Festa e voglia di double: l'Arsenal verso la finale di Champions League
"Voglio che l'Arsenal vinca la Champions League, noi fummo a tredici minuti dal sogno e credo che il club, la stagione e il rendimento della squadra meritino questo epilogo". Maturità, consapevolezza e voglia assoluta di scrivere ancora una volta la storia: a sintetizzare le sensazioni del mondo Arsenal, a poche ore dalla sfida al PSG in finale di Champions League (fischio d'inizio alle ore 18) ci ha pensato, ai microfoni della UEFA, l'indimenticato Arsène Wenger.
L'appuntamento alla Puskàs Arena, del resto, arriva al termine di una stagione memorabile per i Gunners, culminata con la vittoria in Premier League a ventidue anni dall'ultima volta. Sfatare il tabù della Champions, soltanto sfiorata nel 2006 contro il Barça di Ronaldinho, dopo ben 140 anni di storia del club è dunque la prossima missione di Mikel Arteta, autentico deus ex machina di un percorso fatto di programmazione, calcio propositivo e riconoscibile personalità, da riscontrare in un 4-3-3 plasmato a immagine e somiglianza dei propri interpreti.
L'ex capitano, infatti, ha avuto il merito di impattare sui suoi uomini dentro e fuori dal campo, anche attraverso quelle scelte rischiose che, dal 2019 a oggi, lo hanno consacrato a top manager mondiale: la promozione a numero uno di Raya (19 clean sheet per lui, miglior rendimento per un portiere dell'Arsenal dalla stagione '93-'94), la fiducia nell'insuperabile coppia centrale Gabriel-Saliba, la centralità di Rice e Zubimendi in regia, il lavoro dietro la completa maturazione di capitan Ødegaard, la convinzione sulla leadership targata Saka e la capacità non scontata di far convivere Gyökeres, Gabriel Jesus e Havertz in attacco.
UNA PREMIER DA SOGNO - 85 punti conquistati, secondo miglior attacco (71 gol fatti, ben 19 su corner, record assoluto nella storia del campionato) e miglior difesa della Premier League con sole 27 reti subite: i numeri dell'Arsenal 25-26 di Mikel Arteta sono impressionanti. La sfida al maestro Pep Guardiola è stata finalmente vinta, soprattutto grazie a un'insperata continuità, spesso venuta meno durante le annate precedenti. Un esempio: le cinque vittorie consecutive al rush finale.
CHAMPIONS DA INVINCIBILI - Il percorso in Champions League dell'Arsenal è stato praticamente perfetto: gli uomini di Arteta, infatti, arrivano alla finale di Budapest da imbattuti, non avendo mai perso in nessuna occasione tra fase campionato ed eliminazione diretta. Preziosi, in questo senso i 6 gol in tutta la competizione di Martinelli, i 5 di Gyökeres (decisivo nella semifinale d'andata contro l'Atletico Madrid) e i rendimenti di Rice ed Eze, strepitosi in occasione del 2-0 sul Bayer Leverkusen al ritorno.
Concludere da invincibili la stagione e regalarsi il double, nonostante il PSG: l'Arsenal di Arteta, adesso, vuole coltivare un sogno atteso 140 anni.