Brasile, Ancelotti: "Non mi aspettavo tanto affetto, le mie aspettative sono state superate"

Brasile, Ancelotti: "Non mi aspettavo tanto affetto, le mie aspettative sono state superate"TUTTOmercatoWEB.com
Carlo Ancelotti
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Oggi alle 09:55News Calcio
di Filippo Tezza
L'intervista del commissario tecnico del Brasile a Sportweek a poche ore dall'esordio ai Mondiali contro il Marocco

Il Brasile farà il suo esordio ai Mondiali nella notte italiana tra sabato e domenica contro il Marocco e a poche ore dal match Carlo Ancelotti è stato intervistato da Sportweek. L'allenatore è il primo straniero a guidare la Nazionale verdeoro al Mondiale e ha analizzato il suo primo periodo sulla panchina del Brasile, oltre a sottolineare le emozioni a poche ore dall'esordio.

SENSAZIONI - Il C.T verdeoro si è detto stupito dall'accoglienza che gli hanno riservatoi brasiliani: "Le sensazioni sono molto positive, tutto tranquillo. Bell’ambiente. Stiamo bene,albergo piacevole e ci alleniamo al centro sportivo della Red Bull, nuovissimo. Eccezionale, grande livello. Con il Brasile mi sono trovato subito benissimo. Se devo essere sincero, le mie aspettative, che ovviamente erano già positive, sono state largamente superate".

RESPONSABILITÀ - Brasile che ha paragonato al Real Madrid: "Guido la nazionale che vanta il maggior numero di partecipazioni, il Brasile non ha mai saltato un Mondiale. La cosa è molto sentita, mi sembra di essere tornato ai tempi dello sbarco al Real Madrid, nel 2013: lì c'era l'ossessione per la conquista della Décima, che mancava dal 2002 e che portammo al Bernabeu nel 2014. Qui al Brasile c'è grande pressione, che vuol dire anche grande responsabilità e grande ambizione".

ACCOGLIENZA - Sul popolo e sulla nazionale verdeoro ha detto: "Non mi aspettavo tanto affetto, davvero. Sono molto amato, o almeno mi sento molto amato e la cosa mi provoca grandissimo piacere. Il Brasile lo vedi nel Carnevale: prima di tutto l’allegria, poi grande energia e voglia di stare insieme, e super organizzazione, perché il Carnevale, soprattutto quello di Rio, è una macchina perfetta nei tempi, nella costruzione dell’evento, nella scenografia. Questo è il Brasile. Aggiungo una nota sull’umiltà, che caratterizza quello che è veramente un bel popolo".

FUTURO - Poi su ciò che verrà dopo i Mondiali: "Se vogliamo fare due conti arriverò al Mondiale del 2034 a 75 anni e nel 2038 a 79. Io per carattere vivo sempre il momento: penso poco al passato e poco al futuro. Il presente mi piace e mi diverto, anche se arriveranno giorni di tensione e difficoltà"

NEYMAR - D'obbligo una domanda sul giocatore più atteso del Brasile, che sta cercando di recuperare dai problemi fisici per esserci: "Sta recuperando. Ha una gran voglia di farlo. Non so se sarà pronto per la prima partita ma per la seconda sì". 

ITALIA E GUARDIOLA - Infine, sull'assenza della nazionale italiana al torneo: "Manca l'Italia ed è triste. Guardiola in panchina? Lo vedrei benissimo, sarebbe un grande colpo, eccome. Intanto però voglio fare un grande in bocca al lupo a Silvio Baldini, che è un mio grande amico. Eravamo insieme al corso di Coverciano"