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Julián Álvarez, il racconto di chi lo ha plasmato al River: talento e mentalità dell’Araña
Dal “Semillero” del River Plate al calcio europeo, la storia di Julián Álvarez è oggi il simbolo più chiaro di un modello argentino che non ammette soste: talento, mentalità e una crescita costruita un passo alla volta dentro uno dei vivai più importanti. Ma come nasce davvero un campione capace di imporsi tra Premier League e Liga con questa naturalezza? Per capirlo bisogna tornare alle origini e ascoltare chi lo ha visto crescere.
Gabriel Rodríguez, coordinatore generale del calcio formativo del River Plate, ne traccia un identikit che va oltre il campo: “Un esempio da seguire come sportivo, generoso e molto professionale”. È su queste basi che Álvarez ha bruciato le tappe, vincendo tutto tra club e Nazionale, dalla Copa Libertadores al Mondiale 2022, diventando uno dei pochi al mondo a completare una bacheca di trofei di questo livello così presto. Già dal primo sguardo, però, l’Araña-soprannome che porta fin da bambino, nato giocando con il fratello e alcuni amici- aveva qualcosa di diverso. Non era solo tecnica, ma una naturalezza nel gioco che colpisce chiunque lo osservi: “La disinvoltura con il pallone, il cambio di ritmo e la sua serenità nel finalizzare”, ricorda Rodríguez. Qualità che oggi ritroviamo in un attaccante completo, capace di fare la prima punta o di muoversi da "dieci" aggiunto, come visto al City di Guardiola o nell'Atlético del Cholo Simeone.
DALLA SCOPERTA AL RIVER - Il suo arrivo al River nasce da un’intuizione precisa, trasformata in certezza nel giro di pochi giorni. Rodríguez racconta quel colpo di fulmine: “L’ho conosciuto tramite un osservatore amico, Alfredo Alonso, ho invitato Julián per una settimana alla Pensione del River e nel primo allenamento ho deciso il suo tesseramento. Era intelligente, abile, intuitivo”. Al River il lavoro è stato chirurgico, quasi ossessivo, per migliorare i riflessi decisivi negli ultimi metri: “Abbiamo lavorato principalmente sulla sua fiducia nel prendere decisioni, per quanto riguarda la conclusione dell’azione sia nell’assist che nella finalizzazione”. Una lucidità che oggi gli permette di leggere le situazioni con tempi sempre corretti, adattandosi a contesti tattici complessi senza mai perdere l’istinto del gol.
MENTALITA E CRESCITA, IL TALENTO NON BASTA - Se il talento si nota subito, è la testa che costruisce il percorso. E Álvarez non ha mai avuto bisogno di correzioni disciplinari. Rodríguez non ricorda episodi fuori dalle righe: “Era un ragazzo molto obbediente, molto ordinato, disciplinato, sempre sorridente, era totalmente convinto di voler avere successo”. Un profilo che si riflette ancora oggi nel suo sacrificio per la squadra: “Un giocatore generoso, molto partecipativo, uomo squadra con temperamento positivo e vincente”. Non a caso è uno degli attaccanti più attivi nella pressione alta, caratteristica che lo ha reso fondamentale in Europa.“Julián si è adattato al calcio europeo, sia durante la sua esperienza al Manchester City sia al suo arrivo all’Atletico, con molta intelligenza e voglia di evolversi e imparare. Non ha un limite”, spiega Rodríguez. E mentre Simeone lo mette sul trono dei migliori al mondo, chi lo ha cresciuto preferisce non correre troppo: “Non mi affretterei a dare una simile opinione, è tra i migliori, come ho detto non ha un limite, ha molto da dare, è sulla strada giusta”.
IL MODELLO RIVER, UNA FABBRICA DI TALENTI - La storia di Álvarez è però solo la punta di un iceberg chiamato River Plate. Nell’ultima convocazione di Lionel Scaloni per le amichevoli contro Venezuela e Porto Rico, sono ben sei i "figli" del vivaio chiamati all'appello: Lautaro Rivero, Julián Álvarez, Gonzalo Montiel, Enzo Fernández, Franco Mastantuono e Giuliano Simeone. Non è un caso, ma la conferma di una tradizione: il River è il club che ha fornito più giocatori (14) alla Nazionale durante il ciclo Scaloni.Il Mondiale del Qatar 2022 è stato l'esempio indiscutibile: Montiel, Pezzella, Guido Rodríguez, Enzo Fernández, Palacios e Álvarez hanno sollevato la Coppa dopo essersi formati nel settore giovanile milionario. I dati CIES dicono che dal 2005 il River è il club non europeo che ha esportato più calciatori nei top campionati (52), grazie a un metodo che integra tecnica e psicologia. Un sistema che continua a funzionare e che trova in Álvarez il suo esempio più riuscito. Il messaggio per i giovani? Rodríguez è netto: “Dalla sua storia possono imparare la forza d’animo, la costante intenzione di migliorarsi e comportarsi come un vero professionale”. Perché il talento ti porta in alto, ma è la professionalità che ti fa restare lì.
Juventus, Alisson tra le prime scelte per la porta
Alisson è una delle prime scelte della Juventus in vista della prossima sessione di calciomercato. Il portiere però ha un contratto che lo lega fino al 2027 al Liverpool, con il club che ha anche esercitato un’opzione per allungarlo.
Se però arrivassero offerte serie e con un buon progetto, il portiere brasiliano potrebbe anche prendere in considerazione l'idea di cambiare squadra. La Juventus in quel caso sarebbe pronta ad accoglierlo. Ovviamente poi andrebbero capite anche le condizioni economiche del Liverpool.
LA STAGIONE DI ALISSON - In questa stagione Alisson vanta 33 partite con la maglia del Liverpool tra campionato, FA Cup, Community Shield e Champions League. Proprio in quest’ultima competizione i Reds hanno ottenuto il passaggio del turno rimontando l'1-0 iniziale a favore del Galatasaray. In casa i Reds hanno infatti inflitto un poker ai turchi grazie alle reti di Szoboszlai, Ekitike, Gravenberch e infine Salah che ha trovato il riscatto personale dopo il rigore sbagliato nel primo tempo.
Proprio nella gara di ritorno contro i turchi il portiere brasiliano è sceso in campo ed è tornato dopo il problema muscolare che lo aveva visto fuori nel match di andata. Durante la stagione però il numero uno dei Reds è rimasto ai box anche per un infortunio alla coscia, saltando così diverse importanti partite anche in Champions. Una stagione di alti e bassi, tra infortuni e grandi parate.
Atalanta, Palladino: "Vanno fatte analisi profonde sul calcio italiano"
L'Atalanta perde anche la sfida di ritorno contro il Bayern Monaco. La squadra di casa si è imposta per 4-1 grazie alle reti di Karl, Luis Diaz e alla doppietta di Kane, per i nerazzurri ha segnato Lazar Samardzic. Con l'eliminazione della dea l'Italia non avrà nessuna squadra ai quarti di finale di Championse League..
Nel post partita Raffaele Palladino è passato ai microfoni di Sky Sport analizzando la stagione dell'Atalanta e le differenze tra il calcio italiano e quello europeo. Per l'allenatore nerazzurro "vanno fatte analisi profonde sul calcio italiano". Di seguito le sue dichiarazioni.
LE PAROLE DI RAFFAELE PALLADINO - L'allenatore ha iniziato sul commento della partita: "Volevamo fare una partita di grande orgoglio. Abbiamo cambiato il piano gara lavorando più bassi e volevamo giocarcela. Voglio fare i complimenti a loro, a Kompany e gli faccio un in bocca al lupo. Probabilmente abbiamo affrontato la squadra migliore del mondo e il nostro obiettivo era di dare tutto. Siamo andati dai nostri tifosi a salutarli, e sono stati fantastici. Rimpianti dell’andata? Con i se e con i ma è sempre facile parlare. Potevamo fare qualcosa di diverso. Oggi siamo stati più bassi e il risultato non è cambiato perché il Bayern è tecnica, ti mette lì e ti crea difficoltà. Bisogna accettare il verdetto e il fatto che abbiamo imparato tanto. Contro questi calciatori devi alzare il tuo livello e accettare il verdetto con grande umiltà, facendo i complimenti agli avversari”.
Palladino ha poi parlato dell'obiettivo della stagione e del futuro della sua squadra: "“La Coppa Italia è un nostro obiettivo, e vogliamo portarla a Bergamo. Svariate volte l’Atalanta è andata fino in fondo senza alzarla, e noi vogliamo provarci anche per andare in Europa. Poi c’è il campionato: nelle prossime due abbiamo Verona e Lecce, e vogliamo fare più punti possibile, anche dei filotti. Quando sono arrivato eravamo 13esimi, e ora abbiamo fatto una grande scalata. Vogliamo dare tutto fino alla fine”. Si è poi soffermato sulle differenze tra Serie A ed Europa: “Rispetto alle grandi squadre d’Europa siamo indietro, siamo indietro. La palla viaggia a una velocità incredibile, la danno sempre sul piede giusto. Hanno smarcamenti molto veloci e anche un motore differente. Ci sarebbero tante cose da dire, ma siamo molto indietro”.
Champions League 2025-2026, il tabellone
Si sono appena conclusi gli ottavi di finale di UEFA Champions League. Tra risultati clamorosi e rimonte, ecco che si è dunque delineato il quadro dei quarti di finale, che inizieranno nella settimana immediatamente successiva a Pasqua.
Le 8 squadre qualificate sono: Arsenal, Atletico Madrid, Barcellona, Bayern Monaco, Liverpool, PSG, Real Madrid e Sporting, che hanno eliminato rispettivamente Bayer Leverkusen, Tottenham, Newcastle, Atalanta, Galatasaray, Chelsea, Manchester City e Bodo Glimt. L'Italia non avrà dunque nessuna squadra tra le migliori otto d'Europa.
IL TABELLONE DEI QUARTI DI FINALE - Di seguito gli accoppiamenti ai quarti di finale. Le partite di andata saranno in programma martedì 7 e mercoledì 8 aprile; mentre quelle di ritorno martedì 14 e mercoledì 15, ma il calendario completo è ancora da definire.
Arsenal-Sporting
Barcellona-Atletico Madrid
Liverpool-PSG
Bayern Monaco-Real Madrid
Champions League, i risultati degli ottavi di finale: tutti i verdetti
Gli ottavi di finale di UEFA Champions League si sono conclusi, e si è così delineato il quadro dei quarti di finale. Dopo lo spettacolo delle partite di andata, anche quelle di ritorno non sono state da meno tra rimonte clamorose e tantissimi gol. Con la doppia sconfitta dell'Atalanta, l'Italia perde anche l'ultima rimasta nella massima competizione europea.
Sono state 16 partite all'insegna dei tanti gol fatti, tranne qualche eccezione. Dal doppio 5-2 di Atletico Madrid e PSG ai danni di Tottenham e Chelsea, fino al 7-2 del Barcellona sul Newcastle, o al 4-0 del Liverpool sul Galatasaray, che ha permesso ai Reds di ribaltare il risultato dell'andata. Come al solito la Champions League ha regalato emozioni e diverse sorprese: di seguito tutti i risultati e le qualificate ai quarti.
LE PARTITE DI ANDATA DEGLI OTTAVI DI FINALE
Galatasaray-Liverpool 1-0
Atalanta-Bayern Monaco 1-6
Atletico Madrid-Tottenham 5-2
Newcastle-Barcellona 1-1
Bayer Leverkusen-Arsenal 1-1;
Bodo Glimt-Sporting Lisbona 3-0
PSG-Chelsea 5-2
Real Madrid-Manchester City 3-0
LE PARTITE DI RITORNO DEGLI OTTAVI DI FINALE
Sporting-Bodø/Glimt 5-0
Manchester City-Real Madrid 1-2
Chelsea-PSG 0-3
Arsenal-Bayer Leverkusen 2-0
Barcellona-Newcastle 7-2
Bayern Monaco-Atalanta 4-1
Liverpool-Galatasaray 4-0
Tottenham-Atletico Madrid 3-2
Atalanta, De Ketelaere. "È possibile che siamo usciti contro i futuri vincitori"
"Il Bayern è una grande squadra. Basta vedere la qualità che hanno... Noi eravamo coscienti della loro forza. Sapevamo che sarebbe stata una serata difficile", ha spiegato così Charles De Ketelaere in esclusiva ai microfoni di gianlucadimarzio.com.
Il numero 17 belga era al ritorno tra i titolari dopo i 15 minuti giocati contro l'Inter da subentrato e un infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi per un mese e mezzo.
LE PAROLE DI DE KETELAERE- "È davvero possibile che l'Atalanta sia stata eliminata dai futuri vincitori della Champions", ha commentato poi il nerazzurr che è stato uno dei protagonisti della partita di questa sera tra il Bayern Monaco e l'Atalanta.
La differenza tra il Bayern e le grandi squadre di Serie A è solo l'intensità? "Il Bayern forse è superiore... Ma noi abbiamo battuto Dortmund e Frankfurt e non penso che le squadre italiane in generale siano al di sotto di quelle di Bundesliga. Però certo, il Bayern è fortissimo sotto tutti i punti di vista, soprattutto tecnicamente. Loro spuntano tutte le caselle possibili".
Ranking UEFA, lotta per il quinto posto in Champions League: l'Italia è quinta
Il focus sul ranking UEFA, utile a capire quale Paese otterrà il quinto slot per una qualificazione extra per la prossima Champions League
Dopo l'ottimo risultato raggiunto nella stagione 2023/2024, che aveva permesso all'Italia di portare una quinta squadra in Champions League (il Bologna), è di nuovo tempo di calcoli.
Quelli che riguardano il ranking UEFA, determinante per capire quali nazioni potranno portare una squadra in più nella massima competizione europea la prossima stagione. L'Inghilterra, dopo la fine delle fasi campionato di Champions League ed Europa League, ne è già certa.
Ora, un'altra nazione dovrà guadagnarsi questo diritto. Obiettivo che l'anno scorso non è stato raggiunto dai club italiani, che difatti in questa edizione della Champions League a partecipare sono state solo quattro squadre (Inter, Napoli, Atalanta e Juventus).
Ma come funziona questo meccanismo? E quanti punti hanno le altre partecipanti a questa speciale classifica? Di seguito tutti i dettagli.
CHAMPIONS LEAGUE, COME FUNZIONA IL RANKING UEFA - I punteggi sono calcolati sommando per ogni nazione i risultati ottenuti nell'arco di una stagione dalle singole squadre qualificate alle coppe europee; i punti, ovviamente, dipendono dall'esito delle singole partite (2 per la vittoria, 1 per il pareggio, più quelli per la fase a eliminazione diretta) e vengono divisi per il numero di partecipanti (che in Italia, in totale, sono 7).
Al termine della stagione europea, i campionati che occupano le prime due posizioni del ranking ottengono un posto in più a testa nell'edizione successiva della Champions League. Risultato raggiunto la scorsa stagione dall'Inghilterra (che ha avuto inoltre una sesta squadra con la vittoria del Tottenham dell'Europa League) e dalla Spagna, anche grazie alla vittoria del Real Betis sulla Fiorentina in finale di Conference League.
LA CLASSIFICA COMPLETA - Al momento, è questa la classifica aggiornata del ranking UEFA, che subirà modifiche nel corso della stagione in base ai risultati ottenuti dalle varie squadre in Europa.
Inghilterra 23.847 (5/9)
Spagna 19.468 (6/8)
Germania 18.642 (4/7)
Portogallo 18.300 (3/5)
Italia 17.928 (3/7)
Francia 16.178 (4/7)
Polonia 15.250 (2/4)
Grecia 13.700 (2/5)
Danimarca 12.250 (1/4)
Cipro 12.156 (1/4)
Insigne trascina il Pescara nel 3-0 contro l'Entella: la salvezza ora è possibile
Il successo contro l’Entella pesa tantissimo nella corsa per restare in Serie B. Il Pescara di Giorgio Gorgone, in panchina nonostante le stampelle, conquista tre punti fondamentali, in un "Adriatico" che ha trascinato la squadra. La distanza dalla zona playout è ora di appena 2 punti, così come quella dal 15° posto che significherebbe salvezza diretta. Un margine minimo che riapre completamente i giochi.
A fare la differenza è ancora una volta Lorenzo Insigne, autentico trascinatore della squadra: due assist nel primo tempo e il gol che chiude i conti nella ripresa. Il suo arrivo a gennaio ha cambiato volto a una squadra giovane, portando esperienza, qualità e leadership. Il Pescara ora proverà a prendersi una salvezza che sembrava impossibile proprio nel nome di Insigne.
Il match si sblocca subito: al primo tiro in porta, Andrea Cagnano trova il suo primo gol in Serie B alla 79ª presenza, una rete pesantissima che indirizza la gara. Poco dopo arriva il raddoppio firmato Fabrizio Caligara, sempre su assist di Insigne. Nella ripresa è lo stesso numero 11 a chiudere definitivamente i conti, coronando una prestazione totale.
UN FINALE TUTTO DA VIVERE - Il Pescara si inserisce così nel gruppo di squadre racchiuse in appena 5 punti, dal Mantova dodicesimo fino agli abruzzesi ultimi: una classifica cortissima che promette battaglia fino all’ultima giornata. Solo poche settimane fa la situazione sembrava compromessa, oggi invece gli abruzzesi sono pienamente in corsa e pronti a lottare.
I numeri raccontano il cambio di passo: quattro vittorie nelle ultime sette partite, dopo le sole due nelle prime 24 giornate, e ben 14 gol segnati nello stesso arco di gare. Merito anche degli innesti di gennaio, non solo Insigne ma anche rinforzi come Brugman, Acampora e Bettella, che hanno dato solidità e fiducia. Contro l’Entella, squadra con lo stesso obiettivo dopo la comune retrocessione del 2021 e il ritorno in B lo scorso anno, il Pescara ha dimostrato di esserci: la corsa salvezza è più aperta che mai.
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