De Laurentiis: "UEFA e FIFA stanno mentendo. Presidenza FIGC? Serve una figura con credibilità"
Aurelio De Laurentiis non risparmia critiche alle istituzioni nell'intervista rilasciata a CBS Sports Golazo. Il presidente del Napoli ha parlato al canale YouTube in occasione della presentazione del film "AG4IN", incentrato sulla vittoria del quarto campionato degli azzurri. Il patron del club ha attaccato la UEFA e la FIFA per il calendario fittissimo: "Vogliono incassare più soldi e quindi creano competizioni più lunghe. I giocatori non possono essere coinvolti in 70 partite". Il presidente azzurro ha poi accusato le due istituzioni di mentire sulla gestione dei soldi: "La FIFA e la UEFA fanno troppi soldi e dicono che li distribuiscono, anche se non è del tutto vero. Se facciamo un calcolo si può notare come stiano mentendo".
De Laurentiis si è poi concentrato sulle differenze di fatturato tra il Napoli e le principali avversarie in Italia e in Europa. Il patron ha sottolineato come, nonostante il gap finanziario, gli azzurri siano una squadra ostica. "Fatturiamo un terzo di Inter, Milan, la metà della Juventus, un quarto di quanto fatturato dal Real Madrid, PSG, le squadre di Manchester. È difficile essere competitivi quando fatturi molto meno rispetto alle avversarie, ma siamo stati bravi a competere e a complicare la vita altrui" ha detto De Laurentiis. Il patron ha aggiunto una proposta sul tempo effettivo: "C’è un intervallo di 15 minuti tra un tempo e l’altro e non capisco perché. Si potrebbero dividere i due tempi, magari 25′ e 25′ consecutivi con il tempo effettivo come nel basket!"
LE SCOMMESSE VINCENTI - Il numero uno del Napoli ha parlato degli allenatori con cui ha lavorato negli ultimi anni. "La mia scommessa di puntare su Sarri è stata vincente, come Benitez, Ancelotti, Spalletti e Conte" ha detto. "Convincerli ad allenare il Napoli è stato frutto di una grande capacità e continueremo a farlo in futuro".
De Laurentiis ha aggiunto: "Ci sono allenatori a cui piace condividere le opinioni prima dell'acquisto dei calciatori. Altri, e ritengo che sia più corretta questa seconda strada, lasciano fare il mercato alla dirigenza". Il presidente si è rifatto al secondo anno con Spalletti: "Ho ceduto 6 giocatori per rinnovare la squadra. Abbiamo comprato altrettanti calciatori e abbiamo vinto lo scudetto. Spalletti mi chiese solo di acquistare Raspadori e così è stato. Quando un allenatore ti chiede un calciatore provi ad accontentarlo".
"HO INCONTRATO CONTE 10 ANNI FA..." - De Laurentiis ha raccontato il suo primo incontro con Antonio Conte: "Ci siamo incontrati 10 anni fa alle Maldive. Siamo rimasti in contatto e, quando ho avuto bisogno di un grande allenatore, mi ha detto: "Aurelio, vengo a Napoli a fine stagione. Preferisco partire da zero" E così abbiamo vinto lo scudetto".
Quali sono state le differenze tra il primo e il secondo successo della sua era? Il patron ha risposto così: "Ero più emozionato per l'ultimo vinto perché c'è stato il dubbio fino all'ultimo minuto. L'ingrediente segreto? Innanzitutto abbiamo avuto ottimi giocatori. Conte ha caricato tutti e ha mantenuto il livello dell'attenzione sempre alto. È un grande motivatore".
E su McTominay ha detto: "Mi ricorda un attore. È elegante, serio, amichevole. Può fare l'attore? Sì, ma ora lasciamolo giocare con il Napoli".
LA PRESIDENZA DELLA FIGC - De Laurentiis ha proseguito l'intervista spiegando la sua posizione sulla riduzione del numero di squadre in Serie A. "Sto spingendo da anni per tornare a un campionato con 16 squadre. Riducendo il numero di partite in stagione avresti almeno 2 mesi per allenare la Nazionale". ha detto. Poi, un pensiero alle competizioni FIFA: "Vorrei sapere perché non c’è un’assicurazione se un giocatore si fa male in nazionale. Perché Uefa e Fifa non la inseriscono? Se un giocatore è fuori per un mese dovrebbero darti un certo corrispettivo di soldi e così via se l’assenza si prolunga. Se non può giocare per un anno, dovrebbero darti i soldi per farti comprare un giocatore dello stesso livello".
De Laurentiis ha aggiunto: "La FIFA vuole i nostri giocatori? Deve pagarceli. Se un calciatore è impegnato per un mese in una competizione della FIFA, la Federazione dovrà pagare quel mese di stipendio. Perché devono andare via gratis? I calciatori sono una proprietà dei club. È poco professionale, ma succede in Italia".
Il patron del Napoli ha concluso il discorso parlando del prossimo presidente della FIGC: "Per me il prossimo non deve essere un ex calciatore. Deve essere una figura che sappia dialogare con le istituzioni e goda di una certa credibilità".