Fiorentina, Fagioli: "Non mi aspettavo la convocazione in Nazionale. Ora bisogna solo tifare"

Fiorentina, Fagioli: "Non mi aspettavo la convocazione in Nazionale. Ora bisogna solo tifare"
Oggi alle 20:41News Calcio
di Redazione
Le parole del centrocampista della Fiorentina e della Nazionale in esclusiva ai microfoni di Sky Sport 24

"È difficile da spiegare, perché siamo partiti con ambizioni alte. Ci eravamo messi in testa l’obiettivo della Champions League, ma con il passare delle partite vedevamo che non arrivavano le vittorie. Intanto le altre squadre prendevano vantaggio e, gara dopo gara, sembravamo sempre più distanti da quella zona". Queste le parole di Nicolò Fagioli in esclusiva ai microfoni di Sky Sport 24. "Secondo me questo ha pesato molto a livello mentale, fino all’arrivo di mister Vanoli. Da lì abbiamo fatto una risalita importante. Quando ti poni un obiettivo così grande, poi non è facile accettarne uno diverso".

Il centrocampista numero 44 ha poi proseguito parlando del momento in cui la sua stagione ha preso una piega differente: "Una settimana importante è stata quella della partita contro la Juve. Nella gara precedente, con l’arrivo di mister Vanoli, non avevo giocato contro il Genoa. Poi c’è stata la sosta e mi sono detto che quella partita la volevo giocare a tutti i costi. Mi sono allenato a intensità altissima per due settimane e mi sono guadagnato il posto. Da lì è iniziata la mia crescita in questa stagione. Perchè la Juventus? Perché è una partita speciale per me. Volevo esserci a tutti i costi".

SULLA MANCATA CONVOCAZIONE IN NAZIONALE - Il centrocampista della Fiorentina ha parlato anche della mancata convocazione in Nazionale: "No, sinceramente no. Penso che i giocatori convocati abbiano meritato, e si è creata troppa polemica. In Italia funziona così: se fossi stato convocato io al posto di un altro, ci sarebbero state polemiche comunque. Ora bisogna solo tifare per la Nazionale".

Fagioli ha poi parlato della Bosnia, prossimo avversario dell'Italia: "È una squadra tosta. Oggi, a livello internazionale, non esistono più partite facili: tutte le nazionali sono ben organizzate. Basta vedere la partita fatta dall’Irlanda del Nord. La Bosnia ha giocatori di qualità, come Džeko, con cui mi sono trovato molto bene alla Fiorentina. Mi dispiace che non sia riuscito a dimostrare tutto il suo valore, ma sappiamo che giocatore è stato e che è ancora. Giusto ieri ha trascinato la sua nazionale allo spareggio: gli auguro tutto il meglio per il futuro, magari non proprio contro l’Italia (ride, ndr)"
E sul suo ex compagno di squadra Edin Dzeko ha aggiunto: "È difficile: è tecnico, forte in area e di testa è un fenomeno. I difensori dell’Italia dovranno fare una grande partita".

 SU MOISE KEAN - Infine ha poi parlato di Moise Kean e del suo momento: "Per me è un giocatore fenomenale. Quest’anno ha avuto più difficoltà rispetto alla scorsa stagione, anche perché in Serie A quando fai bene poi ti studiano di più. Ha avuto anche qualche infortunio che ne ha condizionato la condizione, ma sono sicuro che ci darà una grande mano: è un giocatore fortissimo e lo sta dimostrando anche in Nazionale".