Juventus, Spalletti: "Non mi è mai passato per la testa di dare le dimissioni"

Juventus, Spalletti: "Non mi è mai passato per la testa di dare le dimissioni"TUTTOmercatoWEB.com
Luciano Spalletti
Oggi alle 17:20News Calcio
di Redazione
Le parole dell'allenatore della Juventus nella conferenza stampa della vigilia del derby contro il Torino dell'ultima giornata

"Mi aspetto una prestazione degna di quello che è successo questa settimana e degna di quella che è l'importanza di questa partita perché è un derby. Mi aspetto questa reazione corretta. Non mi è mai passato per la testa di dare le dimissioni. Anche questo fatto di firma, firma, firma. Poi dimissioni, dimissioni, dimissioni,...Al massimo con un risultato così passa per la testa di mettersi a disposizione", ha spiegato in conferenza stampa Luciano Spalletti.  Solo 90 minuti separano la Juventus da quello che sarà il proprio destino nella prossima stagione. La vittoria nel derby contro il Torino sarà necessaria per credere fino alla fine alla qualificazione in Champions League, ma non sufficiente. Dopo la sconfitta contro la Fiorentina dell'ultima giornata, infatti, la Juventus è sesta e deve sperare in buone notizie dagli altri campi (qui le possibili combinazioni).

"Io non ho chieso di parlare con nessuno, è tutto programmato con la società, succede tutte le settimane. Ora succederà di più per andare a ottimizzare una programmazione corretta per il futuro. Il percorso che dobbiamo fare rimarrà invariato in un modo o nell'altro. Bisogna usare la testa e casomai essere ancora più motivati a ribaltare quello che ci è successo, perché è una cosa che può succedere e noi dovremo essere bravi a ripartire. Non c'è più tanto tempo per sistemare le cose. Dobbiamo avere l'intelligenza di vedere le cose in maniera equilibrata e mettere in atto il piano più corretto per il futuro. Questo è fondamentale", ha proseguito soffermandosi sulle ultime prestazioni. 

SUL FUTURO - Non manca anche uno sguardo al futuro: "Non dipenderà da niente. Programmare significa avere il coraggio di guardare oltre il risultato perché c'è sempre un progetto dietro e mettere le basi per costruire un futuro che sia come quello che ci auspichiamo. Si entra nel raionamento e si va poi a dare uno sviluppo, tentare di costruire quello che abbiamo detto anche precedentemente. Non cambia nulla un punto in più o in meno. Noi vogliamo creare la possibilità di lottare per qualcosa importante sia che siamo in Champions sia che non lo siamo. Siamo dispiaciuti per quel risultato non fatto però poi il traguardo non è una speranza ma una cosa concreta che è dentro il campo di domani. Noi abbiamo solo una soluzione e possibilità di vincere la partita di domani. Tutti i discorsi sono fatti per andare a giocare una partita migliore rispetto a quella con la Fiorentina e mettere tutto in campo per portare a casa il risultato".

 "Non aspettatevi nemmeno voi cambiamenti, non ce ne saranno - ha proseguito l'allenatore boanconero -. Ti dico ciò che succede, forse sbagliando mettendo sul tavolo uno stato d'animo perché quando la squadra non fa cosa vorrei ci rimango male. Da parte di rapporti con la società c'è voglia di continuare insieme. Dal mio punto di vista, se non c'è qualcodsa di diverso da quello che so, è tutto a posto. A me la società fa vedere che ha fiducia in me e io ne ho di loro. Abbiamo il dispiacere di questa partita ma allo stesos tempo siamo stimolati dal fare bene e andare avanti in maniera importante. Ci sarà da andare a creare un presupposto, una squadra di livello che possa dare la possibilità ai tifosi di sentirsi protetti e di sentire di avere a che fare con una squadra importante".

SULLA SOCIETA' - Non manca un passaggio sul rapporto con la società: "Il rapporto tra me e Comolli è semplice: stiamo insieme, parliamo come abbiamo fatto oggi a pranzo o l'altro ieri mattina. Abbiamo parlato di cosa era successo e di altri momenti. Nel nostro rapporto diventa fondamentale che io voglio partecipare alla creazione della futura squadra della Juve, ognuno dirà i suoi punti di vista tutto nel tentativo di fare una squadra più forte. Poi contunua ad andare a posto, il rapporto progesue. Le cose importanti sono di avere un punto di vista obiettivo e coerente, unito su quelle che sono le visioni della squadra e future della Juventus. Può essere che qualche volta ci si scontra perché ognuno mantiene la propria opinione ma semore oer cercare di creare una squadra più forte".

E ancora: "Ho trovato una società che anche questa settimana ha parlato di come migliorare le strutture. Questo è stimolante perché dobbiamo essere all'altezza del luogo in cui operiamo. Mi aspettavo una squadra che mi desse delle risposte tecniche e tatiche e le ho ricevute. C'è stato un certo punto in cui pensavo di mantenere un livello alto e poi sono dovuto venire a dire di essere sorpreso di non trovarci quello che c'era in quella partita e cosa avevamo preparato. Poi pensavo di farcela a determinare qualcosa di importante. Ancora è tutto nel campo di domani, andiamo a completare il nostro dovere. Domani sera dopo la partita si farannoa altre valutazioni ma sarà della stessa idea pertché le valutazioni vanno fatte profonde e non in base solo all'episodio che ti cambia i connotati della partita. Secondo me aver scelto la Juventus è stata la scelta giusta".

SUL DERBY - Confermate le brutte notizie delle scorse ore: Spalletti dovrà fare a meno del suo numero 10. Arriva l'annuncio anche in conferenza stampa: "Yildiz non è a disposizione, Thuram sì. La formazione la dirò domani".

Sarà quindi una partita particolare, perché si sa che il derby ha sempre un sapore diverso. "Rispetto D'Aversa, lo conosco e lo stimo. Gli faccio i complimenti per cosa sta facendo a Torino, da quando è venuto lui è ancora più marcato il suo stile nella squadra. Il derby di Torino è qualcosa di diverso da cosa ho vissuto a Milano e Roma. Ci sono due squadre agli antipodi. Questo è quello che si racconta da qualche anno. Poi arriva la partita, le squadre scendono in campo e c'è un premio importante. Ci sono due squadre che sono di livello top per i tifosi, la storia del calcio, quello che è successo ai due club che fa luccicare un po' gli occhi a tutti. Bisogna affrontarlo e andare a vincerlo. Non sarà una partita facile. Il sapore del derby si andrà a vivere e sentire addosso e rispettare per l'importanza della città".

SULL'ASPETTO MENTALE - Sarà importante anche arrivarci al meglio sotto l'aspetto mentale a questo importante match: "Non siamo stati nervosi, abbiamo analizzato tutto. Siamo dispiaciuti, poi si decide di fare un percorso che in base alla fatica mentale e fisica fatta abbiamo deciso di farli recuperare ieri. Però senza nervosismo. Un'altra parola che ci hanno attribuito è 'spogliatoio spaccato', 'squadra allo sbando', tutto dipende da una partita. Io la vivo come qualsiasi altra persona a cui è successa una cosa del genere. Puoi dare attenuanti per creare nervosismo oppure te lo porti a casa e rifletti sulle situazioni che provi, su quelle che sono le cose che determinano la partita. Poi determina tanto una partita vinta o persa. Ho passato delle notti senza vita, quando la mia squadra non esprime bene il lavoro fatto in settimana. Sono dispiaciuto e naturalmente questo mi condiziona un po' la vita in generale". 

E poi sulle critiche ha commentato: "Il calcio ora consuma tutto velocemente. Per me non è così: io non scarico le mie delusioni sui calciatori. Le mie responsabilità me le prendo. Sono il primo a criticare me stesso. Poi posso dire che è il careattere che fa la differenza. Il carattere serve per dominare te stesso dentro la confusione, il caos, la pressione. Il carattere fa vedere se sei protagonista di te stesso oppure no e non si vede in una reazione di sopravvivenza ma nella gestione dei momenti quando tutto è spento e nessuno ti guarda o ti abbia. Lì trovi il carattere che ti forgia a essere sempre lo stesso e non perdere la tua postura, identità nel contesto in cui sei chiamato a operare. Con il carattere prendi quei colori lì, non ci può essere una partita, una pressione. Sotto questo aspetto dobbiamo fare dei passi in avanti. Qualsiasi cosa succeda dopo la partita domani non verrò a criticare i miei calciatori perché rispetto loro e voglio bene a loro. Hanno anche fatto bene in questo pezzo di campionato che ho passato con loro. Poi ci sono questi momenti che ci sono costati dei risultati che ci pesano ma l'analisi viene fatta in generale. Il mio pensiero è di aver fatto buone cose e di essere cresciuti".

Poi ha concluso: "Il rammarico non c'è in quelle partite in cui non siamo risuciti a vincere ma avevamo fatto la prestazione. Il rammarico è quello di non esser riusciti a essere noi stessi per quello che avevamo fatto vedere nel nostro èercorso e non aver fatto la stessa mole di gioco che ci aveva contraddistinto in tutto questo periodo. La spiegazione da un punto di vista mio è sempre la stessa: devo guardare quello che la squadra proprone e come si presenta in campo e prendere le mie responsabilità. Di fronte a loro sono sempre stato convinto di parlare a degli uomini, li ho sempre tarttati così perché non sono degli esecutori. Andare a toccare la loro testa e il cuore fa arrivare a un livello superiore. Sono queste le componeneti che ti fanno andare a toccare situazioni che non ti aspetti. Per me non conta trovare degli alibi e andare a dare responsabilità agli altri. Dobbiamo poi fare delle analisi e trarre conclusioni ma se io presento una squadra in campo in questa sfida importante l'analisi la devo fare per forza. Devo anche fare die pensieri su quelle che pososno essere difficoltà a volte caratteriali. Tutto ciò che abbiamo fatto insieme non diventa sbagliato dopo una sola partita. Ci sono analisi più profonde che mi permetotno di programmare il futuro in maniera meno emotiva o dipendente da una sola partita o un solo gol, come si fa ora nel calcio. L'episodio ora può ribaltare tutto, abbiamo pronte delle soluzioni, il kit che usiamo in base a quello che è successo nella partita".