Catanzaro, Aquilani: “Finale che vale tutto. Cuore, coraggio e identità: così possiamo farcela”

Catanzaro, Aquilani: “Finale che vale tutto. Cuore, coraggio e identità: così possiamo farcela”
Oggi alle 16:30News Calcio
di Carlo Mignolli
L'allenatore giallorosso presenta la sfida d’andata contro il Monza: “Siamo arrivati dove volevamo. Ora serve umiltà, ma anche personalità”

Il Catanzaro è a 180 minuti da una pagina di storia. Domani sera, allo stadio "Ceravolo", i giallorossi ospiteranno il Monza nella gara d’andata della finale playoff di Serie B: un doppio confronto che mette in palio la Serie A, categoria che ai calabresi manca dalla stagione 1982-83.

Dall’altra parte ci sarà il Monza di Paolo Bianco, costruito per risalire immediatamente dopo la retrocessione dello scorso anno, capace di eliminare la Juve Stabia e di presentarsi all’ultimo atto con una rosa profonda e ricca di qualità. Alla vigilia, in conferenza stampa, l'allenatore del Catanzaro, Alberto Aquilani, ha raccontato emozioni, sensazioni e insidie di una sfida che può cambiare tutto.

“SIAMO ARRIVATI DOVE VOLEVAMO” - “Siamo arrivati all’atto finale, qualcosa che dentro di noi credevamo possibile. Vedevamo una squadra con qualità importanti, anche se lo dicevamo poco. Questa è la partita che volevamo giocare tutti, dal valore inspiegabile”. Aquilani sottolinea il percorso fatto: “Ci siamo arrivati con la nostra forza e con le nostre idee, ed è questo che mi rende più orgoglioso. Ora dobbiamo continuare così, con coraggio e tenacia”. La preparazione è stata inevitabilmente condizionata dai tempi stretti: “Si lavora più con i video che in campo, ma vedo i ragazzi concentrati, con grande voglia di giocare una partita del genere”.

⁠IL MONZA E LA NECESSITÀ DI RESTARE UMILI - Affrontiamo una squadra fortissima, costruita per la Serie A. Hanno qualità, esperienza e una rosa profonda. Non sono qui per caso”. Aquilani alza il livello di attenzione: “Serve massimo rispetto. Dobbiamo essere umili, ricordarci da dove veniamo e il percorso fatto. Se continuiamo così, ce la giocheremo, ma se pensiamo che sia tutto scontato, non abbiamo capito niente”. E ribadisce: “Siamo noi gli intrusi, loro partivano con l’obiettivo della promozione, ma questa leggerezza mentale può aiutarci a giocare meglio”.

⁠TRA ADRENALINA E CUORE: “QUESTE PARTITE SI PREPARANO DA SOLE” - L'allenatore romano non ha dubbi sull’approccio emotivo: “Quando giochi queste gare si azzera tutto. L’adrenalina, lo stadio pieno, il pensiero di raggiungere qualcosa di grande ti danno energie extra”. E aggiunge che da Palermo in avanti: “Abbiamo dormito poco, ma è normale. L’emozione è forte, ma già il giorno dopo eravamo pronti. Domani bisogna ascoltare più il cuore che le gambe”. Una squadra che, secondo Aquilani, arriva pronta: “Abbiamo qualità tecniche e morali. I ragazzi lo dimostrano da inizio anno”.

IDENTITÀ E CONSAPEVOLEZZA: “NON CI SNATURIAMO” - Il Catanzaro non cambierà pelle neanche in finale: “Non abbiamo mai pensato di sacrificare il nostro modo di giocare per il risultato. Crediamo in quello che facciamo e lo portiamo avanti sempre”. La semifinale con il Palermo ha lasciato qualcosa: Ci ha dato ancora più certezze, queste partite si vincono con tante componenti: gioco, mentalità, durezza nei momenti difficili. Bisogna rimanere lì, senza spostarsi di un centimetro”. Sulla gestione della doppia sfida non si sbilancia: “Pensiamo solo a domani. È una finale, ma su 180 minuti”.

⁠“QUALCOSA DI MAGICO”: IL GRUPPO E L’EMOZIONE - L’immagine delle lacrime dopo Palermo è simbolica: “Non c’è niente di costruito, è tutto naturale. Quando succedono queste cose nasce qualcosa di magico”. Il gruppo è la vera forza: “Siamo arrivati qui anche grazie a questo. Ora manca l’ultimo scalino, ma dobbiamo restare con i piedi per terra”. Un pensiero anche al pubblico: “Il Ceravolo sarà il nostro dodicesimo uomo, ci darà una spinta fondamentale”.

CONDIZIONE DELLA SQUADRA - La condizione fisica sarà da monitorare: “È la quarta partita in pochi giorni, ma è una finale. L’energia arriva da dentro. Valuteremo le rotazioni, perché abbiamo anche il ritorno. Favasuli dopo il colpo al naso valuterà se indossare o meno una mascherina ma ci sarà”. Sulla filosofia di gioco: “Dobbiamo fare le nostre cose, quelle che ci hanno portato fin qui. I ragazzi devono credere di essere forti, perché lo sono”.
E chiude con una convinzione: “Quando dai tutto, non perdi mai. E queste occasioni vanno vissute fino in fondo, perché non sai se ricapitano”.