Calafiori campione con l'Arsenal: "Gufare il City è stato bellissimo. Guarderò la Roma domenica, è troppo importante"
L'Arsenal torna sul tetto d'Inghilterra ventidue anni dopo l'ultima volta e tra i grandi protagonisti di questa cavalcata trionfale c'è Riccardo Calafiori. Il difensore, intervenuto ai microfoni di Sky Sport, ha raccontato tutte le emozioni vissute in questi giorni frenetici, tra i festeggiamenti per il titolo, un compleanno indimenticabile e il mirino già puntato sulla finalissima di Champions League.
IL TITOLO DAL DIVANO E IL COMPLEANNO PERFETTO - La vittoria della Premier League è arrivata in maniera inusuale, senza scendere in campo ma attendendo il passo falso del Manchester City. Uno scenario che, contrariamente a quanto si possa pensare, ha reso tutto ancora più speciale per l'ex Bologna, che ha potuto festeggiare il suo compleanno nel migliore dei modi: "Il compleanno? È andato benissimo, è stata una festa che sarà difficile eguagliare", ha confessato Calafiori ai microfoni di Sky.
"Cosa ho pensato nel momento della vittoria? È stato molto emozionante, per certi versi è stato addirittura meglio averla vinta così che sul campo. Gufare il City è stato bellissimo!" commenta ridendo il difensore. "A volte, quando aspetti così tanto una cosa, nel momento in cui la realizzi non è bella come te la immaginavi. Ma vincerla in questo modo, secondo me, è stato ancora più bello".
IL RAPPORTO CON ARTETA E IL SOGNO CHAMPIONS - Fondamentale per il suo inserimento e per il trionfo dei Gunners è stato il feeling con Mikel Arteta e con il resto del gruppo. Un legame solido, fatto anche di pretese altissime e metodi rigorosi. "Il mio contributo? Penso di averlo dato, mi riesce bene. Il mister lo sa, ma secondo me in questa squadra ognuno riesce a esprimersi al meglio". E proprio sull'allenatore spagnolo aggiunge con un sorriso: "Non so cosa veda in me, ma io lo ascolto. A volte lo odio, a volte gli voglio bene".
Adesso, però, non c'è tempo per accontentarsi. All'orizzonte c'è l'attesissima finale di Champions League contro il Paris Saint-Germain di Luis Enrique. "Sembra ancora un sogno, non me lo sarei mai immaginato. Ora che ci sono, spero di alzare anche l'altra coppa".
LA FERITA AZZURRA E L'AMORE PER ROMA E BOLOGNA - Se con il club le soddisfazioni sono immense, a livello di Nazionale resta addosso l'amarezza per le recenti delusioni. Il trionfo in Inghilterra sta però aiutando a rimarginare la ferita sportiva. "Sì, questo finale di stagione la cura. Ho avuto un mese di marzo molto complesso. Un assistente di Arteta mi disse che mi sarebbe successo qualcosa di bello, e così è stato. Spero possa succedere qualcos'altro di bello ora. Però farò fatica a seguire il Mondiale dei miei compagni, non so se guarderò le partite".
Nonostante la lontananza e i nuovi traguardi, il legame con la Serie A resta fortissimo, in particolare con le piazze a cui è più legato. "Roma e Bologna? Le guardo tutte. Spero di affrontarle da avversario in Champions League, ne sarei davvero contento". E sull'imminente e decisivo impegno dei giallorossi assicura: "Starò festeggiando per il titolo, ma in qualche modo la partita me la guarderò sul telefono, è troppo importante".