Bayern Monaco, Hoeness: “Guardiola ci ha detto di puntare su Kompany a occhi chiusi”
Da scommessa a certezza, la storia di Vincent Kompany. Sì perché quando il Bayern Monaco annunciò il suo arrivo nel maggio del 2024, l’accoglienza non fu certo delle più calorose. Il nome dell’ex difensore belga, reduce dalle prime esperienze in panchina, seppur positive nel Burnley e in patria nell'Anderlecht, lasciava spazio a più di qualche dubbio tra i tifosi e addetti ai lavori. Ma oggi, a distanza di quasi due stagioni, quel clima di scetticismo appare lontano anni luce.
L'allenatore 39enne si appresta infatti a chiudere il suo secondo anno alla guida dei bavaresi con numeri e risultati che parlano da soli: una Bundesliga già in bacheca, una seconda ormai a portata di mano e una Supercoppa di Germania. Un impatto immediato e continuo, certificato anche dalla media punti di 2,4 a partita, maturata nelle 98 gare ufficiali disputate fin qui.
KOMPANY, LA SCELTA VINCENTE DEL BAYERN - A raccontare i retroscena di quella scelta, rivelatasi poi vincente, è stato Uli Hoeness, figura storica del club, in un’intervista concessa alla rivista "Kicker". Il dirigente ha svelato come, prima dell’affondo decisivo, il Bayern avesse sondato diversi profili di alto livello, coinvolgendo anche l'attuale allenatore del Manchester City: "Quando abbiamo chiamato Pep Guardiola prima di ingaggiare Vincent e gli abbiamo chiesto cosa ne pensasse di lui, ci ha detto che potevamo prenderlo a occhi chiusi".
Ha poi spiegato: "All'inizio eravamo scettici, era il numero quattro o cinque con cui avevamo parlato. Penso prima a Julian Nagelsmann, Ralf Rangnick, Thomas Tuchel e anche a Oliver Glasner, che sarebbe venuto se il Crystal Palace lo avesse lasciato andare".
La svolta, come spesso accade, nasce da un’intuizione interna. Più precisamente da Max Eberl. Il primo incontro con Kompany è rimasto impresso nella memoria dei dirigenti presenti. "Il primo colloquio si è svolto al Käfer, con Herbert Hainer, Max, Christoph Freund, Vincent e suo padre, ex sindaco in Belgio. Dopo mezz'ora ho dato una gomitata a Max e ho alzato il pollice, sapevo: è lui! Ho poi detto a Max di portarsi dei vestiti per passare la notte lì, senza contratto non doveva tornare dalle trattative".
IL RINNOVO DEL BELGA E IL CITY ALLA PORTA - Non è un caso che, nell’ottobre successivo, sia arrivato il rinnovo fino al 2029. "Un incredibile atto di fiducia", come sottolinea ancora Hoeness, che ribadisce la volontà del club di puntare fortemente sull’allenatore belga.
Una mossa che a questo puynto, assume anche un valore strategico. Il Bayern ha voluto infatti blindare Kompany: "Si è trattato soprattutto di convinzione, il resto era solo un piccolo secondo fine. Volevamo esprimere che siamo totalmente convinti del suo lavoro e che è un allenatore in grado di entusiasmare a lungo la gente qui".