Bologna, Palladino si presenta: "Non sono venuto qui per una panchina, ma per un progetto"
Dopo appena quattro giornate il Bologna ha deciso di ripartire da zero, scegliendo Raffaele Palladino come successore di Domenico Tedesco. Nel giorno della sua presentazione, il nuovo allenatore rossoblù ha incontrato la stampa, rispondendo alle domande di giornalisti riguardo il suo nuovo incarico.
LA CONFERENZA STAMPA - Palladino ha spiegato di aver accettato la proposta del Bologna soprattutto per il progetto prospettato dalla società, sottolineando come non abbia considerato l'incarico soltanto come una nuova panchina da occupare. L'allenatore si è detto inoltre molto positivo rispetto alle prime sensazioni avute nell'ambiente rossoblù: "La società mi ha prospettato un progetto. Non sono venuto qui per una panchina, ma per un progetto. Sono molto felice perché ho avuto delle sensazioni bellissime, ho trovato un ambiente positivo che deve ritrovare l'entusiasmo perso. Sono carico e determinato per intraprendere questo percorso insieme".
Palladino ha poi parlato dell'assetto tattico che potrebbe adottare con il Bologna, sottolineando l'importanza della flessibilità e della possibilità di adattarsi alle caratteristiche dei giocatori a disposizione: "Nel mio percorso di allenatore ho cambiato diversi sistemi di gioco, ogni allenatore deve essere flessibile al cambiamento in base agli interpreti. Questa rosa credo sia stata costruita per giocare con una difesa a 4, ma credo possa giocare anche con una difesa a 3 essendoci ottimi esterni di fascia. Può essere una squadra camaleontica, ma sapete bene che il mio sistema di gioco è improntato sulla difesa a 3. Vedremo nel corso della stagione, ho visto grande disponibilità da parte del gruppo. Le basi ci sono per poter cambiare, bisogna lavorare a testa bassa con impegno e intensità. È un percorso lungo che parte da ieri, serve pazienza. Proverò a trasferire i miei principi nel più breve termine".
Palladino ha poi raccontato di aver già seguito dal vivo il Bologna, spiegando cosa lo aveva colpito nella gara contro la Lazio e soffermandosi sul poco tempo a disposizione prima della sfida di sabato. L'allenatore ha inoltre ribadito l'importanza di trasmettere alla squadra un'identità propositiva e di riaccendere l'entusiasmo dell'ambiente rossoblù: "Dal vivo ho visto una partita del Bologna, contro la Lazio. Volevo vedere principi nuovi e idee diverse degli allenatori. Non era andata bene, ma avevo visto un'idea di calcio nel tentativo di imporre il proprio gioco. Mi interessa stare il più possibile con la squadra: ieri abbiamo fatto un primo allenamento, oggi una doppia seduta. Voglio stare il più possibile con i ragazzi, conoscere le loro sensazioni. In tre giorni si può fare tanto, ma sono anche pochi per stare insieme. Ogni minuto è importante, considerando che abbiamo poche ore vista la partita di sabato.
"Bisogna dare tutto per questa maglia, per questi tifosi e per questo club. Non bisogna rinunciare a imporre il proprio gioco e cercare di essere una squadra propositiva. Dobbiamo dare qualcosa ai tifosi e alla società, bisogna ritrovare l'entusiasmo e quello che Bologna ha sempre avuto. Quando venivo qui a giocare contro il Bologna era dura, dobbiamo ritrovare questo", ha poi aggiunto.
Palladino ha poi aggiornato sulle condizioni di Orsolini, rientrato parzialmente in gruppo, e si è soffermato sull'importanza di avere più giocatori di qualità possibile a disposizione. L'ex Atalanta e Fiorentina ha inoltre spiegato i principi che intende trasmettere alla squadra nelle due fasi di gioco: "Orsolini è rientrato oggi in squadra, parzialmente. Vedremo per sabato, però ha risposto bene. Con Bernardeschi è una coppia formidabile, cercherò in tutti i modi di mettere giocatori di qualità. Più ne abbiamo, meglio è. Ci sono due fasi: possesso e non possesso. Bisogna essere chiari in fase di gioco mentre in fase di non possesso bisogna difendere tutti insieme. I primi difensori sono gli attaccanti. C'è una buona base per far capire questo e fare un buon lavoro insieme".
Il nuovo allenatore rossoblù ha quindi indicato nella gara di sabato il primo obiettivo, guardando anche alla successiva sosta di tre settimane come a un periodo importante per lavorare sulla condizione fisica e sui propri principi. Palladino ha ribadito inoltre la volontà di affrontare il percorso con ambizione, senza porsi limiti: "Il primo obiettivo è la partita di sabato che sarà importantissima. Poi proveremo a sfruttare la sosta, sarà quasi un ritiro visto che ci saranno tre settimane. Bisognerà migliorare la condizione fisica, i carichi di lavoro saranno diversi. È importante avere un'ottima condizione fisica per quello che richiedo io, dobbiamo prendere gli avversari in avanti e cercare di recuperare palla il prima possibile. L'obiettivo mio e dello staff è far tornare l'entusiasmo, non dobbiamo porci limiti ed essere ambiziosi. Non dobbiamo guardare la classifica: testa bassa e pedalare".
Palladino ha poi spiegato cosa lo abbia convinto ad accettare la proposta del Bologna, parlando della fiducia ricevuta dalla società e della volontà di aprire un nuovo ciclo. L'allenatore ha ripercorso anche le tappe principali della propria carriera da allenatore, sottolineando come in questo momento tutta la sua attenzione sia rivolta alla nuova avventura in rossoblù: "Essere a Bologna significa aver accettato un progetto. È qualcosa che mi stimola tanto perché ho sentito fiducia, ci siamo messi d'accordo in poco tempo. Ho sentito qualcosa che vibrava dentro, sentivo fosse il posto giusto. Avevo il bisogno di un posto dove poter crescere, cercare di aprire un nuovo ciclo. Io e la società siamo ambiziosi, dobbiamo ambire a qualcosa di importante per questo club. È doveroso far tornare a credere in questo. La mia carriera? Monza mi ha lanciato nel grande calcio, Firenze è stato un anno di grande formazione e lo scorso anno è stato un anno di esperienza in Champions fantastico. Adesso la mia testa è sul Bologna".