Simonelli: "Nessun errore di programmazione, i prefetti lascino a noi l'organizzazione del calendario"
La concomitanza tra il Derby di Roma e la finale degli Internazionali di Tennis nello stesso giorno nella Capitale ha fatto tanto discutere. Ora, a distanza di due giorni, Ezio Simonelli però dice la sua: "Non c'è stato da parte nostra un errore di programmazione perché i due eventi hanno serenamente convissuto - ha detto il presidente della Lega Serie A - Non può essere un problema organizzare due eventi nella stessa città a distanza di poche ore: abbiamo avuto ragione noi a sostenerlo".
In quest'intervista al Corriere della Sera, Simonelli ha anche criticato l'intromissione dei prefetti nelle decisioni inerenti ai calendari di Serie A: "A Roma la collocazione naturale del derby sarebbe stata la domenica sera, peccato che dallo scorso derby di andata, lo stesso prefetto avesse vietato per motivi di sicurezza di giocare la sera. Il sabato non si sarebbe potuto giocare perché la Lazio era reduce dalla finale di Coppa Italia e avevamo fissato da settimane il derby di Roma nell'unico orario disponibile: alle 12.30 della domenica. Ritenevamo, a ragione, che non ci sarebbero stati problemi di deflusso visto che la finale del tennis sarebbe stata alle 17".
IL MESSAGGIO AI PREFETTI - Prosegue così, quindi, il discorso del numero uno della Lega Serie A: "Con il provvedimento con cui aveva determinato lo slittamento del derby alle 20.45 del lunedì e per il principio della contemporaneità anche delle altre 4 sfide di squadre in corsa per la Champions, avrebbe obbligato 300mila tifosi a seguire i match spostandosi in un giorno feriale: ci sarebbero stati danni sportivi, sociali ed economici".
E quindi l'invito: "Vorrei chiedere a prefetti e questori di lasciare a noi l'organizzazione del calendario, abbiamo professionisti che si occupano con esperienza da anni di questo lavoro e anche in questa occasione hanno dato prova di saper gestire . Le esigenze di ordine pubblico hanno la priorità, ma auspico che in futuro non ci siano altri eccessi di prudenza".
IL CONFRONTO COL TENNIS - A proposito degli Internazionali, Simonelli ha anche parlato del movimento tennis, paragonandolo a quello calcistico: "Amo il tennis, ma il calcio è un'altra cosa. Domenica a Milano c'erano 400mila tifosi che festeggiavano pacificamente".
IL MESSAGGIO A SARRI - Infine, un commento anche su Sarri, che si è più volte detto contrario alle partite all'ora di pranzo: "Stimo Sarri come allenatore, ma forse gli sfugge che il programma della partite dipende soprattutto dalle tv. Ci sono esigenze che non si possono contestare così, visto che le tv forniscono i proventi per pagare gli stipendi di allenatori, calciatori e di tutto il sistema. Ai prossimi Mondiali alcune gare si disputeranno all'ora di pranzo, con temperature più calde di domenica scorsa a Roma. Peraltro, l'orario delle 12:30 in Italia è l'unico slot possibile per catturare spettatori in Oriente. Facile pontificare quando non si conoscono le cose nel dettaglio".