Benevento, Floro Flores: "La mia dote migliore è l'onestà. Tra dieci anni mi vedo in Serie A"

Benevento, Floro Flores: "La mia dote migliore è l'onestà. Tra dieci anni mi vedo in Serie A"
venerdì 15 maggio 2026, 14:00News Calcio
di Redazione
Le parole dell'allenatore del Benevento Antonio Floro Flores, ospite durante la puntata del vodcast "Sky Calcio Unplugged"

"La chiave è stata il presidente che ha avuto il coraggio di farmi lavorare in una società importante. Da quando sono entrato ho fatto solo 2 sconfitte, gli altri tutti pareggi e vittorie. Ho avuto una squadra di uomini e grandi giocatori". Così Antonio Floro Flores esordisce nel corso della puntata di Sky Calcio Unplugged, il vodcast di Sky Sport condotto da Lisa Offside, Gianluca di Marzio e Stefano Borghi. 

L'allenatore del Benevento ha svelato: "Tutto volevo fare tranne l'allenatore, perché stando nel calcio gli ultimi anni avevo vissuto male. Con la testa stavo male, poi a Bari è arrivato Grosso che mi piaceva per metodologia. Ho iniziato a vedere le partite in modo diverso, ora mi piace più fare l'allenatore che il giocatore".

METODO - Nelle sue prime esperienze da allenatore, Floro Flores ha iniziato a farsi la sua idea: "Amo la metodologia di Maresca e Guardiola, trasmetterla è la cosa più difficile. Sono arrivato e la squadra giocava 3-4-3, non potevo cambiare. Ho aspettato che perdessimo per cambiare, non mi sembrava giusto farlo subito. Prima di tutto dobbiamo adattarci ai giocatori, poi ogni allenatore ha le sue idee. La bravura, da parte nostra, è stata quella di far sentire importante anche chi giocava meno". 

IL RINNOVO CON L'UDINESE - In passato, quando era calciatore, Floro Flores voleva lasciare l'Udinese. Qualcosa, però, cambiò, ed è lui stesso a raccontare un retroscena: "Vero tutto tranne le cifre, al Genoa avrei preso anche di più. Oggi vedo il calcio in maniera diversa, capisco tanti errori che facevo. Volevo andare via, sì, volevo giocare perché amo questo gioco. Alla fine Gino Pozzo mi ha saputo convincere perché pensava che potessi raggiungere il sogno della Nazionale. Mai dirò una bugia a un mio giocatore, la mia bravura è stata quella di essere onesto". 

CALCIO ITALIANO - Un commento non può non toccare il momento delicato che sta vivendo il calcio italiano: "Dobbiamo ritornare ad essere quello che eravamo una volta. I talenti c'erano, non è cambiato il calcio italiano. Noi allenatori dobbiamo essere più bravi nel valorizzarli, non pensando solo all'altezza e alla fisicità". Infine, un pensiero al futuro: "Da qui a dieci anni mi vedo in Serie A"

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