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Inter in silenzio stampa: la situazione
Dopo le proteste e le polemiche che hanno accompagnato il finale della partita contro l'Atalanta, l'Inter ha scelto il silenzio stampa. Nessun rappresentante del club nerazzurro, infatti, parlerà al termine della partita.
La sensazione era chiara: il finale di Inter-Atalanta avrebbe portato con sé strascichi e conseguenze. E così è stato. Il club, in segno di disappunto per quanto successo durante i 90’ e per le decisioni arbitrali, ha deciso di optare per il silenzio stampa.
L'INTER SCEGLIE IL SILENZIO STAMPA - L'Inter esprime il proprio disappunto per la direzione di gara e lo fa scegliendo il silenzio stampa. Nessun tesserato, infatti, parlerà in merito a quanto successo durante la partita contro l'Atalanta. Una decisione che esprime il disappunto del club per le decisione dell'arbitro Manganiello. Due, in particolare, gli episodi. Il primo è legato a quanto successo all'82', con il gol del pareggio di Krstovic in seguito al contatto tra Sulemana e Dumfries, su cui il direttore di gara non è intervenuto. Il secondo, invece, è il contatto avvenuto nell'area opposta tra Frattesi e Scalvini. Contatto che l'arbitro ha ritenuto come un normale contrasto di gioco, lasciando quindi proseguire il gioco. Un finale di partita che ha portato con sè tensioni e polemiche: prima l'espulsione di Chivu, per le proteste dopo la rete di Krstovic; poi la scelta della società del silenzio stampa e di non parlare al termine della gara. Un pomeriggio non certo felice per l'Inter, dopo la delusione del derby di una settimana fa.
Conte: "A fine anno faremo le valutazioni ma tutti sanno che sto molto bene a Napoli"
"Quando sono arrivato a Napoli ho firmato per tre anni, è inevitabile che ogni anno ci si sieda a fare valutazioni cercando di capire dove andare. Lo faremo anche quest'anno in maniera molto serena", ha esordito così Antonio Conte prima del fischio d'inizio del match tra Napoli e Lecce, in programma alle ore 18 di sabato 14 marzo 2026 allo stadio Maradona.
Conte ha proseguito chiarendo la sua volontà anche in vista della prossima stagione: "Tutti sanno che a Napoli io sto molto bene ma al tempo stesso è giusto fare valutazioni e vedere se il progetto è giusto e vogliamo andare avanti su questa strada. Da parte mia c'è la massima voglia di continuare questo percorso"
Gol, proteste e Chivu espulso: cosa è successo in Inter-Atalanta
In un minuto cambia tutto in Inter-Atalanta. Su un cambio di campo Dumfries è in anticipo su Sulemana, ma sentitosi toccare dal numero 7 atalantino cade a terra. L’arbitro Manganiello, però, non fischia il fallo e lascia proseguire l’azione.
Sulemana calcia, Sommer para ma sulla respinta arriva Krstovic che segna, scatenando le proteste dell’Inter. Su tutti Dumfries, protagonista dell’azione, e Chivu.
La protesta ha visto protagonista tutta la squadra nerazzurra. In piedi è scattata tutta la panchina. Tra i più nervosi proprio l'allenatore rumeno. Un comportamento ritenuto eccessivo dal direttore di gara che, dopo averlo prima ammonito, lo ha allontanato dal campo.
Gol di Krstovic che ha ristabilito la parità, rispondendo al gol del momentaneo vantaggio di Pio Esposito nel primo tempo. Attaccante montenegrino che era entrato dopo pochi minuti del secondo tempo prendendo il posto di Scamacca.
COSA È SUCCESSO - Dopo la rete di Krstovic l'allenatore nerazzurro ha espressamente dichiarato di essere contrario alla decisione arbitrale avvicinandosi al campo più volte per protestare e ottenendo così un'ammonizione. A rete convalidata, poi sono continuate le proteste che hanno portato al secondo cartellino giallo e quindi alla conseguente espulsione.
Chivu quindi è stato allontanato dalla panchina, lasciando i suoi ragazzi condurre da soli l'ultima frazione di gioco in questa importante partita a San Siro.
Atalanta, Palladino: "Mi è piaciuta la risposta dei ragazzi. Episodi arbitrali? Rispetto le decisioni"
L'Atalanta di Raffaele Palladino ferma l'Inter a San Siro. Termina 1-1 sotto la pioggia milanese. La rete di Krstovic nel finale risponde a quella siglata da Pio Esposito nel primo tempo. La squadra di Chivu sale momentaneamente a più otto dal Milan che domani affronterà la Lazio all'Olimpico. Bergamaschi che invece rimangono aggrappati alla corsa verso l'Europa.
Al termine del match, l'allenatore dell'Atalanta, Raffaele Palladino, ha analizzato così la prestazione dei suoi giocatori: "Era una settimana difficile, tra Bayern e Inter abbiamo affrontato due corazzate. Mi è piaciuta la risposta della squadra soprattutto sotto il profilo mentale perché potevano esserci delle strascichi, invece hanno reagito da uomini e grandi calciatori quali sono. Mi è piaciuta l'intensità della partita e lo spirito di chi è subentrato. Questo è un grande gruppo che tira da 4 mesi. da quando sono arrivato gli ho chiesto tanto e li voglio ringraziare perché stanno dando tutto, cuore, coraggio con grande impegno. Non è facile giocare ogni due o tre giorni. Oggi hanno fatto una grande partita".
L'ANALISI DEL MATCH - "Siamo cresciuti duramente la partita. Il primo tempo era un'idea nostra di restare più bassi. Purtroppo abbiamo avuto 4 o 5 occasioni dove non siamo stati bravi. Poi sapevo che l'inerzia della partita poteva cambiare e chi subentra dà sempre tanta energia. Sono davvero molto soddisfatto e felice perché la squadra continua a crescere, chi subentra dà sempre una grande spinta".
SUGLI EPISODI ARBITRALI - "Non ho visto gli episodi, mi hanno detto che Marelli, che è molto bravo e tecnico, ha detto che non c'erano nessuno dei due. Io cerco di rispettare le decisioni arbitrali perché questo non è il mio lavoro".
Polemiche e proteste, a San Siro tra Inter e Atalanta finisce 1-1
A volte anche i destini che sembrano ormai scritti, possono essere soggetti a cambi improvvisi e i finali ne possono essere completamente ribaltati. Cambiamenti di risultati, di entusiasmi e umori che possono riflettersi non solo su singole partite, ma anche sugli esiti di un'intera stagione. Un esempio? Basti pensare all’ultima settimana dell’Inter.
Anzi, a due precisi momenti dell’ultima settimana. Il derby di domenica scorsa e il minuto 82 della partita contro l’Atalanta.
Sette giorni fa i nerazzurri erano pronti ad affrontare la sfida contro il Milan con un vantaggio di 10 punti. Dopo il pareggio contro i bergamaschi la classifica dice +8, che potrebbe però ridursi di tre punti tra poco più di 24 ore.
IL RACCONTO DELLA PARTITA - Quel margine di punti lo si può raccontare con la sconfitta contro i rossoneri certo, ma anche con il finale di Inter-Atalanta. Un finale riscritto in quell’82’ che ha visto protagonisti Dumfries, Krstovic e tante proteste. Ma andiamo con ordine. Il primo episodio della partita porta la firma di Pio Esposito. Il suo gol al 26’ sembrava poter essere, una volta ancora, decisivo dopo il 3-2 contro la Juventus. E la trama del match sembrava condurre tutto in quella direzione. Sembrava, appunto. Arriviamo all’episodio del pareggio. Dumfries è in vantaggio su Sulemana, grazie a quella diagonale difensiva che tanto era costata a Luis Henrique nel derby. L’olandese si sente toccare da Sulemana e cade a terra. L’arbitro sembra intenzionato a fischiare, ma lascia proseguire. Il numero 7 tira, Sommer respinge ma Krstovic è il primo ad arrivare sul pallone e segna. Iniziano le proteste nerazzurre. L’esterno olandese è disperato, incredulo davanti alla decisione di Manganiello. Chivu entra in campo. Alla decisione di convalidare il gol, gli animi si scaldano ancor di più e l’allenatore viene espulso. Proteste che continuano qualche minuto dopo per un contatto in area tra Frattesi e Scalvini. Anche qui, l’arbitro non interviene. La partita finisce tra nervosismo e polemiche. L'Inter non riesce a riscattarsi dopo la delusione del derby, l'Atalanta riesce a farlo solo a metà, dopo la sconfitta in Champions contro il Bayern. Su San Siro cala il sipario. Cupo e grigio, come il cielo e il tempo che hanno fatto da sfondo durante tutto l'incontro.
Siviglia, idea Marin del Pisa
Il Siviglia pensa a Marius Marin del Pisa. Nelle scorse ore Antonio Cordon, direttore sportivo del club spagnolo, è volato in Italia per sondare l'operazione con primi colloqui dal vivo lato giocatore. Marin è in scadenza di contratto con i nerazzurri ed è arrivato alla fine del suo lungo percorso al Pisa iniziato nel 2018.
Con ogni probabilità non rinnoverà, motivo per cui gli spagnoli sondano il suo profilo e cercano opportunità a parametro zero in mezzo al campo per rinforzare la squadra in vista della prossima stagione. Marin si tratta di una prima idea, da capire ora se il Siviglia dopo questo viaggio in Italia continuerà nei dialoghi per il centrocampista classe 1998.
L'orgoglio e la svolta coi cambi: il primo Empoli di Caserta è vivo
Prima le difficoltà, poi la reazione fino al brivido finale: il primo Empoli di Fabio Caserta manda una risposta prima di tutto a se stesso, con un cambio di atteggiamento fra primo e secondo tempo che regala il 2-2 contro il Mantova dopo uno svantaggio di due reti. Chiamato a risollevare la squadra dopo l'esonero di Dionisi, Caserta si è immerso subito nella lotta degli azzurri, vivendo l'intero match contro i biancorossi tra il limite dell'area tecnica e la linea laterale, senza mai fermarsi.
E nel finale, quella camminata nervosa si trasforma in una corsa di gioia: nel gol di Saporiti (entrato al 72') a sei minuti dalla fine, c'è tutta la reazione di una squadra che ha attraversato il buio - non solo in questa gara, ma in generale durante la stagione - e ne è uscita ripartendo da se stessa e dalla scossa data anche dal cambio in panchina. A confermarlo, lo stesso Saporiti in conferenza stampa: "Nell'intervallo ci siamo detti che dovevamo darci una svegliata e così è stato".
La prima mossa azzeccata di Caserta, infatti, si è vista proprio con i cambi: oltre a Saporiti, l'ingresso di Nasti ha dato un'energia diversa alla squadra e al reparto offensivo, come dimostra il gol di Shpendi, che ha riacceso i suoi dando il via alla rimonta e regalandosi il decimo gol in campionato due giorni dopo il rinnovo fino al 2029. Ma non è finita qui.
LA REAZIONE SALVA L'EMPOLI - Se da un lato l'attaccante albanese si conferma un riferimento anche per Caserta, dall'altro il nuovo allenatore azzurro ha trovato diverse risposte positive. La costanza di Elia, presente in tutte le azioni pericolose e protagonista con un cross perfetto per il 2-2 di Saporiti, il salvataggio di Fulignati, che poco prima aveva salvato i compagni dal possibile 3-1, e infine - la più importante - l'assalto dopo il pareggio, fotografia di un Empoli che non aveva intenzione di accontentarsi.
E alla fine, pur senza la vittoria, la reazione è il primo vero segnale di Caserta in azzurro. "Il futuro si può scrivere solo facendo bene al presente" aveva dichiarato l'allenatore durante sua presentazione, e l'abbraccio di tutta la squadra dopo il gol ne è la dimostarzione: la corsa salvezza dell'Empoli si (ri)costruisce a partire da oggi.
Bari, si accende la stella di Emanuele Rao: doppietta e standing ovation del San Nicola
Il Bari si lascia alle spalle il passaggio a vuoto dell'Adriatico e travolge la Reggiana con un netto 4-1. In uno scontro diretto che aveva il sapore dell’ultima spiaggia, i biancorossi hanno risposto con una prestazione autoritaria, riaccendendo l’entusiasmo di un San Nicola che attendeva segnali forti per credere ancora nella permanenza in categoria. Una prova di forza che rilancia le ambizioni della formazione di Moreno Longo.
Se la speranza di mantenere la Serie B è ancora concreta, il merito è in gran parte dell’estro e della spregiudicatezza di Emanuele Rao. Il talento classe 2006 si è preso la scena con una personalità disarmante, trascinando il gruppo proprio nel momento più buio della stagione.
Dribbling secco, senso del gol e un'attitudine da leader veterano: il talento di proprietà del Napoli rappresenta oggi la principale ancora di salvezza a cui si aggrappa la piazza per centrare l'obiettivo minimo della permanenza in Serie B. La sua ascesa verticale nelle gerarchie della squadra ha restituito entusiasmo a un ambiente che sembrava rassegnato.
Contro la Reggiana è arrivata la definitiva consacrazione: in meno di un'ora, Rao ha letteralmente spaccato la partita. Prima l'assist per il vantaggio di Artioli, poi il raddoppio con una giocata d'alta scuola e, infine, il colpo del KO con una splendida volée che ha freddato Micai. Al 60’, la standing ovation degli oltre 10 mila spettatori ha accompagnato la sua uscita dal campo, visibilmente commosso: “Oggi mi sono emozionato tanto — ha confessato a fine gara — tra la doppietta e gli applausi dello stadio, sono rimasto quasi senza parole”.
CHI È EMANUELE RAO, LA NUOVA LUCE DEL SAN NICOLA - Il Bari più convincente dell’anno schianta la Reggiana e si rilancia prepotentemente nella bagarre per non retrocedere, scoprendo definitivamente il talento purissimo di Emanuele Rao. Il fantasista è approdato in Puglia in prestito dal Napoli, che lo aveva prelevato dalla Spal dopo due annate di alto livello in Serie C. Nonostante le premesse, il suo inserimento non è stato immediato: prima con Caserta, che lo utilizzava prevalentemente come arma a gara in corso, e poi con Vivarini, che ha preferito tutelarlo evitando di caricarlo di troppe responsabilità in una fase di forte tensione ambientale.
La scintilla definitiva è scoccata con Moreno Longo, che lo ha messo al centro del villaggio, gestendolo con la pazienza di un padre e la fermezza di un mentore. Un rapporto che Rao ha voluto sottolineare nel post-partita: “Sono davvero felice per come sta evolvendo la stagione, anche se all'inizio ho trovato poco spazio. Essendo la mia prima esperienza in B, capisco che potesse mancare un po' di fiducia iniziale, ma con l'arrivo di mister Longo tutto è cambiato e ora voglio solo ricambiare la stima che mi sta dimostrando. Segnare la mia prima doppietta tra i professionisti sotto gli occhi dei miei genitori è stato speciale, dedico tutto a loro”.
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