Bologna, Fenucci: "Esonero Tedesco? La squadra non riusciva a interpretare quello che chiedeva"
Claudio Fenucci è intervenuto in conferenza stampa per commentare il cambio di guida tecnica del Bologna, arrivato dopo l'esonero di Domenico Tedesco e la scelta di Raffaele Palladino come nuovo allenatore rossoblù. L'amministratore delegato del club ha affrontato diversi temi legati alla decisione presa dalla società e al momento vissuto dalla squadra.
L'ad ha aperto così: "Con Tedesco abbiamo condiviso un percorso breve, abbiamo deciso di esonerarlo dopo 4 giornate di campionato. Una decisione fuori dalle nostre abitudini. Lo ringraziamo perché con lui abbiamo condiviso questi mesi e abbiamo avuto un rapporto umano di livello. Un professionista che ha provato a portare le sue metodologie, ma per diverse ragioni non hanno prodotto i risultati che speravamo. La decisione di sostituire così velocemente l'allenatore".
Spiegando così la decisione dell'esonero di Tedesco: "Con Sartori e Di Vaio vedendo le metodologie di lavoro, la proposta che il mister portava avanti e i riflessi sulle performance della squadra ci siamo preoccupati, perché pensavamo che la capacità di incidere del mister fosse inferiore alle attese. È una decisione tecnica, ma non deve risultare un giudizio sul metodo di lavoro del mister che ha funzionato in passato e funzionerà in futuro. La capacità di incidere sul nostro gruppo, però, non è stata quella che ci aspettavamo. Eravamo preoccupati dell'andamento della squadra, che si è sempre resa disponibile con l'allenatore, c'è stato un rapporto sempre corretto e professionale. Sembrava che la squadra non riuscisse a interpretare ciò che il mister volesse. Siccome pensiamo sia una squadra con delle doti e alla luce della disponibilità di un allenatore che avevamo già contattato in passato, con una sosta lunga all'orizzonte, abbiamo deciso di intervenire".
E proseguendo: "È stata una valutazione sulla capacità di incidere dell'allenatore. Abbiamo affrettato una decisione irrituale per la società. Con Sartori e Di Vaio ci siamo trovati di fronte a una decisione mai presa prima da noi in carriera. Siamo andati avanti rapidamente, contattando mister Palladino che ha dato subito disponibilità a fare un percorso lungo, segnato dalla comune volontà e ambizione di tornare a giocarci le nostre chance per rientrare in Europa o vivere serate come Roma. Servirà la disponibilità dei giocatori, anche per andare oltre i propri limiti, per raggiungere determinati risultati. La società non farà mai mancare il suo supporto finanziario".
Infine, la scelta di Palladino: "I dubbi sono nati strada facendo, anche dopo la partita di Napoli. Soprattutto il secondo tempo è stato molto difficile. Abbiamo poi avuto una riunione con il mister, Sartori e Di Vaio. Lui ci ha espresso alcune considerazioni con cambiamento di metodo e posizionamento dei giocatori. Ne è uscito un quadro un po' confuso, allora ci siamo riuniti: il rischio del cambio nelle settimane successive diventava alto. C'era il rischio di perdere un allenatore con cui avevamo avuto contatti. Abbiamo deciso così di accelerare la decisione perché avevamo la possibilità di portare Raffaele con noi. Abbiamo grande fiducia nelle sue capacità. Ci siamo parlati e abbiamo fatto un programma ambizioso per le nostre ambizioni. Prima volta che firmiamo un triennale con un'allenatore, c'è grande disponibilità per un percorso che possa dare tante soddisfazioni".