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LiveFIGC, è il giorno della riunione con le componenti federali: gli ultimi aggiornamenti
Ore decisive per il futuro del calcio italiano. È fissata per le 14:30, presso la sede della FIGC, la riunione convocata dal Presidente Gabriele Gravina con i vertici delle componenti federali. Il tavolo arriva nel momento più critico della governance federale, a due giorni dalla terza mancata qualificazione consecutiva della Nazionale ai Mondiali.
All’ordine del giorno il confronto tra la presidenza e i rappresentanti di Leghe (Serie A, B, Pro e Dilettanti), calciatori (AIC) e allenatori (AIAC). Al centro del dibattito non c’è solo il fallimento sportivo contro la Bosnia, ma la tenuta politica dello stesso Gravina, rieletto a febbraio dello scorso anno, ma oggi nel mirino della Lega Serie A e del Ministro per lo Sport, Andrea Abodi, che ha invocato un cambiamento radicale ai vertici.
La riunione odierna servirà a testare i numeri della maggioranza in Consiglio Federale, e a capire se esistano i margini per una riforma strutturale dei campionati o se si vada verso una crisi formale della presidenza.
Il racconto LIVE della giornata: di seguito tutti gli aggiornamenti
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14:40 - Arrivati in FIGC anche il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, e il presidente della Lega Serie B, Paolo Bedin.
13:01 - Appena arrivati in FIGC anche Umberto Calcagno, presidente dell'Associazione Italiana Calciatori e Renzo Ulivieri, numero 1 dell'Assoallenatori. Sono i primi dopo Gravina
11:44 - Il presidente della FIGC Gabriele Gravina è arrivato nella sede della Federcalcio in via Allegri a Roma. Arrivato da solo, non ha rilasciato nessun commento ai giornalisti in attesa. Solo un "buon lavoro" prima di varcare la soglia del palazzo
11:00 - Il presidente UEFA Aleksander Ceferin è intervenuto alla Gazzetta dello Sport difendendo Gabriele Gravina: “Non è lui il colpevole. I politici italiani dovrebbero farsi delle domande…” (CLICCA QUI PER LE SUE PAROLE COMPLETE)
10:30 - Il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha aperto esplicitamente alla possibilità di un commissariamento come fase di transizione per riformare il sistema calcio. Le sue parole a RTL 102.5: "In questa fase c'è bisogno di un tempo operoso nel quale si mettano in campo quelle soluzioni per affrontare le problematiche che il sistema non è riuscito a risolvere. Mi auguro ci siano le condizioni per..." (CLICCA QUI PER LE SUE PAROLE COMPLETE)
9:30- La riunione con le componenti federali è in programma a partire dalle 14:30 presso la sede FIGC di Roma
Pisa Training Centre, posata la prima pianta. Corrado: "Opera per la città"
Un giorno storico per Pisa e per la città di Pisa. Il futuro è iniziato oggi, 2 aprile. Ha avuto luogo la cerimonia di inaugurazioni dei lavori del nuovo centro sportivo, nominato INGFerrari Training Centre, dal nome della società indicata come General Contractor. All'evento ha preso parte il sindaco Michele Conti e il presidente del club Giuseppe Corrado. Quest'ultimo ha voluto definire il centro un'"opera per Pisa".
"Questa è un'opera per la città. Chi ci ha appoggiato lo ha fatto perché ama Pisa. Diventerà un'oasi della natura, del bello, dell'organizzato, dove ci sarà chi pratica sport e chi guarderà gli amici e i nipoti. Gente che passerà le giornate in un luogo dove si svolge un'attività che porta salubrità. Un vero e proprio parco naturale dedicato allo sport ma dove cresceranno dei giovani". Così il presidente Corrado ha voluto proseguire, parlando di come il centro sportivo cambierà e migliorerà la vita della città. Non soltanto un elemento sportivo propedeutico alla squadra: "Non tutti diventeranno calciatori, ma tutti diventeranno sportivi. Cresceranno giovani sani, gioiosi, in mezzo a tanti compagni e nello sport. Sarà una cosa della città. Un progetto che porterà luce in una zona di ombra".
Un'oasi di verde. Per questo motivo, invece che la posa della prima pietra, vi è stata la posa della prima pianta. Un ulivo, per la precisione, simbolo di prosperità, pace e longevità. Una cerimonia simbolica, considerando che il cantiere ha iniziato a lavorare a ottobre del 2025. Il termine è previsto, invece, per i primi mesi del 2027. Un'opera complessiva da circa 40 milioni di euro.
COME SARA' IL CENTRO SPORTIVO - L'ING Ferrari Training Centre sorgerà a Gagno, a pochi kilometri di distanza da Piazza dei Miracoli, con la Torre già in vista dai campi, e coprirà un'area di 121900 metri quadri. Oltre alla nuova sede operativa del club, vi saranno gli uffici, una foresteria prevista di trenta camere, sette campi totali, campi ridotti per lavoro specifico, quattro dedicati al settore giovanile e una "mini-Arena", un impianto da 1500 posti che rispetta i parametri della Lega Pro, dove potrà giocare la futura prima squadra femminile, che al momento non esiste.
Inter, risentimento muscolare per Bisseck: il comunicato
Proseguono gli allenamenti dell’Inter in vista della gara casalinga contro la Roma, in programma domenica 5 aprile alle 20:45 allo Stadio San Siro. La squadra di Cristian Chivu continua a lavorare per arrivare pronta a una sfida chiave della stagione, ma dall’infermeria arrivano segnali poco incoraggianti.
Nella giornata odierna si è infatti fermato per infortunio il difensore tedesce Yann Bisseck. Il giocatore è a forte rischio per la partita contro la Roma.
IL COMUNICATO DEL CLUB NERAZZURRO - "Yann Bisseck si è sottoposto a esami clinici e strumentali presso l’Istituto Humanitas di Rozzano, che hanno evidenziato un lieve risentimento muscolare ai flessori della coscia destra. Le sue condizioni saranno monitorate nei prossimi giorni, ma la sua presenza contro la Roma appare fortemente in dubbio".
Ceferin: "La responsabilità non è di Gravina. I politici italiani hanno più colpe"
L'Italia è per la terza volta consecutiva non qualificata ai Mondiali. Dopo Russia 2018 e Qatar 2022, gli Azzurri non prenderanno parte nemmeno ala spedizione che si terrà tra USA, Messico e Canada nell'estate 2026. Anche il presidente della UEFA Ceferin è intervenuto sulla questione, prendendo le difese di Gabriele Gravina.
"Non è assolutamente responsabilità di Gabriele e non mi permetterei di attaccare né i giocatori né l’allenatore. Forse sono i politici italiani che dovrebbero chiedersi perché l’Italia ha una delle peggiori infrastrutture calcistiche d’Europa", ha dichiarato Ceferin. E ancora: "Quando ero presidente della federazione slovena dicevo sempre al ct: 'Se vincerete, tu e i giocatori sarete gli eroi. Se perderete, la colpa ricadrà su noi due'".
LA BOSNIA HA MERITATO - Ma il presidente Uefa non ha preso solamente le difese di Gravina. Presente sulle tribune di Zenica, ha analizzato anche la prestazione. “In un certo senso sì, d’altro canto la Bosnia ha una squadra giovane e forte e ha giocato in casa. C’era molta più pressione sull’Italia. La Bosnia ha meritato di andare al Mondiale, l’Italia ha perso la partita dopo l’espulsione”.
"Mi fa arrabbiare e mi rattrista che ci siano persone che aspettano 'nascoste' che qualcosa vada storto per poi saltare fuori e iniziare a criticare. Non sostengono l’Italia, sostengono se stessi. Ditemi quale giocatore italiano non è stato convocato e avrebbe dovuto esserlo? È il calcio e, pure coi migliori giocatori in campo, in una partita tutti possono perdere".
GRAVINA VICEPRESIDENTE - A seguire, Ceferin è tornato nuovamente su Gravina. "Gabriele è il mio primo vicepresidente (primo vicepresidente dell’Esecutivo di Nyon, ndr) ed è molto importante per me. Ma la perdita più grande sarebbe per la Figc. Non sarà facile trovare un gentiluomo che ami così tanto il calcio e l’Italia. Ma non sono così ingenuo da credere che le persone egocentriche, che aspettavano solo che qualcosa andasse storto, ci pensino. A loro non importa”.
DIMISSIONI - Il presidente della FIGC, comunque, va verso le probabili dimissioni. Mentre Gattuso e Buffon lasceranno i rispettivi incarichi a prescindere. "Sarebbe una sua decisione dimettersi, non credo sia opportuno che io la commenti. Penso di essere stato chiaro nelle mie risposte precedenti”, ha continuato Ceferin. Poi la rassicurazione. "Euro 2032 è in programma e si svolgerà: spero che le infrastrutture saranno pronte. Altrimenti, il torneo non si giocherà in Italia”.
Ufficiale, c'è la nomina del nuovo Executive Director verso Euro2032
Michele Uva è stato ufficialmente nominato Executive Director per EURO 2032 Italia. Dal 2017 alla UEFA, di cui è stato anche vicepresidente, Uva lascia quindi l'incarico di Direttore Esecutivo per la Sostenibilità Sociale e Ambientale della Federcalcio continentale per assumere questo nuovo incarico verso i Campionati Europei che si terranno nel nostro Paese.
Recentemente Uva era anche stato inserito nella lista TIME100 come uno dei personaggi più influenti sul tema climatico a livello mondiale (il primo nell’ambito dello sport). A partire da maggio 2025, inoltre, era stato ufficialmente individuato dalla Federcalcio europea come Responsabile presso il Comitato Organizzatore Italiano di UEFA EURO 2032.
IL SUO PROFILO - Come anticipato, fin dal 2017 Uva è nel Comitato Esecutivo UEFA di cui è stato vicepresidente (dal 2017 al 2020), ricoprendo anche svariati incarichi legati a competizioni, finanza e fairplay. Nel 2021 è stato Executive Director della UEFA per la sostenibilità, occupandosi delle politiche ambientali e sociali del calcio europeo. Il tutto anche contribuendo all’organizzazione di EURO 2032 in Italia e sviluppando strategie innovative come la UEFA Sustainability Strategy 2030.
Intervista“Kostic? Vede solo la porta, mi ricorda Inzaghi”: il racconto del suo ex allenatore Ivan Brnović
Immaginate di nascere tra i vicoli di "Stara Varoš", il cuore antico di Podgorica, un piccolo quartiere in cui l'eco della storia ottomana si mescola al rimbalzo costante di un pallone sull'asfalto. Per un ragazzo montenegrino, crescere qui significa nutrirsi di pane e calcio, coltivando il sogno di ripercorrere le orme del "Genio" Dejan Savićević, che proprio pochi anni prima aveva appeso gli scarpini al chiodo lasciando un'eredità quasi mitologica.
Il debutto a soli 16 anni con la maglia del Budućnost Podgorica, un campionato vinto da protagonista assoluto e la sensazione di avere il destino nei propri piedi. Non è una favola, bensì l'ascesa fulminea di Andrej Kostić, attaccante classe 2007 oggi in forza al Partizan, ma che il Milan ha già bloccato per giugno.
UN GRANDE ONORE - Centravanti di un metro e novanta che in patria, è già considerato come uno dei prospetti più interessanti della nuova generazione. Per conoscere meglio il nuovo acquisto rossonero abbiamo parlato con Ivan Brnović, allenatore montenegrino che lo ha allenato ai tempi del Podgorica, città natale di entrambi. Ed è proprio lui a raccontarci caratteristiche, potenzialità e margini di crescita del giovane attaccante, oltre a tutta l'emozione e l'orgoglio nel vedere uno dei suoi ex giocatori firmare per un club come il Milan: "Per me è un grande onore, e vale lo stesso anche per il mio ex club. Quando era più piccolo ricordo che lo chiamavo 'Cole'. Ero già contento per il trasferimento al Partizan la scorsa estate, ma ora questa opportunità è qualcosa di molto più importante".
CHI È KOSTIC - Quando Brnović arrivò sulla panchina del club, Kostić stava iniziando a muovere i primi passi nel calcio dei grandi. Un processo graduale, che lo ha portato in poche settimane dalle giovanili alla prima squadra: "All’inizio entrava soprattutto dalla panchina. Poi, nella stagione in cui siamo diventati campioni, ha iniziato a giocare sempre di più. Quella stagione dominammo il campionato con 24 punti di vantaggio sulla seconda".
Se c'è una cosa che più di tutte ha colpito l'allenatore, è stato l’atteggiamento di Kostić davanti alla porta: "È un giocatore molto particolare. Ha ancora tante cose da imparare, ma dentro l’area di rigore è un killer. Quando vede la porta pensa subito a tirare. Non è il tipo di attaccante che cerca l’assist se ha la possibilità di concludere: lui vuole segnare".
UN TALENTO NATURALE - Un istinto quasi naturale, che rappresenta il suo punto di forza ma che deve essere accompagnato da un percorso di crescita, e in questo il Milan, potrebbe giocare un ruolo fondamentale: "È un talento naturale e questo è qualcosa che si porta dentro. Ma deve sviluppare anche altre qualità: il gioco lontano dalla porta, i passaggi, la collaborazione con i compagni. È un attaccante vero. Ha un tiro molto preciso sia con il destro sia con il sinistro. Se il Milan riuscirà a svilupparlo e a valorizzarlo, può diventare un grande giocatore".
UN PARAGONE PESANTE - Quando a Brnovic abbiamo chiesto un paragone con un calciatore del Milan del passato, la risposta è arrivata senza troppe esitazioni. E per il mondo rossonero non è assolutamente un nome qualunque: "Per il tipo di giocatore e per la fame che ha, il nome che più gli si addice è 'Pippo Inzaghi', senza dubbio. Lo dico sempre anche ai colleghi e ai media locali: è come un Inzaghi nuovo, moderno, forse anche più forte fisicamente".
L'APPROCCIO ALLA SERIE A - Almeno per un primo periodo, Kostić verrà associato all'under rossonero allenato da Massimo Oddo, al "Milan Futuro", ma la speranza di Brnovic ovviamente, è che il salto possa arrivare presto: "Spero che riesca a mostrare le sue qualità il prima possibile e a iniziare a segnare anche in Serie A. È difficile dire quando accadrà. Forse potrebbe adattarsi subito, oppure potrebbe avere bisogno di più tempo. Nel calcio è sempre difficile trovare un vero centravanti, e Kostić è proprio questo".
Barcellona, il presidente Laporta contro la FIFA: "L'infortunio di Raphinha fa arrabbiare"
La sosta per le Nazionali continua a far parlare di sé. Se in Italia brucia ancora la ferita per la terza consecutiva non qualificazione a un Mondiale, anche all'estero c'è chi non è troppo contento. A partire dal presidente del Barcellona, Joan Laporta, che in una recente intervista a Món Esport si è lamentato nei confronti della FIFA. Il motivo è da ricondurre all'infortunio rimediato da Raphinha durante l'amichevole tra Brasile e Francia.
LE SUE PAROLE - "Che si infortuni uno dei migliori giocatori della rosa in un'amichevole tra Francia e Brasile negli Stati Uniti fa arrabbiare molto", ha esordito il numero uno del club catalano ai microfoni. "Non si può scaricare la responsabilità di non giocare sul calciatore, perché è un professionista che dà tutto per il suo paese ed è normale, ma la FIFA dovrebbe creare un calendario internazionale che tenga conto delle competizioni che affrontano i club più importanti".
"In questo momento noi ci stiamo giocando la vita", ha dichiarato senza mezzi termini Laporta. Il Barcellona, infatti, al rientro dalla sosta affronterà sabato 4 aprile l'Atletico Madrid in Liga, mentre si trova in vetta alla classifica a +4 sul Real Madrid. E poi nuovamente Euroderby con i Colchoneros mercoledì 8 nell'andata dei quarti di Champions League.
PROBLEMA - "È molto complicato risolvere questo problema - ha continuato il numero uno blaugrana -. È indignante, ma è una discussione storica. Nella mia prima tappa fondammo il G-14 perché uno dei punti era il calendario della competizione e volevamo avere il diritto di partecipare all'elaborazione del calendario internazionale delle nazionali". E infine: "Noi club abbiamo poca forza. Non si trova mai il modo. È complicato".
Italia, tempo di rivoluzione: quando saranno i prossimi impegni?
Il verdetto, quello del campo, è implacabile: l’Italia non parteciperà ai Mondiali 2026. Per la terza volta consecutiva, la maglia azzurra resterà fuori dal torneo più importante del mondo, segnando così un vuoto storico che durerà complessivamente dodici anni. La sconfitta nei play-off contro la Bosnia, apre ufficialmente una delle fasi più complesse per il nostro calcio, chiamato a confrontarsi con una crisi di risultati, tolta la parentesi Europei, che non sembra trovare fine dal 2014.
In questo scenario di profonda amarezza, e in attesa di scoprire quale sarà il futuro ai vertici della Fedrazione Italiana Giuoco Calcio, con il presidente Gabriele Gravina sempre più verso le dimissioni, scopriamo quando, e dove, la Nazionale muoverà i prossimi passi.
NAZIONALE, I PROSSIMI APPUNTAMENTI - Sì perché mentre il resto del mondo si preparerà alla grande festa tra Stati Uniti, Canada e Messico, per l'Italia si prospetta un'estate di puro "deserto calcistico". La sfida ora, è evitare che questo vuoto diventi un vero e proprio buco nero, provando a mantenere vivo l'interesse dei tifosi nonostante la terza assenza consecutiva dal Mondiale.
Non sarà certo un campionato mondiale, ma da qualche parte bisogna pur ripartire. Per rivedere gli "Azzurri" scendere in campo bisognerà aspettare l'autunno del 2026, a settembre, in occasione della Nations League.
Il calendario della "ripartenza" è già fissato: si comincia il 25 settembre ospitando il Belgio, seguito dalla trasferta contro la Turchia di Vincenzo Montella il 28 settembre. Il trittico di ferro si chiuderà il 2 ottobre con la sfida contro la Francia. Tre appuntamenti fondamentali non solo per la classifica, ma per riconquistare la fiducia di un Paese che ha un bisogno disperato di tornare a gioire per la propria Nazionale.
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