Bove si racconta: “All'inizio avevo rifiuto per il calcio. Ho scoperto lati di me che non conoscevo”

Bove si racconta: “All'inizio avevo rifiuto per il calcio. Ho scoperto lati di me che non conoscevo”TUTTOmercatoWEB.com
Edoardo Bove
© foto di Federico De Luca 2025
Oggi alle 17:30News Calcio
di Redazione
Edoardo Bove è stato intervistato a Verissimo e ha parlato a quasi due anni di distanza dal malore accusato in Fiorentina-Inter del 2024

“Sono molto sereno, sono contento di come sta andando il mio percorso, che non è assolutamente terminato”, ha esordito Edoardo Bove durante la sua intervista a Verissimo. A quasi due anni dal malore accusato in campo al 17' di Fiorentina-Inter, il 1° dicembre 2024, il centrocampista è tornato a raccontare il suo percorso e le difficoltà affrontate.

Oggi Bove è tornato a giocate in Championship con il Watford e nelle prossime settima verrà distribuito "In un battito", il film documentario diretto da Giovanni Troilo che racconta la sua storia.

IL RACCONTO - Bove ha spiegato come ha vissuto quei momenti: “Mi girava la testa e mi sono svegliato in ospedale. Pensavo di aver fatto un incidente in macchina. Quando mi hanno raccontato cos'era successo, ho voluto subito vedere le immagini. Inizialmente provavo fastidio nel vedere il video della mia caduta”.

L’AFFETTO RICEVUTO - Il centrocampista si è detto grato di tutta la vicinanza che ha sentito: “C'è stato un affetto incredibile da parte di tutto il mondo del calcio. Ho ricevuto tanti messaggi e tante visite in ospedale. Mi ha dato la forza per andare avanti, non mi sono mai sentito solo. Non bisogna avere paura di chiedere aiuto. È un po' strano ripensare a quella giornata e non ricordare nulla”.

LE DIFFICOLTÀ - “All'inizio era difficile andare al campo e vedere i miei compagni giocare, sapendo di stare fermo”, ha rivelato Bove. “Il film mi ha aiutato molto, è stato anche un rifugio. Volevo ridare indietro tutto l'affetto ricevuto e questo mi ha spinto ad andare avanti. All'inizio ho avuto un po' di rifiuto per il calcio e non era mai successo prima. Questo però mi ha fatto scoprire lati di me che non conoscevo. È stato uno spazio vuoto in cui fare i conti con se stesso”.

IL TRIBUTO DELL'OLIMPICO - Uno dei momenti più importante per Edoardo Bove è stato il saluto dello stadio Olimpico in occasione di Roma-Fiorentina dello scorso 4 maggio: “È stato uno dei giorni più emozionanti della mia vita. Un tributo così non sentivo di meritarlo per quello che avevo fatto sul campo. Ma i tifosi della Roma vanno oltre e non posso che ringraziarli. È stato un regalo incredibile e mi emoziona sempre”.

IL RITORNO - L’ex Fiorentina ha spiegato il suo percorso per tornare a giocare: “Sono tornato ad allenarmi ufficialmente a gennaio 2026, in Inghilterra. In Italia non ho l'idoneità per giocare con il defibrillatore. Prima mi sono allenato da solo o con la squadra romana in cui sono cresciuto, la Boreale. La cosa bella del calcio è che cambia la categoria, ma certe dinamiche rimangono e mi mancava lo spogliatoio. Certi legami e determinati momenti sono gli stessi. Sono tutti ragazzi che fanno un doppio lavoro: è la reale passione. Giocare dopo una giornata intensa di lavoro è una forma ancora più autentica. Questo mi ha spinto”.

IL TENNIS E COBOLLI - Lo sport è sempre stato una sua passione: “Giocavo a calcio e a tennis. Ancora oggi è una mia passione e ho conosciuto Flavio Cobolli, che è uno dei miei migliori amici. L'ho conosciuto nelle giovanili della Roma e abbiamo condiviso i percorsi insieme. Poi ci siamo divisi ed è andata bene a entrambi. È stato parte fondamentale del mio percorso”.

LEGGE BOVE - Infine, Edoardo Bove ha concluso sulla necessità di formare più persone sul tema del primo soccorso. Il calciatore ha infatti promosso un disegno di legge italiano sul primo soccorso e sulla rianimazione cardiopolmonare: “Non molte persone sono informate sul tema. L'idea è partire dalle scuole per informare. Con questa legge si passerebbe da 15mila a 100mila persone. Le storie di famiglie che hanno perso dei figli giocando per strada mi hanno scosso e ho voluto fare la mia parte. Spero sia il momento giusto".