De La Fuente: "Non ho avuto dubbi durante il Mondiale. Yamal e Cubarsí due geni"
"Se ho avuto dubbi? Nessuno. Nemmeno nella prima partita. La squadra è cresciuta, poco a poco, migliorando ogni giorno di più. E con un’atmosfera eccezionale. In 52 giorni, nemmeno un problema. È una cosa molto difficile": così Luis de La Fuente sintetizza in poche parole l'avventura al Mondiale vinto con la sua Spagna nel corso di un'intervista ad AS.
La Roja, che ha trionfato per la seconda volta dal 2010, ha trovato il successo finale con l'Argentina dopo aver subito una sola rete in tutto il torneo: "Ci hanno tirato in porta solo dieci volte durante tutto il torneo. Ma questo è dovuto al fatto che abbiamo un sistema difensivo molto ben rodato e sviluppato".
Non sono mancati gli elogi ai singoli giocatori, e de La Fuente si è concentrato in particolare sulla giovane età media della sua Spagna: "Un calciatore che a quell’età raggiunge questo livello d’élite è speciale. Persone come Lamine o Cubarsí sono davvero speciali. Hanno una maturità e un’intelligenza… per me sono dei geni".
IL FUTURO - Concludendo, il CT spagnolo ha già puntato al Mondiale del 2030, ma - come spiega lui stesso - sarà importante concentrarsi sui prossimi impegni in Nations League: "Spero di poter ripetere questa esperienza tra quattro anni, perché quella di quest’edizione è stata unica. Mondiali del 2030? Sono una persona che guarda al breve termine. E quello a cui stiamo pensando è ciò che ci aspetta a settembre. Questo è ciò che conta di più per noi".