comitato Nazionale, tutti i colleghi, e chiunque abbia condiviso con me responsabilità, sacrifici e soddisfazioni. Senza di loro, nulla sarebbe stato lo stesso. Insieme abbiamo vissuto momenti intensi, fatto scelte difficili, affrontato sfide complesse e costruito anche qualcosa che restera.
"Rimetto a Francesco (Massini, vicepresidente vicario, ndr), timoniere sicuro nella tempesta, ogni giorno al mio fianco e sostegno incrollabile di un'AIA in difficoltà, a Michele (Affinito, altro vicepresidente AIA, ndr), insieme a lui un faro nel mare agitato e al mio straordinario Comitato Nazionale - dolce nei gesti e roccioso nell'anima - il compito di prendere atto della definitività del giudicato sportivo che mi riguarda e, come qualcuno in passato ha già saputo dire con eleganza, non escludo un ritorno. Con stima e riconoscenza, Grazie - Antonio Zappi".