Catanzaro, sogno sfiorato: le lacrime di Iemmello e Aquilani raccontano una stagione storica

Catanzaro, sogno sfiorato: le lacrime di Iemmello e Aquilani raccontano una stagione storica
Alberto Aquilani
© foto di Us Catanzaro
Oggi alle 13:45News Calcio
di Carlo Mignolli
Dall’impresa sfiorata contro il Monza alla crescita di un progetto solido: il Catanzaro esce tra gli applausi e si prende il futuro

Le lacrime raccontano più di mille parole. Quelle di Pietro Iemmello e di Alberto Aquilani, al triplice fischio di Monza-Catanzaro, sono l’immagine più potente di una stagione straordinaria. I giallorossi accarezzano un’impresa che avrebbe avuto il sapore della leggenda: ribaltare lo 0-2 dell’andata e conquistare una promozione che sembrava impossibile. Finisce 2-2, con il Monza premiato dal miglior piazzamento in classifica, ma la sensazione è che qualcosa di enorme sia stato comunque costruito.

Nel boato finale dello stadio, l’abbraccio tra Bianco e Aquilani vale quanto una vittoria. L’allenatore del Monza riconosce il valore dell’avversario, mentre dalla sala stampa partono applausi spontanei per un un gruppo - quello giallorosso - che ha sfiorato la storia. Il Catanzaro esce sconfitto nel risultato, ma vincente nella percezione: una squadra capace di ribaltare le gerarchie, di giocarsela senza paura e di lasciare il segno.

AQUILANI, IL CORAGGIO DELLE IDEE - C’è la firma di Alberto Aquilani su questa cavalcata. Arrivato tra dubbi e curiosità, dopo un avvio complicato fatto di sette pareggi e una sconfitta nelle prime otto giornate, ha trovato nel presidente Floriano Noto un alleato fondamentale. Fiducia totale, anche quando i risultati non arrivavano. Da lì è nato tutto. Aquilani non ha tradito la sua identità, ma l’ha resa più concreta, più pragmatica. Da ottobre in poi il Catanzaro ha cambiato marcia: gioco riconoscibile, crescita costante, fino a chiudere al quinto posto e conquistare una storica finale playoff. Un percorso che racconta la maturazione di un allenatore giovane, capace di trasformare le difficoltà in un punto di forza.

GIOVANI ED ESPERIENZA: L’EQUILIBRIO PERFETTO - Il segreto del Catanzaro sta nell’alchimia. Da una parte i veterani, dall’altra una nuova generazione di talenti. Pietro Iemmello è il simbolo: catanzarese, capitano, leader emotivo. Accanto a lui uomini di esperienza come Brighenti, Pontisso e Petriccione, fondamentali per dare stabilità. Poi i giovani, tanti e valorizzati come poche altre squadre in Italia. Da Cisse, classe 2006 protagonista nella prima parte di stagione, a Liberali (2007), diventato titolare e decisivo nella seconda parte di stagione. Senza dimenticare Rispoli, Alesi e soprattutto Favasuli, calabrese di Africo, cresciuti in modo esponenziale fino ad arrivare nel giro delle nazionali. Una scelta chiara, identitaria, che ha attirato l’attenzione di tutto il calcio italiano: puntare sui giovani, soprattutto italiani, senza rinunciare alla competitività.

LA VISIONE DI NOTO E IL LAVORO DI POLITO - Dietro il campo c’è una società che ha costruito con pazienza. Il presidente Floriano Noto, catanzarese, ha dato continuità e visione: dai lavori dello stadio “Ceravolo” al progetto del nuovo centro sportivo, fino alla scelta di un allenatore giovane e coerente con l’idea di calcio del club. Fondamentale anche il lavoro del direttore sportivo Ciro Polito, che ha costruito una rosa equilibrata, sostenibile e funzionale al progetto tecnico. Una struttura solida che ha permesso al Catanzaro di crescere senza stravolgersi.

DAL DOLORE DI MONZA ALLE CERTEZZE CONSOLIDATE - Il Catanzaro esce da Monza con le lacrime negli occhi di ogni calciatore, ma con una consapevolezza nuova. Questa squadra ha scritto una pagina importante della propria storia e ha acceso qualcosa che va oltre una singola stagione. Tre playoff consecutivi in tre anni - due semifinali e una finale - raccontano una continuità rara. Un percorso che sta trasformando il Catanzaro in una delle realtà più interessanti del panorama calcistico italiano. La città si riconosce in questa squadra e il legame tra tifosi e gruppo è diventato sempre più forte, quasi viscerale, come dimostrato anche sugli spalti a Monza. Catanzaro porterà dentro questa stagione come un patrimonio emotivo e sportivo: una squadra che entra nella storia, che ha fatto sognare e che ha costruito qualcosa destinato a durare. Certe sconfitte non chiudono un ciclo, lo aprono.