Eysseric: "A Firenze non ti perdonano nulla, devi sempre lottare per entrare nelle prime otto"
In Italia lo abbiamo conosciuto tra 2017 e 2021 con Fiorentina ed Hellas Verona, oggi Valentin Eysseric è ripartito dal Lussemburgo con l'UNA Strassen. Il trequartista francese, classe 1992, in carriera ha vestito anche le maglie di Monaco, Nizza, Saint-Étienne e Nantes, prima di trasferirsi in Turchia, dove ha giocato con Kasımpaşa, Fatih Karagümrük e Iğdır FK. Con la Fiorentina ha vissuto stagioni tra alti e bassi, conoscendo da vicino l'ambiente viola e le sue aspettative. In questa intervista a Gianlucadimarzio.com, Eysseric affronta diversi temi senza filtri: dal momento della squadra toscana alle difficoltà di Federico Chiesa al Liverpool, passando dal giudizio su due suoi ex compagni: Dusan Vlahovic e Gaetano Castrovilli.
IL MOMENTO DELLA FIORENTINA - Il francese ha commentato così l'esonero di Grosso e il ritorno di Vanoli: "L'anno scorso la situazione a Firenze era molto complicata. Quando non vinci, la partita successiva diventa sempre più difficile e il rapporto tra squadra e tifosi si complica. A Firenze non ti perdonano nulla, ma c'è una cosa che ti perdonano: se hai la maglia sudata! Se succede questo, non avrai problemi. La mentalità è quella: devi sudare la maglia, indipendentemente dal fatto che tu vinca o perda. Devi andare a mille all'ora. Poi, certo, a volte vinci e a volte perdi. Quest'anno ho visto l'inizio con Grosso e la squadra era troppo lenta. Non conosco Vanoli come persona, ma si vede che ti trasmette tanta energia e ti stimola molto. Quando hai un allenatore che alza la voce, devi correre e dare tutto. E se fai così, alla fine emerge anche la qualità dei giocatori".
Ma il mercato estivo importante basterà per il ritorno in Europa? "Secondo me farà una stagione migliore, ma non so se basterà per qualificarsi alle coppe europee. Quest'anno in Serie A ci sono squadre con ottimi giocatori e allenatori. Sarà difficile, ma a Firenze devi sempre lottare per entrare nelle prime otto. I miei ricordi di Firenze? Quando arrivò Prandelli, mi fece giocare per due o tre mesi, poi se ne andò e io non giocai più. Con Pioli mi infortunai subito, ma continuai a giocare nonostante il problema prima di fermarmi per due o tre mesi. Poi, per me, diventò difficile. Con Pioli, però, avevo un buon rapporto: fu lui a chiamarmi al telefono prima che firmassi per la Fiorentina. Stefano è una persona straordinaria, sempre vicina alla squadra. Non nego, tuttavia, che dopo il mio infortunio il nostro rapporto sia diventato complicato".
IL PARERE SU CHIESA - A Firenze Eysseric ha giocato anche con un giovane Federico Chiesa, oggi ai margini al Liverpool: "Per me è stato un errore andare al Liverpool. Federico è un giocatore di alto livello, ma giocare nel Liverpool è un'altra cosa rispetto a giocare nella Juve o a Milano. È diverso: il campionato non è lo stesso e, dal punto di vista fisico, è molto difficile. A Firenze aveva parecchi problemi alla schiena e, se vai in Inghilterra in quelle condizioni... Poi, se avesse disputato una grande stagione con la Juve, allora sì, avrebbe potuto andare in Inghilterra o dove voleva. Ma se non hai già fatto molto bene alla Juve, diventa difficile pensare di andare in Premier League". E per l'ex compagno ha un consiglio: "Se fossi in Fede, tornerei subito in Serie A. Direttamente! Tornerei nel mio Paese".
LE SCELTE DI VLAHOVIC - Vlahovic ha fatto come Eysseric nel 2021, lasciando l'Italia e scegliendo la Turchia: "Non è lo stesso calcio. Ho giocato contro il Besiktas con il Kasımpaşa, che è una squadra piccola, e abbiamo vinto 3-0. La Süper Lig è un altro calcio, è una cosa diversa. Non c'è una squadra turca che in Champions League o in Europa League riesca a fare grandi cose. Per le squadre turche è molto complicato, perché lì si gioca un calcio differente. Anche gli arbitri sono diversi: le grandi squadre hanno tutto a loro favore. Per Vlahovic vale lo stesso discorso che si può fare per tanti giocatori. Una volta ha segnato 26-27 gol e subito lo hanno considerato un Ibrahimovic, perché hanno una struttura fisica simile. Ma Dusan non è Ibrahimovic. E il fatto di essere andato alla Juve per 100 milioni rende tutto ancora più difficile. Alla Juve non ha fatto bene: ci aspettavamo molto di più da lui".
Per il serbo si parlava anche di Barcellona o di grandi squadre di Premier League, ma Eysseric è categorico: "Per me non ha le qualità necessarie. Quanti gol ha segnato con la Juve e in quanti anni? Questo giocatore vale 100 milioni? E a Firenze quanti gol ha fatto? Resta comunque un giocatore di qualità, sia chiaro, e io non ho la sua stessa qualità. Ma per giocare nella Juve devi essere un Del Piero oppure uno che segna 20-30 gol a stagione. Ha fatto bene ad andare in Turchia, ma Kolo Muani è più forte di Vlahovic. Questo è il mio pensiero! Randal è più forte". E sul livello del campionato turco, anche dopo il mercato faraonico fatto in estate: "Hai Fenerbahçe e Galatasaray, che sono a un livello superiore rispetto al resto del campionato, ma queste due squadre non lotterebbero mai, e poi mai, per lo Scudetto in Italia. Non è lo stesso calcio".
LA PARABOLA DI CASTROVILLI - Tra gli ex compagni, Eysseric ha parlato anche di Gaetano Castrovilli, oggi senza squadra a 29 anni, dopo essere stato il numero 10 della Fiorentina e aver vinto l'Europeo con l'Italia nel 2021: "Quando giocavamo insieme, sentivo tante persone dire che fosse un giocatore da Juve, Milan, Inter e grandi squadre. In realtà, era soprattutto la società a spingere per accrescere la sua reputazione. Anche Gaetano era un giocatore di qualità, ma è stata la Fiorentina a rafforzarne l'immagine. Parlo proprio della società viola: quando arrivò, lo facevano passare per un fenomeno, uno capace di farti vincere le partite. Ma per me non era così. Aveva qualità ed era fisicamente forte, però ha avuto troppi problemi e troppi infortuni. Spero che trovi una squadra più piccola, dove possa giocare con continuità, tornare protagonista e continuare a fare ciò che ama".