Andreazzoli: "Luis Enrique è un uomo tutto d'un pezzo, a Roma la squadra voleva rimanesse"
Collaboratore tecnico della Roma anche ai tempi di Luis Enrique (2011-12), e poi allenatore di Empoli, Genoa e Ternana, Aurelio Andreazzoli è stato ospite di Sky Calcio Unplugged, il podcast di Sky Sport a cura di Lisa Offside, Gianluca Di Marzio e Stefano Borghi. Tra i vari temi ha parlato soprattutto dell'attuale allenatore del PSG, definendolo: "Un uomo tutto d'un pezzo", e ne ha elogiato le qualità sia tecniche sia, soprattutto, umane.
Non solo Luis Enrique e l'esperienza in giallorosso, perché Andreazzoli ha detto la sua anche sull'episodio di cronaca Valverde-Tchouameni, che nelle ultime ore ha scosso l'ambiente del Real Madrid, già poco sereno negli ultimi mesi.
LUIS ENRIQUE E LA ROMA - Sull'impatto dell'allenatore spagnolo in giallorosso ha ammesso: "Io penso che ci voglia tempo in ogni ambito lavorativo, e vale anche per gli allenatori questo ragionamento. Le caratteristiche sono importanti. Luis Enrique ha avuto l'opportunità di esprimersi a Roma in un anno difficile, e nonostante le difficoltà ha inciso sia sull'ambiente sia sulla squadra mettendo in mostra le sue qualità. Sono quelle che danno un'impronta precisa a ciò che una squadra può dare. Lui a Roma è stato molto bravo a entrare dentro la squadra, con difficoltà ma con grande personalità. Aveva già le idee chiarissime e un modo di interpretare il lavoro con le stesse qualità che vediamo ora. Quando non ci sono equilibri dentro uno spogliatoio, allora tutto diventa più difficile, e chi viene messo sulla graticola è quello più esposto, e subisce il riscontro dei risultati".
Sulle qualità umane dell'allenatore ha poi spiegato: "L'idea, anche a Roma, era quella di mettere mano a ciò che secondo lui era necessario, ed è quello che ha poi dimostrato di saper fare sia a Barcellona sia a Parigi. Questa era la sua idea precisa di come si fa il mestiere, e non parlo di abilità tecniche, ma anche morali. Lui è un uomo tutto d'un pezzo, con le sue idee e non c'è possibilità di transigere. O fai come dice, oppure non è possibile la convivenza. È un 'uomo verticale', e lo ha dimostrato col tempo, ma già da Roma capì le necessità e i punti da combattere, e se n'è andato quando ha capito che era impossibile raggiungere l'obiettivo necessario per lui".
L'ANEDDOTO DI DE ROSSI E LA PUNIZIONE - "De Rossi si presentò con qualche minuto di ritardo a una riunione pre partita, ma pochi minuti. Luis aveva l'abitudine di dare la formazione in albergo prima di andare allo stadio, e quella volta aspettò, forse doveva ancora pensare. E quando arrivammo allo stadio, Daniele non era in formazione. La partita andò male, ma Daniele la prese bene, da persona intelligente e consapevole di aver commesso un errore. Il problema non erano i minuti di ritardo in sé, ma il fatto di non aver dato la giusta importanza alla partita. E Luis Enrique, giustamente, reputò questa cosa grave. A fine anno tutta la squadra voleva che rimanesse, e questo non è un caso, nonostante lui poi abbia scelto di prendersi un anno sabbatico, facendo altro e non lavorando", ha aggiunto Andreazzoli parlando di quando Luis Enrique lasciò fuori De Rossi a causa di un ritardo a una riunione.
IL CASO VALVERDE-TCHOUAMENI - La lite tra Valverde e Tchouameni, che ha visto il centrocampista uruguaiano riportare un trauma cranico, ha scosso l'ambiente del Real Madrid nelle ultime ore. A tal proposito, Andreazzoli ha raccontato: "A me non è mai successo, ma sono situazioni che possono capitare. È una comunità di 25 personaggi, ognuno con la propria personalità, ed è normale che possano succedere queste cose. La gestione è difficile, ma come in tutti gli ambiti in cui ci sono degli scontri, si cerca di mettere a posto le cose facendo pochi danni. Chiaramente bisogna sapere come è successo, come è successo e perché".
"Io ho un'idea particolare del calcio, ma legata chiaramente alle mie esperienza. Non saprei dire di cosa abbia bisogno il Real Madrid, che è una squadra di altissimo profilo. Dire che c'è bisogno di un gestore anziché di un allenatore... Dipende dal pensiero di ognuno di noi. Il mio non va verso la gestione, che è comunque una cosa importante. Nei confronti di una squadra bisogna metterci anche la qualità che l'allenatore può trasmettere", ha infine concluso parlando delle necessità del Real Madrid per il post Arbeloa.