Inter, senti Dimarco: "Giocare nella propria squadra del cuore è la cosa più bella"

Inter, senti Dimarco: "Giocare nella propria squadra del cuore è la cosa più bella"TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 10:40News Calcio
di Simone Bianchi
L'intervista di Federico Dimarco a DAZN. Tra passato, presente e promesse per il futuro, senza dimenticare i momenti più difficili

Dopo una stagione conclusa con il Double, Federico Dimarco si è concesso a DAZN per una lunga intervista. Un'occhiata all'annata appena conclusa, uno sguardo al futuro e una riflessione sui momenti più difficili. "Quando giochi nella tua squadra del cuore, è la cosa più bella". Interista, prima che calciatore dell'Inter, 'Dimash' è stato premiato come MVP della stagione anche grazie al suo record di assist in Serie A, ben 18. "Quando mi avvicinavo al record, cercavo un po' più l'assist che il gol. Quando fece gol a Torino, Thuram mi disse: 'Allora, lo raggiungiamo insieme il record?'. E infatti il 17° assist è stato per lui".

Ma non solo. Una riflessione anche sul ruolo: "Mi sento un giocatore di fascia che fa entrambe le fasi. Quella offensiva, ovviamente, è più divertente, ma sono migliorato in generale nella costanza. In tutte le partite che ho fatto ho sempre cercato di essere continuo nei 90' e penso si sia visto. Si può sempre imparare qualcosa da un allenatore, o con qualsiasi modulo di gioco. Non è che se dovessimo giocare con una difesa a 4 direi di no. Anzi, mi farebbe piacere. Ci sono tante squadre che giocano così, non mi precludo niente. Ho voglia di imparare, crescere, di provare cose diverse. Non è un problema, anzi".

SPOGLIATOIO - Come ha ripetuto più volte Cristian Chivu, la forza dello spogliatoio nerazzurro nonostante critiche e pressioni dall'esterno è stato fondamentale per alzare ben due trofei stagionali. "Sono uno a cui difficilmente piace parlare tanto. Nello spogliatoio, se c'è da parlare, dico la mia, ma preferisco sempre dimostrare sul campo. Le parole le porta via il vento. Cerco sempre di aiutare il compagno, di mettermi in condizione di segnare o di farlo segnare". 

INTERISMO - "Quando giochi nella tua squadra del cuore, è la cosa più bella", parola di Federico Dimarco. "Tra l'altro, rappresentarla anche in Champions, dove abbiamo raggiunto lo straordinario traguardo di due finali in 4 anni. È una bella responsabilità. Non mi nascondo: mi diverto, voglio bene a questa squadra". Ma non è sempre tutto facile. "Le critiche? Tutto è partito dalla scorsa estate, quando mi sono isolato e ho capito a cosa dare peso e a cosa no. Ovviamente, ho sentito delle cose nei confronti della squadra che mi hanno dato parecchio fastidio. Abbiamo parlato poco e lavorato tanto e abbiamo raggiunto grandi traguardi". E i risultati sono arrivati.

PROMESSA CHAMPIONS? - Due finali sotto la guida di Simone Inzaghi, due sconfitte. La Champions League come sogno da coronare. "È difficile da spiegare, è una competizione difficile. Il Real Madrid l'ha vinta 15 volte ed è abituata a stare a certi livelli. Noi negli ultimi anni abbiamo cercato di portare l'Inter il più in alto possibile. In Europa non è facile, ci sono tante squadre forti. Tutti dicono ad inizio anno: 'Chi vince la Champions?'. La risposta è boh, non c'è una squadra più forte delle altre. Quest'anno è stata una pecca, non voglio fare promesse che vinceremo la Champions, non mi piace fare promesse. Di sicuro cercheremo di andare più avanti possibile l'anno prossimo".

BABY FENOMENO E FUTURO - E l'avversario più forte mai incontrato? Risposta secca e decisa. "Yamal è allucinante, per l'età che ha è impressionante. Ho affrontato anche Doué e Dembele ma Yamal è stato incredibile. Lui mi ha dato proprio l'impressione di dire "questo è un fenomeno". E il futuro cosa riserva? Per esempio, fra 10 anni? "A 38 anni forse avrò smesso, sì smetterò sicuro. Non saprei, è difficile. Non penso mai troppo in là, penso al presente, ora mi godo le vacanze, mi godo questa annata spettacolare e da luglio penserò all'anno prossimo".