Il ritorno a casa di Zizou: dal 1998 al 2026, un cerchio che si chiude
Erano le 21:27 del 12 luglio 1998, quando un certo Zinedine Zidane, con un colpo di testa rimasto nell’iconografia mondiale, segnava il primo dei due gol che avrebbero portato la Francia sul tetto del mondo. Ora, 28 anni dopo, Zidane è pronto a fare il suo esordio in patria da commissario tecnico, proprio allo Stade de France, lo stadio che lo ha reso leggenda. E per questo battesimo di fuoco, l’avversario non poteva che essere l’Italia, in un incrocio che profuma di storia e nostalgia.
Ufficialmente in carica dal primo settembre, Zidane ha legato il suo futuro alla Federazione Francese con un progetto ambizioso e a lungo termine. Una chiamata attesa per cinque lunghi anni ma che sembrava scritta nelle stelle per quel ragazzo di Marsiglia, individuato fin da subito come l’erede ideale per Didier Deschamps. Un contratto firmato fino ai Mondiali del 2030, a testimonianza della fiducia riposta in lui e della volontà di costruire un nuovo ciclo vincente.
Il destino, dal canto suo, ama intrecciare i fili del tempo per regalare suggestive coincidenze. Il parallelo più romantico riguarda il legame tra Zinedine Zidane e lo Stade de France. Fu infatti proprio Zizou a segnare il primo storico gol in questo stadio, nel lontano gennaio del 1998, pochi mesi prima di lasciare il suo segno indelebile nella finale Mondiale con il Brasile, con due colpi di testa indimenticabili. E sarà proprio a Saint-Denis che Zidane farà il suo esordio casalingo sulla panchina della Nazionale francese.
Inoltre, non è la prima volta che Zidane si ritrova a entrare in scena per cambiare le sorti dei Bleus: il 17 agosto del 1994, la Francia si trovava in svantaggio per 2-0 contro la Repubblica Ceca, quando un ventiduenne con la numero 14 fu chiamato a fare il suo debutto. L'impatto fu immediato, impreziosito da due reti che valsero il pareggio e diedero inizio a una storia destinata a cambiare le sorti del calcio francese.
ZIDANE-MANIA - La Zidane-mania per l’esordio casalingo ha già preso il sopravvento nelle vie della capitale francese, con quasi 80.000 biglietti venduti nel giro di pochi giorni. Insieme a questo travolgente entusiasmo sono arrivate anche le prime risposte dal campo: nelle prime due gare di Nations League disputate in trasferta contro Turchia e Belgio, la prima Francia targata Zidane ha vinto e convinto, con due vittorie su due. Un avvio che ha permesso a Zizou di eguagliare un record che durava dal 1994: era dal debutto di Aimé Jacquet che un ct francese non vinceva all’esordio sulla panchina della Nazionale.
UN NUOVO CAPITOLO - Adesso, a 33 anni dalla prima apparizione con la maglia dei Bleus, si apre un nuovo capitolo. Zidane avrà l’obiettivo di plasmare un gruppo ricco di talenti eccezionali, trasformando una rosa di solisti in una squadra vera, coesa e affamata. Una sfida che a Madrid gli è riuscita benissimo, portando la bacheca dei Blancos a riempirsi di altre tre Champions League, tre Supercoppe Europee, due campionati spagnoli, due Mondiali per club e due supercoppe spagnole. Questa volta, il compito appare forse più arduo, complici anche le altissime pressioni e aspettative di tutto il Paese, ma il potenziale tecnico e qualitativo a disposizione in rosa è immenso. Dal 12 luglio 1998 al 2 ottobre 2026: la storia tra Zidane e la Francia è pronta ad aggiungere un nuovo capitolo.