Torino, Abate: "Il Milan lotterà per lo Scudetto. Mercato? In alcuni ruoli va alzato il livello"

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Ieri alle 23:37News Calcio
di Mattia Picchialepri
L'allenatore granata analizza la sfida contro il Milan: non solo campo, ma il suo pensiero sui giovani e sul calciomercato in arrivo

Al termine della sfida contro il Milan, Ignazio Abate si è presentato in conferenza stampa per analizzare la prestazione del suo Torino. Un'occasione per fare il punto sui due volti mostrati dalla squadra in campo, ma anche per ribadire la fiducia nei giovani talenti della rosa, mandare un messaggio sul mercato e lanciare un appello ai tifosi granata.

L'ANALISI DELLA PARTITA - L'allenatore non si nasconde dietro a un dito e ammette le difficoltà iniziali, pur sottolineando il diverso approccio nella ripresa: "Nel primo tempo non mi è piaciuta la squadra. Abbiamo accettato troppo passivamente la linea della palla, li abbiamo rispettati un po’ troppo, pur non correndo grandi pericoli. Nel secondo tempo siamo entrati in modo diverso, ma i due gol subiti consecutivamente ci hanno rallentato".

LA FIDUCIA NEI GIOVANI - Gran parte delle attenzioni sono state rivolte ai giovani, veri protagonisti di questo nuovo corso: "Siamo un gruppo giovane che ha grandi margini di miglioramento. Devi avere il coraggio di giocare la palla e non abbassarti, cercando di avere più pulizia tecnica iniziando la manovra da dietro. Njie? Ha grandi qualità e ampi margini, ma oggi ho preferito partire con Casadei perché il Milan ti morde se ti prende i riferimenti. I giovani come Cacciamani devono fare esperienza e prendere consapevolezza di poter decidere la partita a questi livelli. Oggi giocavamo contro una squadra che lotterà per lo Scudetto, riaprire il match ha dato un segnale forte. Anche sui giovani del Milan non posso che spendere belle parole: li ho visti crescere e le qualità tecniche le hanno sicuramente, manca solo lo step mentale".

IL MESSAGGIO SUL MERCATO - Nessun dramma sulla situazione della rosa, ma la consapevolezza che serviranno dei ritocchi: "La società ha dato una linea guida. Sicuramente uscirà qualcuno, ma quello che dovevo dire ai vertici l'ho detto. Qualcosa indubbiamente faremo, perché in alcuni ruoli siamo in pochi e in altri dobbiamo alzare il livello. La situazione è chiara, non penso proprio che ci sia la volontà di indebolire la squadra".

L'APPELLO AI TIFOSI - Chiusura dedicata all'ambiente e a una piazza che ha voglia di sognare: "Credo profondamente nel legame con i tifosi. Dobbiamo mandare via quest’aria grigia che c’è sopra di noi, perché da fuori il Torino è tanta roba e io ci credo. Lavoro con passione e ritengo che questa piazza meriti il meglio: tifoserie del genere in Italia non ce ne sono. Dobbiamo solo ringraziarli. Certo, abbiamo dei limiti, ma dobbiamo abbassare la testa e lavorare. E i giovani li aspetterò, altrimenti non ha senso puntarci".