Benitez: "Arsenal-PSG, occhio all'intensità. Io allenatore della Nazionale? Mi piacerebbe"
Rafa Benitez ha fatto il punto sui temi più caldi del calcio internazionale e italiano ai microfoni di Sky Sport. L'allenatore spagnolo, reduce dall'esperienza nel campionato greco, ha analizzato l'imminente finale di Champions League tra Arsenal e PSG, per poi soffermarsi sulle dinamiche della Serie A, dalla nuova panchina del Napoli fino all'ascesa dei suoi ex giocatori diventati allenatori.
LA FINALE DI CHAMPIONS - L'atto conclusivo della massima competizione europea vedrà di fronte due connazionali di Benitez: Mikel Arteta e Luis Enrique. Una sfida che, secondo l'ex allenatore di Liverpool e Napoli, si giocherà sul filo del ritmo e dell'atteggiamento: "È evidente che gli allenatori spagnoli stiano facendo molto bene in Europa", ha esordito Benitez. "Credo che vedremo una finale tra due squadre che fanno dell'intensità il loro punto di forza. Se l'Arsenal non cambierà atteggiamento rispetto all'ultima sfida contro i parigini, il PSG, con la sua pressione alta, potrebbe approfittare degli errori concessi in fase difensiva".
A fare la differenza sarà anche la cura maniacale delle abitudini: "In sfide come questa devi infondere fiducia ai giocatori mantenendo la solita routine, senza stravolgere nulla, altrimenti subentra l'ansia". E sui singoli, Benitez non ha dubbi su dove si deciderà il match: "Kvaratskhelia ha fatto la differenza quest'anno con i suoi 10 gol nella fase a eliminazione diretta, ma il PSG ha Vitinha che sta giocando molto bene. Se Declan Rice riuscirà a controllarlo, lì si potrebbe decidere la partita. Anche se, con le squadre così alte, saranno gli attaccanti a fare davvero la differenza".
FUTURO IN PANCHINA E IL NAPOLI - Uno sguardo, inevitabilmente, è andato anche al suo ex Napoli e alla scelta del presidente Aurelio De Laurentiis di affidare la panchina a Massimiliano Allegri per il nuovo corso: "De Laurentiis è molto scaltro e sa bene che Allegri ha grande esperienza. Sostituire o cercare un allenatore del livello di Conte non era facile, ma credo che lui lo abbia trovato in Allegri".
Sul suo futuro personale e sulla suggestione, lanciata dal Ministro Abodi, di un approdo sulla panchina dell'Italia, Benitez non chiude le porte: "Sto imparando e migliorando il mio italiano. A parte gli scherzi, allenare una Nazionale in futuro può essere un'opzione concreta per me. Preparare un Mondiale o un Europeo rappresenta una sfida molto affascinante. Per ora aspetto un'opportunità per continuare a crescere. Io allenatore della nazionale? Lo farei volentieri". Spazio anche per una riflessione sui lavori della UEFA, dove si è discusso molto di calendari intasati: "Si giocano troppe partite, i giocatori hanno bisogno di tempo per riposare e recuperare mentalmente".
CHIVU - Infine, interrogato sui profili emergenti e sui suoi ex calciatori passati dal campo alla panchina, Benitez ha speso parole di grande elogio per Cristian Chivu, da lui allenato ai tempi dell'Inter: "Quando era un mio giocatore era molto intelligente, ma onestamente all'epoca non lo immaginavo nelle vesti di allenatore. All'inizio si diceva che avrebbe fatto fatica per via della poca esperienza, ma devo dire che ha dimostrato grande intelligenza. Ha tra le mani una squadra forte e, quando le cose stanno così, il compito diventa più facile. Se cerchi di inventare cose strane ti complichi la vita, ma con una rosa competitiva e un allenatore intelligente, i campionati si vincono".