Calendario Serie A, Simonelli: "Stop ai derby nelle ultime giornate"

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Oggi alle 11:16News Calcio
di Redazione
Dopo i casi di Roma e Torino, il presidente della Lega Serie A Simonelli annuncia una stretta sulla compilazione del calendario

Dopo le polemiche legate ai derby di Roma e Torino, la Lega Serie A prepara una revisione dei criteri con cui vengono costruiti i calendari del campionato. Due episodi diversi, ma entrambi finiti al centro del dibattito: da una parte la sovrapposizione del derby della Capitale con un grande evento sportivo come gli Internazionali d’Italia, dall’altra il derby della Mole segnato da tensioni fuori dallo stadio e da un grave malore che ha condizionato anche lo svolgimento della gara.

Una gestione complessa che ha riacceso il tema dell’organizzazione delle ultime giornate di campionato, spesso decisive per la classifica ma anche più esposte a criticità logistiche e di ordine pubblico. Per questo la Lega prova ora a intervenire direttamente sul sistema di compilazione del calendario per ridurre il rischio di situazioni simili.

IL NUOVO CRITERIO PER I CALENDARI - Ezio Simonelli ha annunciato a Radio Anch’Io su Radio1 l’intenzione di cambiare approccio nella stesura delle giornate finali: “È una cosa su cui dobbiamo ragionare seriamente quando diamo le oltre 400 variabili a chi costruisce il calendario. Inseriremo sicuramente un parametro per evitare che i derby capitino a fine stagione”. Il presidente della Lega Serie A ha però chiarito che non si tratta di una soluzione assoluta: “La perfezione non esiste, ma dobbiamo provare a ridurre al minimo situazioni delicate nelle ultime giornate. È una questione di equilibrio tra aspetti sportivi e non sportivi”.

I CASI DI ROMA E TORINO - Simonelli è tornato anche sul derby della Capitale e sulla sovrapposizione con gli Internazionali d’Italia: Avere Roma-Lazio nello stesso giorno di un evento così importante ha creato qualche problema, poi risolto. Abbiamo scelto di anticipare la partita alle 12 per evitare ulteriori complicazioni e rasserenare il contesto”. Poi il riferimento a quanto accaduto a Torino: “Dispiace che episodi di violenza e comportamenti di pochi possano condizionare il campionato. Il mio ringraziamento va alle forze dell’ordine e alla maggior parte dei tifosi che vivono lo stadio in modo corretto”.

“BASTA CONDIZIONAMENTI DALLE CURVE” - Il presidente ha poi allargato il discorso al ruolo delle tifoserie organizzate: “Trovo surreale che una parte minoritaria possa pensare di avere il diritto di decidere se una partita si gioca o no. Questo non è accettabile”. E ancora: “Non ho mai condiviso la sudditanza psicologica che a volte società e giocatori hanno verso certe frange. I tifosi sono tutti quelli che riempiono lo stadio, non solo una parte. È un principio che va chiarito una volta per tutte”.